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Da quando scrivere è considerato sinonimo di follia o di voglia d'attenzioni?

Volevo aprire questa discussione per comprendere un po' da dove nascono certe affermazioni.

Spesso mi capita di sentire le discussioni di alcune persone convinte che alcune forme d'arte siano inutili e chi le pratica sia folle.

Faccio un esempio perché mi rendo conto che spiegata così sembra alquanto criptica.

All'università chiacchiero con un paio di ragazze e salta fuori il discorso "narrativa": "Quali libri ti piacciono?", "Uh, anch'io adoro i gialli!", "Ma come fai a leggere quella roba?", ect. ...

Poi ti viene da confessare: "Mi piace scrivere", oppure "il mio sogno è quello di diventare una brava scrittrice" e di colpo ti guardano tutti come se fossi una specie d'alieno.

Altre volte mi è capitato di ascoltare discussioni del tipo: "chi scrive poesie è stupido" oppure "Chissà cosa vogliono dimostrare quelli che scrivono!". Francamente non credo di avere nulla da dimostrare, mi piace semplicemente inventare storie e metterle su carta. Studio per riuscire e vorrei come tanti altri vedere un mio lavoro sullo scaffale di una libreria e magari sapere che passato il periodo della novità continuerà a essere letto e non finirà nel dimenticatoio.

Poi è naturale che uno scrittore (o aspirante tale) a un certo punto dopo essersi "allietato" voglia condividere i suoi scritti con il mondo, non vi pare?

Un'altra considerazione buffa è: "gli scrittori sono solo dei furbacchioni ( forse nel senso di lavativi) che vogliono guadagnare senza lavorare" oppure " Vuole solo attirare l'attenzione".

Per quanto riguarda la prima: ma questa gente sa che pubblicando non si guadagnano i miliardi (salvo eccezioni come la Rowling, ma è una cosa che riguarda uno scrittore su mille)? E poi perché uno scrittore vorrebbe attirare l'attenzione? Cos'è un mitomane? Virginia Woolf, Dante Alighieri e tanti altri grandi della letteratura mondiale scrivevano perché avevano bisogno d'attenzioni oppure volevano semplicemente condividere idee, pensieri, storie?

Ultima ma non meno importante è la frase che viene associata all'aspirante scrittore medio (anche poeta): "Ma chi diavolo si crede di essere?" .

Questa non l'ho mai capita.

Secondo voi perché si dicono tante fesserie sugli aspiranti scrittori?

Aggiornamento:

@Lyanna provo a risponderti con un'altra domanda. Secondo te è giusto che una persona venga considerata delinquente anche se non ha mai commesso un reato solamente perché tutta la sua famiglia è andata a delinquere? Secondo me no, non è affatto giusto e infatti sono portata a giudicare una persona per quello che è e non per chi è suo padre e/o sua madre. Lo stesso discorso si può fare con i libri e gli autori. Tanti romanzi sono considerati ridicoli e orrendi ma giudicare uno scrittore di storie per vampiri solamente perché Twilight (che non ho mai letto) ha una pessima fama mi sembra alquanto discriminatorio.

A te sembra giusto che si giudichi uno scrittore solo in base a qualche furbacchione? E tutti gli altri autori validi dove li mettiamo (anche quelli che nessuno conosce o famosi ma davvero in gamba)? Non è secondo te fin troppo riduttivo andare per stereotipi, cioè considerare male un aspirante scrittore solo perché 50 sfumature (che non ho letto) ha ricevuto pessime critiche

6 risposte

Classificazione
  • Lyanna
    Lv 6
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Ti ribalto la domanda, esistono fesserie anche negli aspiranti scrittori. È opinione comune che scrivere un libro sia una via facile, un modo semplice per guadagnare, per diventare famoso.

    In pratica sono tutte scemenze.

    Scrivere un libro è fatica, richiede anni di studio e pratica, una volontà e una passione fuori dal comune, e sicuramente non è nei fatti meno faticoso che fare un onesto lavoro d'ufficio, se lo fai come si deve. I guadagni e la fama non li commento neanche: senza raccomandazioni, un gran colpo di cvlo o un immenso talento non fai i miliardi. La Rowling è stata brava, ma anche lei ha fatto la fame e si è beccata un sacco d'insulti a inizio carriera. Dall'altra parte della barricata, la James ha cavalcato l'onda del momento e avuto un gran colpo di cvlo. Ma sono ECCEZIONI.

    Moltissimi scrittori scrivono nel tempo libero perché sono obbligati a fare un altro lavoro per mantenersi, hanno venduto poche copie e guadagnato quasi niente. Questa è la realtà.

    Il problema è che l'idealizzazione del lavoro di scrittore non esiste solo in chi lo denigra ma spesso anche in chi vorrebbe intraprendere quella strada, illudendosi che sia fatta di poco lavoro, tanto cuore ed emozioni e soldi facili. Questo a mio avviso è un problema più grave.

    Gli idioti che ti guardano come un alieno perché perdi tempo a leggere purtroppo ci sono sempre stati, ma un po' in tutti i campi e le arti, non sono nulla di nuovo né di raro.

    Se posso permettermi un'ultima affermazione, le tante fesserie derivano dal fatto che in italia le fesserie vengono pubblicate e pubblicizzate come casi letterari, vedi Twilight, Licia Troisi, Elisa Rosso per la Piemme, le famose Sfumature, Moccia, Fabio Volo... Trovandosi di fronte a roba del genere, è naturale che i pregiudizi nascano, o no?

    ---

    ALT, sono s'accordo con te. Io continuo a dare fiducia a un autore italiano, anche se vengono pubblicate troppe fesserie. Prima mi informo sul caso specifico, poi decido. Purtroppo però non si può nemmeno negare che certi pregiudizi esistano, e che la tendenza delle case editrici a privilegiare la moda del momento alla qualità effettiva dello scritto non aiuti a confutarli.

    Sono perfettamente d'accordo sul fatto che fare di tutta l'erba un fascio sia sempre sbagliato, ma il ripresentarsi continuo di una certa situazione, nella fattispecie romanzi scadenti, genera pregiudizi, è un dato di fatto, che io sia d'accordo o no.

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  • 8 anni fa

    Ho apprezzato molto la tua domanda e la condivido. Hai parlato di Dante. Ebbene, vorrei iniziare la mia risposta proprio con una sua citazione: "non ti curar di loro ma guarda e passa."

    È attuale ora come lo era secoli fa, questo perchè nel mondo sono sempre esistite e sempre ci saranno persone che criticano l'arte, vuoi perchè non la capiscono, vuoi perchè di solito un bravo artista influenza e cambia una società, e i cambiamenti spaventano da sempre l'uomo comune, vuoi perchè sono delle persone che non hanno rispetto per le passioni altrui o non le comprendono, proprio perchè loro hanno perso la voglia di sognare già da tempo. E se ci pensi, alla base di tutte le arti c'è proprio la volontà di sognare e far sognare.

    Io dalla mia posso dirti che sono un ragazzo di 18 anni con l'hobby della scrittura e della poesia, non mi credo chissà chi e non sono un autore affermato, ma come tutti spero un giorno, anche lontano, di diventarlo. E non per i soldi o per la fama, più che altro per soddisfazione personale. Insomma per sapere quanto valgo e dimostrare a me stesso che posso dare qualcosa alla gente, regalar loro emozioni.

    A me non sembra giusto fare di tutta l'erba un fascio, ma devi ammettere che tutti lo fanno continuamente, anche tu. Con la politica e con la sua casta, con il cinema e la sua presunta decadenza, con lo sport e la sua corruzione, e con la letteratura e la sua presunta commercialità. Non è vero ma molti lo credono. Quel che devi fare è tirar dritto, fregartene e perseguire le tue aspirazioni. Poi un giorno, col passare del tempo, questa decisione ti ripagherà.

    Comunque non voglio dilungarmi oltre, così da evitare ai futuri lettori della risposta un annoiamento eccessivo xD

    Buona fortuna e alla prossima! :)

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  • scrivere è un arte che bisogna impararla, faticando ed appassionarsi. Personalmente sto scrivendo un libro e non lo sto facendo per fama e neanche per soldi, il mio obbiettivo è perfezionarmi grammaticalmente parlando(ancora una strada praticamente lontanissima), ma sopratutto divulgare le mie idee, i miei pensieri, le mie storie, per me già il fatto di poter stringere in mano un libro scritto da me, sarebbe una cosa assurda, la fama, le critiche e i guadagni non m'interessano. Io voglio divulgare ciò che sento e far in modo d'imedesimare il più possibile lo scrittore nel opera

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  • 4 anni fa

    "Quando assisti advert una buona azione di un altro, esortati a seguire il suo esempio. Nell'aver notizia dell'errore di un altro, raccomandati di non imitarlo. Anche da solo in una stanza buia comportati come se avessi di fronte un nobile ospite. Esprimi i tuoi sentimenti, ma non diventare più espansivo di quanto l. a. tua vera natura ti detti. l. a. povertà è il tuo tesoro. Non barattarla mai con una vita agiata. Una character può sembrare sciocca e tuttavia non esserlo. Può darsi che stia solo proteggendo con cura il suo discernimento. Le virtù sono i frutti dell'autodisciplina e non cadono dal cielo da sole come l. a. pioggia o l. a. neve. l. a. modestia è il fondamento di tutte le virtù. Lascia che i tuoi vicini ti scoprano prima che tu ti sia rivelato."

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  • Ciao!

    Senti scrivere può essere un sinonimo di follia o voglia di attenzioni per qualcuno che odia la scrittura.

    Se ti piace scrivere allora un sinonimo di lettura è... quello che tu pensi della scrittura.

    Io ad esempio penso che un sinonimo di scrittura sia viaggiare perché mi piace molto farlo e quando scrivo viaggio nella storia che scrivo (mi piace scrivere fantasy, quindi raggiungere valli incantate, boschi stregati...).

    Insomma ognuno può pensare quello che vuole, ma quello che deve valere per te è il tuo giudizio.

    Spero di averti aiutata ciao!

    Fonte/i: Io
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  • 8 anni fa

    cooooooosa!? quindi io avrei voglia d'attenzioni perchè amo scrivere? wow, incredibile come gli altri sappiano cose su di te che neanche tu sai! :P

    che sciocchezza! insomma: sono strana, lunatica amo gli anime i queen e wilde, ma non spariamo cazzatee sulle attenzioni, va'...

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