Quanta distanza può coprire nello spazio vuoto un raggio di luce emesso da una stella?

Ieri ho pensato a una cosa, ossia che con tutte le milioni di stelle che ci sono nell'universo, se la luce di ognuna di esse coprisse una distanza infinita nello spazio allora ciò che si dovrebbe vedere dallo spazio stesso non dovrebbe essere nero e buio, ma praticamente tutto illuminato o comunque talmente costellato di stelle da sembrare che non esistano "buchi vuoti" tra una stella e l'altra.

Inoltre, se la luce coprisse una distanza infinita, allora il Sole dovrebbe essere visibile anche da milioni di anni-luce di distanza; ciò non è vero perché invece sappiamo che già vicino a Plutone il Sole risulta come una flebile stella.

Una risposta plausibile sarebbe:"dallo spazio non vediamo la luce di molte delle stelle dell'universo perché sono a una distanza maggiore della loro età" Cioè, se una stella splende da mille anni e dista milledieci anni-luce, ci vorranno ancora dieci anni prima che noi possiamo vedere i suoi primi bagliori. Ma non mi sembra comunque accettabile: stelle "giovani" come il Sole hanno 5 miliardi di anni, quindi, se la luce coprisse una distanza infinita, dovremmo ricevere il bagliore proveniente da stelle distanti (almeno) 5 miliardi di anni luce!

Quindi la mia domanda è: c'è una distanza oltre la quale la luce -intesa come il bagliore, e non come i songoli fotoni che la compongono; oppure sì? ;) - non va, ossia si ferma o si "dissolve"? Perché non va oltre? E da cosa dipende tale distanza? Perché un tempo una supernova ha brillato talmente tanto da essere visibile pure di giorno, nonostante la sua notevole distanza?

1 risposta

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  • Lore
    Lv 6
    8 anni fa
    Risposta preferita

    può coprire una distanza infinita finché qualcosa non la ferma.

    L'atmosfera stessa è comunque in grado di bloccare gran parte delle radiazioni che arrivano dallo spazio (per grazia di dio), per cui capisci bene che i telescopi spaziali orbitanti come hubble hanno ben più possibilità di raccogliere fotoni da stelle lontane.

    Non ci sono stelle in tutte le direzioni, per quanto ti paia strano, di fatto anche con esposizioni che durano mesi interi (le immagini dell' ultra-deep field) appaiono comunque zone vuote.

    Inoltre se una stella è lontana ti sembrerà un puntino piccolissimo, per il semplice fatto che è lontana. Così come i raggi della bicicletta sono lontani uno dall'altro vicino alla gomma e vicini intorno alla forcella.

    Per cui anche se esistono stelle enormi come Canis Maioris VY (al cui confronto il sole è come un granello di sabbia accanto a Mercurio) da tali distanze le vedrai ridotte a un solo puntino piccolissimo. Ma in fondo ci arrivi, no? Se una cosa è lontana sembra piccola.

    Quello di cui parli tu è il limite dell'universo osservabile: si trova a una distanza di circa 13,7 miliardi di anni luce e ogni secondo che passa aumenta di 300'000 km.

    Ma secondo certe stime l'universo attuale potrebbe essere grande anche 93 miliardi di anni luce.

    Non si può sapere semplicemente perché non ci è ancora arrivata la luce da distanze tanto grandi. Però si è fatta una stima in base a calcoli sull'accelerazione con cui si spostano le galassie.

    Però ricorda che molte sono le possibilità per impedire a un fotone di raggiungerti: un qualsiasi corpo nero è in grado di assorbire i fotoni, un campo magnetico può deviarli e un gas può bloccarli in un intricato "flipper fotonico".

    Quest'ultimo effetto è facile da osservare con la nostra stella: sai che il sole si trova a 8 minuti luce da casa, no? Bene, allora la luce arriva da noi 8 dopo minuti che il sole l'ha generata giusto? no. Sbagliato.

    La luce viene prodotta dal nucleo, e nessuno pensa ai al fatto che prima di arrivare alla superficie deve attraversare la stella.

    Ogni volta che il fotone attraversa una particella viene respinto in una qualsiasi direzione.

    Secondo recenti stime si calcola che un fotone per uscire dal nucleo interno impieghi un migliaio di anni prima di riuscire a liberarsi e arrivare a terra. Capisci quindi che in un migliaio di anni la luce ha percorso un bel tragitto, ed è arrivata a terra con la stessa luce che una particella potrebbe aver impiegato 9 minuti e basta per ucire dal nucleo (perché esiste anche il caso in cui il fotone non incontri nessuna molecola lungo il tragitto, per quanto pare strano).

    Perciò puoi capire bene dal semplice fatto che la luce del sole non traballa che la luce non affievolisce col tempo.

    Affinché una supernova brilli tanto da essere visibile di giorno essa deve assumere dimensioni tanto grandi nell'esplosione da poter emettere una radiazione abbastanza potente da non venire schermata dalla luce solare.

    In altre parole dovrebbe essere in grado di emettere la stessa luminosità che emette la luna o venere riflettendo il sole. Questo è possibile solo in caso di reazioni nucleari su vatissima scala vista la distanza. Oltretutto dovrebbe essere anche una supernova nella nostra galassia per avere una luminosità apprezzabile senza venire schermata dalla luce solare.

    Comunque no, la luce non si dissolve, è eterna.

    Puoi solo deviarla con un campo magnetico o bloccarla con un corpo.

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