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Ciao a tutti accoppiamento tartarughe terrestri?!

xD GRAZIE!

3 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    La maturità degli esemplari per la riproduzione dipende dall’età e dalle dimensioni Nella maggior parte delle terrestri la riproduzione è stagionale (subito dopo il letargo per le autoctone) e, a seconda della specie, le deposizioni possono verificarsi più di una volta all’anno.

    L’accoppiamento è preceduto da un periodo di corteggiamento che può essere molto violento, tanto da poter provocare gravi ferite alle femmine. I maschi sono particolarmente territoriali soprattutto durante la stagione degli amori; se nello stesso spazio convivono due esemplari di sesso maschile questi, a causa di varie lotte, potrebbero riportare gravi ferite, per cui per un allevamento ottimale nella recinzione devono essere presenti un singolo maschio e due o tre femmine in modo che il maschio non stressi sempre la stessa femmina. Dopo la fase di maturazione delle uova, che può variare da specie a specie, la femmina scaverà dei buchi con le zampe posteriori in varie zone della recinzione urinando per ammorbidire il terreno. Una volta scelto il luogo adatta vi deporrà le uova, in numero variabile da specie a specie. Terminata la deposizione richiuderà la buca passandoci sopra svariate volte per rendere invisibile il nido. Le tartarughe prima della deposizione possono manifestare estremo nervosismo e comportamenti anomali per più giorni (anche per un paio di settimane). Capita di vederle camminare ininterrottamente anche nelle ore serali.

    A volte capita che la femmina deponga le uova senza scavare il nido, abbandonandole quindi in superficie; il più delle volte queste uova non sono fecondate, ma sono state registrate nascite anche in questo caso. In cattività l’assenza di un luogo adatto alla riproduzione può causare fenomeni come ritenzioni delle uova (distocia) che possono provocare la morte dell’animale.

    Dopo anche un solo accoppiamento la femmina è in grado di conservare lo sperma anche per 4-5 anni; questo fenomeno è comune in natura con il nome di amphigonia retardata.

    La durata d’incubazione varia sia a seconda della specie che alla temperatura ambientale; se la specie che ha deposto è una autoctona è possibile lasciar fare alla natura, cioè lasciare le uova nel nido e aspettare che i piccoli nascano in modo naturale. Questo di verifica con facilità nelle regioni meridionali, ma nelle regioni settentrionali il modo consigliato per aver un buon numero di nascite resta quello di posizionare le uova in un’incubatrice. In caso di riproduzione di esemplari esotici, quindi con climi molto diversi dai nostri, è opportuno trasferire le uova in incubatrice, prelevando dal nido le uova e avendo cura di non girarle dalla posizione in cui si trovano. Andranno parzialmente interrate in un contenitore con circa 5 cm di vermiculite, terriccio o torba, e sistemate quindi in incubatrice. In commercio esistono svariati modelli d’incubatrice, tuttavia non è difficile costruirne una artigianale procurandosi un semplice contenitore isolante (ad es. un frigo portatile), un termo riscaldatore per acquari o un cavetto riscaldante. E’ importante utilizzare un termometro e di un igrometro che consentano di stabilire al meglio temperatura massima e minima ed umidità all’interno dell’incubatrice. Il coperchio del contenitore va ovviamente chiuso assicurandoci che la condensa non finisca sulle uova, quindi è opportuno sistemare sopra le uova una lastra di vetro o plexiglas disposta in modo obliquo (la condensa si raccoglie lì ma la pendenza la fa scorrere ai lati, impedendo la ricaduta sulle uova).

    Il sesso dei nascituri è determinato dalla temperatura: ad esempio con le specie autoctone sotto i 30° nasceranno quasi esclusivamente maschi, sopra i 31 la maggioranza saranno femmine. Si consiglia di non superare comunque i 32°.

    Per vedere se le uova sono fertili basta semplicemente osservarle in controluce puntando da dietro un fascio di luce molto intensa (ad es. una torcia) e avendo sempre cura a non rigirarle; questa operazione prende il nome di speratura. Grazie a questa tecnica possiamo renderci conto se le uova sono fertili osservando i finissimi fasi sanguigni che si stanno formando; tuttavia questa pratica non dà sempre i risultati sperati ed occorre inoltre un occhio esperto per riconoscere quello che si vede. Se le uova non presentano alcun segno vitale, anche dopo parecchio tempo di incubazione, possono essere scartate. La presenza di muffe sulla superficie non è obbligatoriamente indice di uova non fertili, ma è consigliato separarle in modo che la muffa non si propaghi su tutte le altre uova. Piccole crepe nel guscio non pregiudicano lo sviluppo embrionale, tuttavia se le uova emettono un odore maleodorante o se tardano a nascere possono essere anche queste scartate.

    Il tempo di incubazione dipende dalla specie; si va dai 60 giorni in incubatrice per le hermanni (90 in terra) ai sei mesi necessari per le Astrochelys radiata. <3

  • Anonimo
    9 anni fa

    eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee ripeto eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

  • 9 anni fa

    Le uova di tartaruga le porta la cicogna... non posso nascere sotto i cavoli perchè altrimenti se li mangerebbero subito!

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