La via dell' Illuminazione è infinita?

Illuminato è colui che raggiunge un traguardo, o colui che percorre un sentiero senza fine dove può ancora imparare qualcosa?

Aggiornamento:

@Folle: Ma certo, avrei dovuto capirlo che così come non esistono gli opposti non esiste nemmeno il sì e il no. E dunque è sia un traguardo sia un sentiero infinito...tutto torna: c'è sempre la via di mezzo!

Grazie per la risposta.

Aggiornamento 2:

@Sole: Tutto ciò che puoi scoprire con l’illuminazione è la Realtà, la Verità, il Sè, il riconoscimento di chi realmente sei. L' illuminazione si raggiunge una volta sola e non molteplici: quando hai attinto alla parte più profonda di te stesso anche destandoti dalla meditazione non puoi più dimenticare chi sei. Per questo non ha senso dire "l' illuminazione svanisce", l' illuminazione è solo un nuovo modo di rapportarsi all' esistenza, una volta che sei illuminato non puoi "spegnerti" e "riaccenderti" come una lampadina. Se sei illuminato, la tua mente è ormai su un nuovo piano dell' essere dal quale è impossibile regredire.

Quindi, tornando alla mia domanda: La via dell' illuminazione è infinita?

Nel senso, una volta che la mente si è "Illuminata" ha raggiunto ogni sua potenzialità o può ancora ricercare altre verità ancora più elevate?

7 risposte

Classificazione
  • Tabish
    Lv 7
    8 anni fa
    Risposta preferita

    L'illuminato dovrebbe aver raggiunto la consapevolezza totale, quindi non dovrebbe più aver bisogno d'imparare qualcosa.

    Questo a rigor di logica, ma non essendo illuminato non posso esserne certo.

    Prova a ripormi la domanda più avanti, magari ti potrò rispondere con ... cognizione di causa.

    Mai porsi un limite ...

    Andando al di là di tutte le dottissime risposte di chi pare sappia tutto sull'illuminazione o consapevolezza totale pur non essendo un illuminato, direi che questa domanda andrebbe posta proprio a un illuminato o risvegliato, il quale però ti risponderebbe che non è in grado di spiegare a chi non lo è cos'è l'illuminazione, come si raggiunge e se sono una o mille.

    Altra cosa, quanti illuminati VERI abbiamo conosciuto? e a quanti abbiamo posto la domanda?

    Gli scritti non sempre controllabili e non sempre di prima mano e troppo spesso libri "sacri" di una religione o corrente filosofica che dir si voglia, non possono che dire qualcosa, al solito non controllabile, e alla fine bisogna ... credere.

  • 8 anni fa

    Ciao Swami,

    no, l'Illuminazione non è un traguardo ma un punto di partenza.

    Il Buddha stesso disse: "Nessuna Fa è assoluta". (cit. Zhuan Falun) poiché ci sono moltissimi "livelli" di Risveglio. Ogni volta che acquisiva una nuova Illuminazione, diceva che ogni cosa insegnata precedentemente, non era completa.

    Esistono innumerevoli "Illuminazioni"; colui che chiamiamo Buddha (Siddharta Gautama Shakyamuni), il Risvegliato è l'ultimo ad aver ricevuto un "livello alto" nelle diverse Illuminazioni.

    L'Illuminazione non è la fine ma un continuo evolversi.

    "Alla fine, Sakyamuni affermò anche: «In tutta la mia vita non ho insegnato nemmeno un frammento della Fa». Lo Zen, di nuovo, ha interpretato questa affermazione nel senso che la Fa non può essere insegnata. Nei suoi ultimi anni, Sakyamuni aveva già raggiunto il livello di Tathagata. Perché disse che non aveva insegnato alcuna Fa? Che cosa voleva intendere realmente? Egli stava affermando: «Persino al livello di Tathagata dove mi trovo, non ho ancora visto né la verità ultima dell'universo, né quale sia la Fa definitiva». Per questo, egli chiese alle persone, dopo di lui, di non prendere le sue parole per verità assolute e immutabili, perché, altrimenti, avrebbero limitato le persone, dopo di lui, al livello, o sotto il livello, di Tathagata, ed esse non sarebbero state in grado di aprirsi un passaggio verso i livelli elevati."

    (cit. del Maestro Li Hongzhi - Zhuan Falun)

    Spero di esserti stata utile!

    a presto.

    p.s. @SOLE: Buddha non era calvo, quello a cui ti riferisci (e il resto del mondo che superficialmente lo considera Siddharta) è l'immagine del monaco chan (zen), Budai, vissuto nella dinastia Liang. Quello che solitamente si vede in statuetta nei classici ristoranti cinesi.... Si fa confusione perché anche lui raggiunse l'Illuminazione ma non al livello del Buddha storico.

    Rappresentato spesso con un sacco e alcuni bambini intorno. Si narra che il monaco aiutasse poveri e bambini.

    @ il folle dello zen:

    Esattamente! La vera natura dell'uomo è l'Illuminazione di cui parli.

    Ma noi persone siamo "dormienti"; per questa motivazione serve il Risveglio (Illuminazione) dalle illusioni quotidiane che ci distolgono dalla nostra vera natura. Se non ci fossero le illusioni non potremmo togliere karma - con il karma non si può trascendere. Quindi non siamo Illuminati (per definizione), ma è nella nostra natura diventarlo o "ritornare" ad esserlo.

    Un saluto.

    Fonte/i: citazioni dello Zhuan Falun: http://www.falundafa.it/it/zfl/zfl-1.htm#_Toc53035...
  • SOLE
    Lv 5
    8 anni fa

    ma quale illuminazione infinita non hai sentito che il governo ha detto ai comuni di spegnere i lampioni la notte? Che consumiamo troppo?

    Altro che illuminazione continua l'Italia ha carenza di fonti energetiche! Ci costa troppo l'elettricità.

    Dai scusa ma il termine illuminazione mi fa ridere anche perché Buddha era calvo come una lampadina.

    Meglio usare termini come "lo risvegliato"

    Ad ogni modo una volta raggiunto il nirvana l'illuminazione svanisce...questa è solo un passaggio, non si può essere illuminati all'infinito. Si arriva all'illuminazione poi si arriva al nirvana e poi si svanisce perché non c'è un'altra rinascita. Si finisce il circolo delle rinascite. Ma se non comprendi questo non comprendi nulla del buddhismo. Infatti "il risvegliato" si rende conto che è attaccato alla vita perché la desidera. Basta non desiderarla più e si svanisce. Questo semplificato al massimo.

  • Anonimo
    8 anni fa

    Ambedue le cose, raggiunge sia un traguardo e sia impara ancora qualcosa, ma è un imparare che non ha nulla a che fare con l'accumulo di nozioni e di sistemi diversi per poter usare queste nozioni.

    Andando al di là delle dicotomie, degli opposti di bene e male, giusto e sbagliato, si impara in modo diverso e non si è più soggetti alle risposte scontate del 2+2 = 4 della logica comune.

    È un po' come quando esci dal cinema e non contano più le regole che esistevano nel contesto del film.

    Oppure come quando ti risvegli da un sogno che credevi reale.

    Molti maestri hanno cominciato a imparare veramente solo dopo l'illuminazione.

    È come guardare il mondo attraverso un filtro diverso da quello che abbiamo sempre usato.

    Questo non toglie il fatto che un Buddha è un Buddha e non differisce in alcun modo dal Buddha storico.

    @ nadia:

    Il Buddha disse: "In realtà non ho ottenuto nulla neppure dello spessore di un capello, dalla Suprema, Incomparabile, Illuminazione.

    Se avessi ottenuto una qualsiasi cosa anche grande come un seme di senape, non sarebbe stata la Suprema, Incomparabile, Illuminazione".

    Dunque non si riferiva solamente a quello che aveva insegnato, ma si riferiva al fatto che se avesse ottenuto un qualsiasi conseguimento esprimibile a parole, non sarebbe stato un conseguimento, ma l'immaginazione di quel conseguimento, poiché la Suprema, Incomparabile, Illuminazione, non è qualcosa che si possa ottenere, ma il "riconoscimento" di ciò che è sempre stato nella nostra natura, e l'ottenerla sarebbe come mettersi in testa un cappello sopra un altro cappello.

    Per questo motivo, non ottenne nulla.

    È come dopo l'illuminazione il riconoscere che eravamo da sempre illuminati, cosa abbiamo ottenuto?

    Nulla, perché se avessimo ottenuto qualcosa, questo qualcosa sarebbe solamente un'altra illusione.

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  • Anonimo
    8 anni fa

    Sì, se infinita è anche la vita cosciente... altrimenti l'illuminazione più alta la ravviso nello stato di chi non è più costretto a vivere nel mondo, a ritornarci. Perché sì è giunto a meta.

  • Anonimo
    8 anni fa

    Leggete le torture e la passione di Sant'Agata che subì ustioni con ferri roventi su tutta la sua pelle nuda e poichè non volle cedere alle richieste di abiura della propria purezza e verginità al suo carnefice ed aguzzino, questi con abominevole perfidia con grosse tenaglie arroventate le fece strappare i due seni. Fra atroci dolori e sanginante fu fatta riportare in una cella buia, umida e piena di ratti ma l'angelo del Signore in forma di infante le sanò ogni ferita!!!

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