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Quali sono gli "scongiuri del cacciatore" nel Kalevala?

3 risposte

Classificazione
  • ­
    Lv 7
    8 anni fa
    Risposta preferita

    «Oh signora delle selve,

    perché in veste da lavoro,

    perché avvolta in sozzi cenci,

    tutta nera di figura,

    strana e brutta nell'aspetto,

    ripugnante ancora il petto

    e deforme di statura?

    «Quando prima errai nel bosco

    c'eran quivi tre castelli:

    un di legno, l'altro d'osso

    ed il terzo era di sasso;

    v'eran sei finestre d'oro

    a ogni muro del castello.

    E per quelle guardai dentro:

    appoggiato alla parete:

    il padrone vidi, Tapio

    e di Tapio la consorte,

    Tellervo, di Tapio figlia

    e di Tapio l'altra gente,

    e da tutti oro frusciava

    ed argento tremolava.

    La signora delle selve,

    la benevola massaia,

    avea d'oro i braccialetti

    ed anelli d'oro in dito,

    un diadema d'oro in capo,

    fibbie d'oro nei capelli,

    agli orecchi cerchi d'oro

    ed al collo vaghe perle.

    «Dolce donna delle selve,

    cara nonna di Metsola!

    Butta le scarpe di paglia

    ed i sandali di scorza,

    getta via quei sozzi cenci,

    la camicia da lavoro!

    E le fauste vesti indossa,

    la camicia del regalo,

    mentr'io passo le giornate

    a cercar preda nel bosco!

    Ché mi devo infastidire,

    grande noia risentire,

    stando quivi a mani vuote

    senza avere alcuna preda,

    se tu mai me la concedi,

    una volta non la doni.

    Senza preda, senza gioia

    lungo è il dì, la sera è noia.

    «Vecchio dalla barba grigia,

    che di musco hai la pelliccia!

    Or di tela vesti i boschi

    e di panno le foreste

    e di lana copri i pioppi,

    di begli abiti gli ontani!

    E d'argento adorna i pini,

    fregia poi d'oro gli abeti,

    ed ai larici più vecchi

    fa' di ferro la cintura;

    fiori d'oro alle betulle,

    sonagliere d'oro ai tronchi!

    Fa' com'era in tempo antico,

    come nei passati giorni:

    che l'abeto come luna,

    come sol brillava il pino,

    odorava miele il bosco

    e siroppo la foresta,

    e dall'orlo della selva

    gocciolava burro e mosto.

    «Mite figlia della selva

    e di Tapio, Tuulikki!

    spingi il gregge sul declivio

    e negli ampi aperti boschi!

    E se a correr fosse tardo,

    fosse pigro a galoppare,

    una frusta dal boschetto,

    dalla valle una betulla

    prendi, e i fianchi gli accarezza,

    picchia forte sulla schiena!

    Fa' che saltino veloci,

    corran rapidi dinanzi

    a quest'uom che sempre cerca,

    sempre segue le lor tracce!

    «Quando il gregge al solco venga,

    lungo il solco tu lo spingi!

    stendi innanzi le due palme,

    dai due lati a trattenerlo,

    ché il bestiame via non scappi,

    oltre il solco faccia un salto!

    e quand'anche esso scappasse,

    oltre il solco via saltasse,

    per le orecchie e per le corna

    nella via tu lo ritorna!

    «Ci son rami sulla via?

    tosto toglili di mezzo;

    ci son tronchi sulla strada?

    tosto tu spezzali in due!

    «Se una siepe si frappone,

    giù la tira tu di sbieco,

    oltre il quinto ramoscello,

    oltre il settimo dei pali!

    «E se un fiume si frappone,

    la via taglia un ruscelletto:

    prendi seta per un ponte,

    panno rosso per un asse!

    Ché così passi lo stretto,

    attraversi così l'acqua

    oltre il fiume di Pohjola,

    la cascata spumeggiante!

    Oh di Tapiola padrone,

    oh di Tapiola padrona,

    vecchio dalla barba grigia,

    aureo re della foresta!

    Oh, Mimerkki boscaiuola,

    oh silvestre donatrice,

    vecchia dal mantello azzurro,

    donna dalle calze rosse!

    Vieni e cambia meco l'oro

    e l'argento meco muta!

    L'oro mio come la luna,

    come il sol vecchio è l'argento.

    Guadagnarlo volli in guerra,

    nella lotta minacciosa;

    si consuman nella borsa,

    si scoloran nel sacchetto,

    se nessuno cambia l'oro,

    a mutar viene l'argento».

    Fonte/i: Scongiuri del cacciatore [Metsämiehen lukuja]. (106-230)
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  • Zaira
    Lv 7
    8 anni fa

    penso siano le pratiche magiche degli antichi Finni

    ci sono scongiuri per placare i serpenti XIX e XXVI,

    contro il freddo e gli stregoni XXX

    per ammonire l'orso XXXII

    per calmare le onde e i venti XLII

    per guarire dalle malattie XLV

    dalle ustioni XLVIII

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  • 8 anni fa

    Nel Kalevala sono inseriti una lunga serie di incantesimi che forniscono un quadro impressionante delle pratiche magiche degli antichi Finni. Vi sono scongiuri per placare i serpenti [XIX | XXVI], contro il freddo e gli stregoni [XXX], per ammonire l'orso [XXXII], per calmare le onde e i venti [XLII], per guarire dalle malattie [XLV] e dalle ustioni [XLVIII].

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