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Lv 6
? ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 9 anni fa

Un armadio di libri...quali abiterebbero il tuo guardaroba?

Ci sono alcuni libri che si lasciano indossare come fossero un abito, libri che abitano la nostra anima e aderiscono come una seconda pelle.

Quali indumenti abitano le vostre librerie, quali libri abitano i vostri armadi?

-La Parure composta da sciarpa, berretto e guanti rigorosamente di lana, per ripararti da freddo ed intemperie, ma anche per riscaldare il cuore quando il freddo penetra nell’ anima e sembra voglia gelarla.

'Le notti bianche', di Dostoevskij. Sognare in compagnia.

-Un cappotto oppure un chiodo di pelle che ti ‘danno un tono’ e ti ricordano il peso di una delle millemila variabili dell’ esistenza umana. Specifica quale di queste.

'Alla ricerca del tempo perduto', di Proust. Il Tempo e la Memoria, ovviamente.

-Delle scarpe pesanti, che attutiscano l’ impatto con i sassi appuntiti di quel sentiero tortuoso.

Ho immediatamente pensato a 'Lettera a una bambino mai nato', di Fallaci.

"[…]sarebbe come indurti a credere che la vita è un tappeto morbido sul quale si può camminare scalzi, e non una strada di sassi. Sassi contro cui si inciampa, si cade, ci si ferisce. Sassi contro cui bisogna proteggersi con scarpe di ferro. Ma neanche questo basta perché, mentre proteggi i piedi c’è sempre qualcuno che raccoglie una pietra per tirartela in testa […]".

Decido di avere due paia di scarpe e aggiungo “Il mestiere di vivere”, di Pavese.

"C'è un'arte di ricevere in faccia le sferzate del dolore che bisogna imparare. Lasciare che ogni singolo assalto si esaurisca; un dolore fa sempre singoli assalti - lo fa per mordere più risoluto e concentrato. E tu, mentre ha i denti piantati in un punto e inietta qui il suo acido, ricordati di mostrargli un altro punto e fartici mordere - solleverai il primo."

-Un abito di lino, fresco ma non leggero, che permette di passare ore sotto il sole cocente senza avere fastidio della luce e del caldo.

'L’ insostenibile leggerezza dell’ essere', di Kundera. Illuminante.

-Un abito elegante e raffinato.

'Quel che resta del giorno', di Ishiguro. Una delicatezza disarmante, seta pura. Un Balenciaga. Consigliatissimo.

-Quei jeans in denim che ti calzano a pennello e porteresti sempre con te, in capo al mondo fino a consumarli.

'Il maestro e Margherita', di Bulgakov. Semplicemente IO.

-Quell’ indumento che non ricordi il motivo per il quale l’ hai acquistato o perché l’ abbiano regalato proprio a te. Si tratta di un capo difficilmente abbinabile ad altri ma, proprio per questo motivo, unico come pochi.

'Ulisse', di Joyce.

-Un fazzoletto. Decidi tu che uso farne. Se asciugare lacrime salate o se utilizzarlo per soffiarti il naso nel peggiore dei raffreddori:

Nel primo uso dico ‘La metamorfosi’, di Kafka. Straziante.

Nel secondo uso, cito tutte le ‘Sfumature’, e il romanzo ‘Il profumo delle foglie di limone’, di Sánchez.

-Un ricordo della tua infanzia che custodisci gelosamente.

Le mie scarpine di danza, le punte. A quel periodo associo Mafalda, il fumetto di Quino. Adorabile. Aggiungo ‘Lessico Familiare’, di Ginzburg.

-La maglia che ti ricorda la tua adolescenza, i tuoi anni da ‘ribelle’ spensierato incurante di responsabilità e futuro. Sei cresciuto o la abiti ancora?

Io l’ ho messa in un cassetto, quella ‘reliquia’, ma la tengo ben in vista per ricordarmi che prendersi meno sul serio a volte aiuta.

'Sulla Strada', di Kerouac.

A proposito, l’ 11 ottobre (domani, finalmente) esce nelle sale italiane il film, speriamo ne valga la pena.

Adesso raccontatemi il vostro armadio.

Buona giornata, lettori!

:)

Aggiornamento:

@Cara ℓσνє, liberissima di fare ciò che preferisci. Grazie per non aver letto la domanda, sarebbe come dare champagne ai porci. Ma tu ringraziami almeno per il + 2, su :)

Ciao!

Aggiornamento 2:

@@Evidentemente qualche idiota, in preda ad un attacco di belluinità, ha pensato bene di passare attimi della sua triste vita spolliciando. Compassione.

6 risposte

Classificazione
  • ?
    Lv 6
    9 anni fa
    Risposta preferita

    -La Parure composta da sciarpa, berretto e guanti rigorosamente di lana, per ripararti da freddo ed intemperie, ma anche per riscaldare il cuore quando il freddo penetra nell’ anima e sembra voglia gelarla.

    Il libro che mi ha avvolta teneramente e mi ha riscaldata fin nel profondo eppure è stato così straziante nel suo caldo soffocante è stato "I falò dell'autunno" della Nemirovsky.

    -Un cappotto oppure un chiodo di pelle che ti ‘danno un tono’ e ti ricordano il peso di una delle millemila variabili dell’ esistenza umana. Specifica quale di queste. Opto per un chiodo di pelle che mi ricorda "Se questo è un uomo" un peso inimmaginabile, talmente gravoso e pesante, da risultare incalcolabile, come incalcolabili sono state le vite di donne, uomini, anziani e bambini che sono andate distrutte.

    -Delle scarpe pesanti, che attutiscano l’ impatto con i sassi appuntiti di quel sentiero tortuoso. Mi salva il signor Schopenhauer con "L'arte di essere felici". Sfortunatamente non sono ancora riuscita a camminarci bene, sono ancora instabile e ho bisogno di un bastone guida, che ritrovo nel "Così parlò Zarathustra" di Nietzsche.

    -Un abito di lino, fresco ma non leggero, che permette di passare ore sotto il sole cocente senza avere fastidio della luce e del caldo. Un libro acquistato per caso in vacanza e con sorpresa, mi ha resistuito la freschezza di quei giorni, proprio come un fresco abito di lino "Un giorno come tanti" di Joyce Maynard.

    -Un abito elegante e raffinato. Non sono il tipo da abiti eleganti e raffinati, sono allergica a questo tipo di indumenti, eppure in alcune occasioni mi tocca metterli, seppur con il broncio. "Il circolo Pickwick" di Dickens. Una scrittura troppo, troppo, troppo e troppo (quanti troppo ho detto?) pomposa.

    -Quei jeans in denim che ti calzano a pennello e porteresti sempre con te, in capo al mondo fino a consumarli. Mi tocca fregarti la risposta Chiaretta, ma quel libro è anche MIO ;) "Il maestro e Margherita" sono jeans che mi calzano a pennello e che mi valorizzano il fondo schiena.

    -Quell’ indumento che non ricordi il motivo per il quale l’ hai acquistato o perché l’ abbiano regalato proprio a te. Si tratta di un capo difficilmente abbinabile ad altri ma, proprio per questo motivo, unico come pochi. Non ricordo assolutamente il motivo che mi ha spinto a comprare "Confessioni di una maschera" di Mishima. Come dissi già una volta, aleggia all'interno di quelle pagine un sentore di morte talmente forte che, in alcuni tratti, sei costretto a fermarti. Non ho mai letto nulla di così morente. Senza dubbio unico come pochi.

    -Un fazzoletto. Decidi tu che uso farne. Se asciugare lacrime salate o se utilizzarlo per soffiarti il naso nel peggiore dei raffreddori: Parto dal fazzoletto asciuga moccolo. Ironia della sorte, in questi giorni sto scartando pacchi di fazzoletti come se fossero caramelle, e quale miglior uso farne se non quello di utilizzare tutti i libri di Faletti? Ah, quasi quasi adoro avere il raffreddore. Per l'asciuga lacrime, "Addio alle armi" di Hemingway. Triste.

    -Un ricordo della tua infanzia che custodisci gelosamente. Sorrido al pensiero della mia sfrontatezza e del mio voler sfatare sempre e comunque. Il libro che ricordo con nostalgia è "Oggetti di reato" della Cornwell, fregato dalla libreria di mio zio in quanto classificato come "libro da grandi". Quale invito migliore di questo?

    -La maglia che ti ricorda la tua adolescenza, i tuoi anni da ‘ribelle’ spensierato incurante di responsabilità e futuro. Sei cresciuto o la abiti ancora? Traispotting di Welsh. Io non l'ho messo neanche in un cassetto, sta proprio bene in vista, questo perché non voglio ricordarlo solo a me stessa, ma anche agli altri.

    Aggiungo una felpa. Una felpa che mi sta particolarmente a cuore, credo sia l'indumento a cui tengo di più in assoluto, perché non è mia, ma mi è stata data. Un semplice dono che conservava, al tempo, quel meraviglioso profumo di lui. Adesso profuma di me. E' un po' mia e un po' sua, proprio come "Non ti muovere" della Mazzantini.

    Grazie per la splendida domanda.

  • Ci sono alcuni libri che si lasciano indossare come fossero un abito, libri che abitano la nostra anima e aderiscono come una seconda pelle.

    Quali indumenti abitano le vostre librerie, quali libri abitano i vostri armadi?

    -La Parure composta da sciarpa, berretto e guanti rigorosamente di lana, per ripararti da freddo ed intemperie, ma anche per riscaldare il cuore quando il freddo penetra nell’ anima e sembra voglia gelarla.

    Il Piccolo principe, per scaldare l'anima.

    -Un cappotto oppure un chiodo di pelle che ti ‘danno un tono’ e ti ricordano il peso di una delle millemila variabili dell’ esistenza umana. Specifica quale di queste.

    Arcipelago gulag, Solzenycin. Non c'è mai fine all'orrore dell'umanità.

    -Delle scarpe pesanti, che attutiscano l’ impatto con i sassi appuntiti di quel sentiero tortuoso.

    Lolita, una follia descritta in modo poetico...

    -Un abito di lino, fresco ma non leggero, che permette di passare ore sotto il sole cocente senza avere fastidio della luce e del caldo.

    Ti prendo e ti porto via di Ammaniti. Fresco ma non leggero...

    -Un abito elegante e raffinato.

    Colazione da Tiffany di Capote.

    -Quei jeans in denim che ti calzano a pennello e porteresti sempre con te, in capo al mondo fino a consumarli.

    Lettera a un bambino mai nato della Fallaci. E' il mio libro

    -Quell’ indumento che non ricordi il motivo per il quale l’ hai acquistato o perché l’ abbiano regalato proprio a te. Si tratta di un capo difficilmente abbinabile ad altri ma, proprio per questo motivo, unico come pochi.

    Intervista con la storia della Fallaci.

    -Un fazzoletto. Decidi tu che uso farne. Se asciugare lacrime salate o se utilizzarlo per soffiarti il naso nel peggiore dei raffreddori:

    Notte in treno della Nemirovsky. Un fazzoletto indispensabile.

    -Un ricordo della tua infanzia che custodisci gelosamente.

    Le notti in campeggio, con mia madre che mi leggeva. Favole al telefono, Rodari.

    -La maglia che ti ricorda la tua adolescenza, i tuoi anni da ‘ribelle’ spensierato incurante di responsabilità e futuro. Sei cresciuto o la abiti ancora?

    Non la abito più. Era il mio libro preferito, Noi i ragazzi dello zoo di Berlino.

    Rinnovo i complimenti per le tue domande, imperdibili.

  • ?
    Lv 7
    9 anni fa

    Sciarpa, berretto e guanti li indosso per "frequentare"il libro

    Nei boschi eterni di Fred Vargas.

    Il cappotto(molto pesante) di sicuro mi serve per andare a cercare

    Varlam Salamov e i suio Racconti della Kolyma

    Le scarpe pesanti per seguire i camosci de Il peso della farfalla.

    Mentre l' abito leggero per Assassinio sul Nilo della Christie.

    Un abito elegante per andare in Sicilia dal "principe di Salina"

    I jeans di denim li indosso per fare compagnia ad un "Viaggiatore

    notturno, di Maurizio Maggiani.

    L' indumento "indecifrato" e unico è La macchia umana di Roth.

    Il fazzoletto è una kefiah per ricordare....Gaza. Restiamo umani

    di Vittorio Arrigoni.

    Il ricordo custodito gelosamente è uguale ad una raccolta di poesie

    di Hikmet

    La maglia della mia adolescenza non può essere altro che

    Noi i ragazzi dello zoo di Berlino di Cristiana F.

    Ciao Chiaretta, bellissima domanda.

  • Emme
    Lv 4
    9 anni fa

    - sciarpa, berretto e guanti: "Il buio oltre la siepe" Harper Lee

    - cappotto: "Cristo si è fermato a Eboli" Carlo Levi - l'ingiustizia e la miseria

    - scarpe pesanti: "Và dove ti porta il cuore" Susanna Tamaro

    "Mi illudevo, volevo illudermi che così sarebbe stato per sempre. Ma purtroppo non siamo esseri sospesi in bolle di sapone, vaganti felici per l'aria; c'è un prima e un dopo nelle nostre vite e questo prima e dopo intrappola i nostri destini, si posa su di noi come una rete sulla preda."

    - abito di lino: "Qualcuno con cui correre" David Grossman

    - abito elegante e raffinato: "Il grande Gatsby"

    - jeans: "Marcovaldo" Italo Calvino

    - abito difficilmente abbinabile ma unico: "Le ore" Michael Cunningham

    - fazzoletto:

    per le lacrime ->

    per il raffreddore -> "Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire" Melissa P. Una vera porcheria a mio parere

    - ricordo d'infanzia: "La fabbrica di cioccolato" oppure "James e la pesca gigante" di Roald Dahl. Li associo alle scuole elementari, alle maestre che li leggevano a voce alta e alla mia migliore amica. Quando li rileggo (perchè li rileggo ancora) sento ancora il profumo di quei giorni.

    - maglia (che probabilmente non ho ancora riposto, vista la mia età): "Il giovane Holden" J.D. Salinger

    ____________________

    mancava il fazzoletto per le lacrime (ho avuto problemi con il computer): "Grandi Speranze" Charles Dickens

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  • 9 anni fa

    bellissima domanda, ma sono troppo deconcentrata per rispondere... spero che le attività - purtroppo private, ma tanto quando uno vuole, trova- di love, mi ritirino su.

  • 9 anni fa

    Se ti piace fare queste lunghissime ed elaborate domande sui libri cerca di sintetizzarle, fai perdere la voglia a risponderti, io dopo topolino, paperino ecc. mi soo letto i promessi sposi di A. Manzoni per 5 volte, ho continuato a leggere soprattutto in inglese per imparare la lingua, ho letto di tutto specie i bestsellers, e ora non leggo più nulla, l'armadio è chiuso W.W

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