Un parere su questa mia riflessione per favore?

Che io mi ritrovi a scrivere in questa notte fredda e pungente d'autunno, sola alla mia scrivania, è segno che tante cose stanno lentamente cambiando, lentamente precipitando. Non serve a nulla trovare parole artificiose per descrivere il tumulto che mi pervade, non dopo quest'ultimo fallimento; sono solo dorature pronte a nascondere la debolezza e la scarnosità del vuoto che mi affianca.

Mentre sto scrivendo, mi ritornano in mente tante cose; dagli eventi che si susseguono precipitosamente nella mia vita, come la pioggia che imperversa fuori dalla finestra, rincorrendosi a perdifiato in una gara irrisoria quasi a vedere chi finisca prima a terra, agli strani scenari che si susseguono intorno a me quando torno a casa per bere una tazza di té, e intanto il mondo gira e le persone gridano, piangono, urlano e io me ne resto ferma a guardare e a bere la mia tazza di té, come se non appartenessi davvero al mondo e tutto mi fosse estraneo.

E' un po' la sensazione che provo in questi ultimi tempi; sentirmi estranea, sovraccarica di colpe non mie , di gravi pesi da VOLER portare sulle spalle, di mondi sconosciuti da contemplare; tuttavia rimango nella stessa condizione di apatia interiore, anche se dentro tutti i miei castelli stanno lentamente crollando contro la loro volontà.

Inneggiano alla vita e gridano al cuore di rimanere in piedi, per Dio, non vogliono morire così dopo anni di speranze.

Sapete, vorrei scrivere cose più allegre, magari più concrete, ma credetemi, non posso.

Non posso raccontare per ora di un sole che non esiste; forzerei la sua luce e ne imiterei la bellezza. O il sole ce l'hai o non ce l'hai. Ecco perché mi ritrovo a raccontare di nuvole cariche di pioggia e di un grigiore quasi da far paura.

Ma è bello perché del resto descrivo me stessa ora, e qui, su questa scrivania vuota e la finestra che lascia intravedere gocce e fulmini che continuano ad accasciarsi al suolo.

E non c'è niente di più bello e al contempo di più terribile della verità.

Anch'io voglio cadere giù, giù, sempre più giù, ma non voglio sprofondare per il piacere di farlo; lo voglio perché so che solo toccando il fondo per davvero si potrà di nuovo risalire su, verso il sole, quello vero, quello autentico.

3 risposte

Classificazione
  • gigho
    Lv 6
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Punto primo: "sono solo dorature pronte a nascondere la debolezza e la scarnosità del vuoto che mi affianca." Mi spieghi cosa significa questo afflusso di parole no-sense? Mi sembri un'allieva di Baricco.

    Punto secondo: fai confusione con la punteggiatura, metti virgole e punto e virgola un po' a casaccio. Inoltre il testo sostanzialmente non mi dice nulla e non mi invoglia a proseguire la lettura.

    Paolo la smetti? Anche qui mi dai della ragazzina!

  • Paolo
    Lv 6
    8 anni fa

    Gentile Utente,

    anzitutto concordo con gigho che è una ragazzina la quale si dà alla letteratura dostoevskiana (un po' allieva di Baricco lo sei...).

    E poi mi impressiona il fatto che ti metta a nudo: questi scritti di solito l' autore se li tiene ben stretti a sé; solitamente lo scrivere "pubblico" è ben altra cosa. Questa roba non dice nulla agli "altri"; possiamo giusdicarne la punteggiatura, lo stile, ma i contenuti te li sei scritti solo per te.

    Cordialità,

    Paolo

  • Anonimo
    8 anni fa

    scrivi benisssssssssssssimo

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.