Il discepolo e il koan zen?

All'inizio non comprendevo.Non ero ancora illuminato,ma poi...poi il Maestro rispose alle mie attese.

Si chiama "Folle",e il suo insegnamento e' così buddhista da andare anche oltre il Buddha stesso,negandone il prezioso insegnamento.Illusione!

Così scoprii una nuova forma di buddhismo basato sui principi dell'ateismo.

Questa bizzarra forma di Zen che il Maestro Folle colloca successivamente agli insegnamenti Dyhana yoga ( meditazione sul vuoto) espressi dal Buddha.

Questo insieme di aspro ateismo anticlericale e filosofia orientale colpì la mia immaginazione.E poi il gusto antiascetico per l'ego ,nel quale il maestro confida, quando afferma in special modo la sua irritazione verso il concetto cristiano di Dio.Perchè lo Zen di Folle e' intollerante verso il credo tradizionale.Il Kiosaku* in quel caso non perdona.

Poi compresi l'alto insegnamento di questo saggio.Era un Koan!.

Tutta questa paccottiglia disarticolata e improbabile di Buddha tradizionali bellamente ignorati,di datazioni storiche improbabili e di ateismo anticlericale celava un Koan che avrebbe illuminato la mente del discepolo in questa stessa esistenza.

quindi riassumendo per gli interessati:

1°regola: I buddha tradizionali non hanno rilevanza.Ma nemmeno l'eresia Nichiren che pure nega la validità di tali insegnamenti.

2° regola : l'ego non va intiepidito o smorzato per far emergere la buddhità ,ma attizzato con pensieri e atti di superbia( sentirsi più consapevoli di altri,citare insegnamenti di profilo alto dei quali gli altri contendenti non possono fruire.Coltivare pensieri antireligiosi verso gli altri credi e correnti religiose.

3° regola: essere atei.Questa e' la più importante,anzi la sintesi di tale scuola dello Zen folle.

Io seguo questa corrente spirituale ,ed ora gioco a shangai e bevo liquore di riso.E voi?

Aggiornamento:

@folle: il maestro non maestro ma presumibilmente superiore agli altri mi ha onorato di una risposta.Sigh!...tutte cose nuove che non sapevo. Fare meditazione in piedi? ecco cos'era quel camminare in silenzio che ho praticato in quel Dojo!?

si la metafora Zen della tegola la conoscevo già però...sono andato oltre quel "concetto"...da molto tempo.

@nicola:tu si che hai capito il succo dello "ateozen".

Aggiornamento 2:

@Renato g: se ti sconvolgono le parole del saggio Folle,forse dovresti farti un goccetto di sakè pure te.Fa anche rima.

3 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Benvenuto tra i folli, fuori di account ne è un sinonimo.

    Adesso ti manca solo qualche anno di meditazione e di recitazione di Sutra in sanscrito, e il Kiosaku farà il resto, il rimbambimento totale è assicurato!

    I Sutra vanno capiti, non recitati, fare Zazen per diventare un Buddha oppure farlo perché la posizione stessa è l'illuminazione, è anche peggio, questo è lo Zen dei morti, per lo Zen dei vivi occorre usare la Prajna, non recitarla, lo Zen o la meditazione si pratica in piedi, sdraiati, tossendo, deglutendo,ecc.ecc. e la posizione da seduti si adatta meglio a defecare che a meditare.

    Un maestro Zen vide un allievo seduto in meditazione e gli chiese: cosa stai facendo?

    L'allievo rispose: Sono qui seduto perché voglio diventare un Buddha!

    Il Maestro raccolse un pezzo di tegola da terra e si mise a strofinarlo con vigore.

    Cosa fate maestro chiese l'allievo?

    E il Maestro: cerco di lucidare questo pezzo di tegola, perché voglio farlo diventare un lucente specchio.

    L'allievo disse: ma nemmeno se lo strofinate mille anni riuscirete a farlo diventare un lucido specchio.

    Il Maestro rispose: allo stesso modo, nemmeno se tu stessi lì seduto mille anni, riusciresti a diventare un Buddha!

    */*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*/*

    Quando i Seguaci dello Zen non riescono ad andare al di là del mondo dei loro sensi e pensieri, tutte le loro azioni e movimenti non hanno importanza alcuna.

    Ma quando i sensi e i pensieri sono annichiliti, tutte, le vie d'accesso allo Spirito Universale sono bloccate e nessun ingresso è possibile.

    Lo Spirito originale si riconosce insieme all'operare dei sensi e dei pensieri - solo che non appartiene a loro e tuttavia non è indipendente da loro.

    Non costruite le vostre teorie in base ai vostri sensi e pensieri, non basate la vostra intelligenza sui vostri sensi e pensieri ma, al tempo stesso, non cercate lo Spirito lontano dai vostri sensi e pensieri, e non cercate di afferrare la realtà ripudiando i vostri sensi e pensieri.

    Quando non siete né attaccati ad essi, né distaccati, allora voi godete la libertà perfetta senza ostacoli, allora avete la vostra sede nell'illuminazione.

    Huang Po

    Gioca pure a shangai e bevi pure liquore di riso, cosa c'è di sbagliato in questo?

    Io dico solo quello che penso, nonostante sappia che è difficile capire quello che dico, non sono Maestro e non cerco allievi né proseliti, se qualcuno trae giovamento da quello che dico, buon per lui, altrimenti è uguale, non guadagno e non perdo nulla.

  • 8 anni fa

    hai ragione questa domanda mi sembra un po... folle

  • 8 anni fa

    la 2 regola mi sembra molto sensata se la si completa con la sua conclusione naturale: "sino a stancarsene"

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