@Alba@
Lv 6
@Alba@ ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 7 anni fa

Se i pensieri sono il linguaggio della nostra mente che cosa accade se proviamo a soffocarli o controllarli?

Possiamo chiedere al nostro pensiero di andare via e quindi di lasciarci in pace?

Libere opinioni

Grazie a tutti

Alba

8 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    7 anni fa
    Migliore risposta

    la mente può andare oltre i pensieri, quindi non ha granchè senso sforzarsi di controllarli o soffocarli, basta identificarsi e allo stesso tempo non identificarsi solo con quei pensieri che ognuno di noi ritiene consono. il pensiero inteso come chiacchiericcio mentale si alimenta del nostro stato d'animo di quel momento, ma se ci si disidentifica da quello stato d'animo e ci si proietta e ci si fonde con l'ambiente esterno, l'attenzione si sposterà dall'io, ad una posizione in cui diventiamo testimoni della realtà, continuiamo a essere nel mondo, ma senza identificarci in esso. Piu che mandarli via e chiedergli di lasciarci in pace, possiamo smettere di parlare a noi stessi, in maniera compulsiva, invertendo il processo che dalla prima infanzia ci ha condotti ad imparare a dialogare compulsivamente senza sosta con noi stessi, è un processo lungo e lento, dove si procede per via cumulativa, man mano che si prova a smettere di parlare a sè stessi, si accumulano attimi e istanti di silenzio interiore, ed una volta raggiunta una determinata soglia di natura individuale, che può variare da pochi minuti a massimo 1 ora, l'interpretazione del mondo così come lo conosciamo cessa e qualcosa dentro di noi smette di interpretare, qualcosa di profondo si sblocca potendo percepire altre realtà, però il silenzio interiore non è un silenzio forzato o assenza di suoni, è la nostra determinazione ad essere compulsiva e ostinata nel raggiungimento del silenzio mentale, è un processo paragonabile alla pala di un ventilatore, finchè il ventilatore ha energia per girare su sè stesso, quindi sempre intorno al proprio Io, è impossibile infrangere la soglia e fermare l'intepretazione sensoriale del mondo, andando oltre il pensiero, una volta che il combustibile dei pensieri pian piano rallenta, (è un pò come un lasciarsi andare, un abbandonarsi al silenzio, e questo stato è terrificante per la mente, ma necessario) la pala del ventilatore rallenterà il suo moto vorticoso, fino a cessare del tutto. Uno stato di silenzio assoluto può mandare nel panico la mente abituale, in quanto abituata, anzi talmente assuefatta al dialogo con sè stesso da rimanerne spiazzata e sconcertata quando si trova in una circostanza per essa insolita. Alcuni sostengono che l'attività del pensare sia indispensabile come l'attività del respirare, ed anche questo è vero, esternare la propria sintassi con il pensiero logico ed esternare il proprio intendimento silenzioso che va oltre il pensiero sono due attività che si equivalgono e potrebbero andare a braccetto, il pensiero fà il mondo come un ragno che tesse la sua tela, cioè crea le circostanze idonee per il verificarsi di tutta una concatenazione e di una valanga di eventi, così come allo stesso tempo il pensiero può essere 'congelato' e far insorgere caratteristiche non sempre manifeste, in quest'ultimo caso si rischia di diventare matti, in quanto si diventa testimoni di atti così portentosi che oggi vengono definiti miti, da far impallidire la ragione. Bisogna solo osare e perseverare non nelle afflizioni e nei dubbi, dubbi e afflizioni talvolta necessarie ma allo stesso tempo fonti di insicurezza, di disagio e di incertezza, ma insistere senza ossessione, non si tratta di sollevare un masso di 100 kg, si tratta di abbandonare temporaneamente le certezze dogmatiche e apparentemente inviolabili che denominano e delimitano i confini e i contorni del nostro mondo percepito. Un trucco è di inondare di stimoli la mente, come il battito ritmato di un tamburo, di camminare per lunghi tratti rimanedo vigili e coscienti, visualizzando l'orizzonte dinnanzi a noi ma senza soffermarsi su un dettaglio visivo preciso, ma guardando un pò qua e un pò là, in modo da sovrastimolare la mente di immagini e di suoni, tenendo così occupata la mente, perchè se la mente non ha il tempo di pensare e di parlottare con sè stessa, la parte energetico-sottile di ognuno di noi, la parte che vive nella dimora del silenzio può prendere il sopravvento.

  • 7 anni fa

    Non saprei, c'è la possibilità di finire in un paradosso.

    L'esempio più calzante è la musica: il momento in cui la mente segue la melodia e il ritmo di uno strumento musicale. Non è più linguaggio verbale o traducibile a parole.

  • 7 anni fa

    sarebbe come cercare di fermare l'aqua

    la si può imbrigliare per un pò, per un certo tempo la si può anche deviare ma prima o dopo travolgera tutto e tutti e riprenderà il suo percorso naturale

  • ?
    Lv 4
    7 anni fa

    Quando viene non cercare di evitarlo. Quando se ne va non corrergli appresso.

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  • 7 anni fa

    Non mi sembra di riuscirci

  • 7 anni fa

    Se siamo convinti k sia un pensiero sbagliato lo possiamo fare! Ma se abbiamo un minimo dubbio quel pensiero tornerà a trovarci sempre...

  • ciao Alba,molto carina questa domanda...obbliga a guardarsi dentro:-),Bè,posso dirti cosa succede a me...quando ho un pensiero preferisco seguirlo,analizzarlo,rivoltarlo come un calzino perchè...se provo a controllarlo....finisce che li controlla me,diventa un' ossessione....non c'è altro pensiero....e se poi provo a soffocarlo bè...prima o poi,esplode....e rischio di prendermela con chiunque per quel pensiero"non espresso".... scusa se la mia risposta è contorta:-))))) ti auguro una buona giornata

  • 7 anni fa

    Non ha senso soffocarli o controllarli. Provaci a mettere una porta davanti e li senitirai bussare incessantemente. Cosa succede quando parli e qualcuno ti ignori? Diventi sempre più ostile e a tratti rabbiosi. Lo stesso succede con i pensieri. Il segreto è ascoltarli prima che si concretizzino in un'azione violenta. Dietro un pensiero "brutto" c'è sempre qualcosa di irrisolto. Basta affontarlo.

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