Bio B ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 8 anni fa

devo leggere un libro per domani l'armata perduta?

ma io odio questo genere di libri, per quante volte abbia provato ad aprirlo, era talmente noioso che lo richiudevo sempre.. odio i libri, odio leggere, odio la storia, odio la scuola.. e adesso siamo qua , quasi ora di dormire e domani devo ripetere il libro in classe.. ho saltato 450 pagine di lettura .. ora non so come fare.. aiutatemi :( domani dovrò ripetere il libro in classe ma non ho letto nullaa!!

4 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Non metto in discussione le tue scelte e le tue motivazioni, la libertà di agire come meglio credi è un tuo diritto indiscutibile. Ciò che rimprovero è la mancanza di coerenza tra il tuo pensiero e le tue azioni.

    Abbi il coraggio delle tue decisioni e la dignità di non elemosinare, sfruttandolo, l'aiuto di altri.

  • Lyanna
    Lv 6
    8 anni fa

    Scusa, di preciso cosa dovremmo fare noi per aiutarti? Non possiamo mica andarlo a ripetere per te. Avresti dovuto pensarci un po' prima.

  • 8 anni fa

    senza dubbio provare a ripetere il riassunto (tra l'altro con molte imprecisioni) fatto da un altro al posto tuo risolverà i tuoi problemi.

    odi i libri? odi leggere? odi la scuola e la storia?

    che posso dire... mi dispiace per te.

    potresti giustificarti così con il tuo prof, forse capirà.

  • Anonimo
    8 anni fa

    401 a.C. Spossata da trent'anni di guerra tra Atene e Sparta, la Grecia è in ginocchio. Nel momento di più profonda crisi di quei valori che resero grande la civiltà ellenica, il comandante Clearco arruola un esercito di mercenari greci. Quale sia la vera missione di questo esercito che passerà alla storia come l'armata dei "Diecimila" non è chiaro. Si sa che dovrà addentrarsi profondamente in territori misteriosi e ostili, nel cuore stesso dell'impero persiano; si sa che è al soldo del principe Ciro, fratello del Gran Re Artaserse. La motivazione ufficiale, sgominare tribù ribelli, non convince nessuno. Alla spedizione, come di consueto, sono aggregate anche numerose donne. E allora Valerio Massimo Manfredi fa raccontare la grande epopea dell'"Anabasi" di Senofonte - resoconto dell'incredibile marcia di ritorno di quell'esercito dall'odierno Iraq attraverso l'Armenia fino al mar Nero - da una donna. E' Abira - una ragazza che abbandona il polveroso villaggio di Beth Qadà per seguire il guerriero a cavallo Xeno che un giorno le è apparso come un giovane dio, con una promessa d'amore, di avventura, di vita diversa nello sguardo - a narrare quell'eroica impresa di uomini, quella titanica sequela di battaglie campali, di agguati, di marce forzate per deserti roventi e gelide montagne, torrenti vorticosi e tundre innevate: e attraverso i suoi occhi innocenti ma avidi di conoscenza come quelli di ogni donna innamorata tutto acquista un'altra luce. L'irruenza, i complotti, la furia cieca degli uomini appaiono sempre, in queste pagine, come filtrati dalla ferma dolcezza, dalla infinita capacità di sacrificio delle donne. E così la fredda lucidità di Xeno, la disumana ferocia di Menon di Tessaglia, il realismo amaro di Sophos si mescolano all'amorosa dedizione di Abira, alle raffinate seduzioni di Melissa, alla muta capacità di sopportazione di Lystra. Sembra che gli esseri umani siano costruiti per superare ogni prova e qualsiasi avversità, ma non è davvero così. C'è un limite che non si può, non si deve oltrepassare. In battaglia come nei sentimenti. Il colpo di scena finale che scioglie questa grandiosa avventura ci dirà quale sia questo limite e quale fierezza alberghi nel petto di diecimila indomiti guerrieri o di una sola donna innamorata. STUDIA

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