Cosa sono e come funzionano gli oscillatori di Hartley e Colpitts ?

Devo trovare delle info su questi due oscillatori per una relazione, ma in internet non ci sono molte cose. Quindi per favore c'è qualcuno che mi saprebbe spiegare in parole semplici tutto ciò che c'è da sapere su questi due oscillatori? Grazie mille in anticipo.

2 risposte

Classificazione
  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Immagine di oscillatore Hartley:

    http://www.google.it/imgres?start=77&hl=it&client=...

    Oscillatore: dispositivo che alimentato da corrente continua la rasforma in corrente alternata mediante componenti attivi (transistor, fet, tubi elettronici, didi Gunn, componenti a resistenza negativa, diodi varactorr... circuiti integrati operazionali ....) sfruttando

    . la capacità di amplificazione dei componenti;

    . il pilotaggio dell'ingresso del domponente amplificatore da una frazione del segnale di uscita;

    . il controllo della frequenza mediante un dispositivo risonante (circuito risonante L-C; quarzo, risonatori ceramici, cavità risonanti, linee risonanti, guide d'onda, dispositivi magnetoelettrici, fenomeni molecolari o atomici.....) accoppiato al componente amplificatore.

    Cito per completezza oscillatori impropri come i multivibratori ad onda quadra, .....

    Oscillatore Hartley: costituito da un amplificatore e un L-C risonante classicamente sull'ingresso con accoppiamento uscita verso ingresso mediante trasformatore. Tipico dei primi circuiti a valvole per la difficoltà delle valvole di disaccoppiare il catodo-filamento dal negativo (tipicamante messo a ground sulla carcassa). Ha il difetto di essere instabile in frequenza per variazioni del carico di uscita, di avere ragguardevoli distorsioni per il fatto che l'uscita non è filtrata; una altra versione vede il circuito risonante sulla uscita e un accoppiamento induttivo verso lì'ingresso, cosa che lo rende instabile e generatore di spurie per capacità parassite del dispositivo amplificatore. Per attenuare il problema bisogna aumentare il "Q" del circuito oscillante e regolare il rapporto di reazione per la minima distorsione con stablità accettabile. Una polarizzazione automatica aiuta a raggiungere la condizione.

    Vi sono varie versioni a semiconduttore sempre basate sulla controreazione per via induttiva, con trasformatore a bobine separate o con bobina a presa internedia collegata al catodo; perfezionamenti portano a sistemi con disaccoppiamenti di uscita (stadi cathode follower) che seguono l'oscillatore. Robusto per le frequenze più basse (dal centinaio di kHz ai 30 MHz), usato ancora per grandi oscillatori industriali a valvole (notizia 1990) dell'ordine superiore ai 10 kW per la possibilità di circuiti di autocontrollo che permette la limitazione di assorbimento al disadattamento del carico e un disceto adattamanto di sintonia su carichi "bastardi" (distorcenti, instabili, a componente resistivo caacitiva variabile........

    Oscillatore Colpitts: il circuito risonante ha tipicamante la capacità separata in due condensatori in serie, il centro è accoppiato all'emettitore del transistor che è disccoppiato da massa tramite una resistenza o una impedenza di filtro di elevata induttanza e basssimo Q (costruita con elevate perdite resistive per non innescare oscillazioni spurie). E meno sensibile alle capacità parassite del diepositivo in quanto sono in parallelo alle capacità del circuito oscillante.

    Tipico per frequenze d 800 kHz a 80MHz, buono anche per oscilaltori di potenza elevata a valvole, dove l'induttanza di catodo diventa un problema serio per evitare fortissime spurie, E' ragionevolmente regolabile, "ragionevolmente stabile" in frequenza, con una forma d'onda "ragionevolmente più pura dell'Hartley"; Sebbene la letteratura (1990) riporta oscillatori di elevata potenza in Colpitts, una mia realizzazione personale (anno 1986, uscita 6 kW, 13,56 MHz su carico distorcente accoppiato mediante pi-greco) ha dato instabilità e spurie.

    Oscillatore Colpitts

    https://www.google.it/search?q=OSCILLATORE+colpitt...

    Schema di principio del Colpitts, la bobina è in parallelo dei condensatori tramite una capacità "infinita" non rappresentata nello schema:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Colpitts_oscillator

    Nella elevata potenza (26 kW @13,56 MHz. anno 1984 ho infine preferito gli oscillatori a quarzo integrati poi duplicati in frequenza e con pilota (600 W di pilotaggio) costituito da 2x 3-1000Z con griglia a massa seguita da un tubo elettronico raffreddato ad acqua, non ricordo la sigla, in configurazione grounded grid, da piangere come diasccoppiamento fra gli stadi perchè no è per nulla comodo avere 20kV di picco RF, ma regolabile da 2 kW a piena potenza e stabile al di là di tutto, a prova di utilizzatore industriale.

    Fonte/i: Oscillatori a valvole dei primordi, da 6W a 6 kW.
  • 8 anni fa

    Ciao!

    Se hai bisogno di aiuto visita ed iscriviti su http://www.cplobby.it/ . Si tratta di un forum nato da poco riguardante l'informatica, la programmazione e l'elettronica in generale, lì sapranno aiutarti senza dubbio! Basta che ti iscrivi (ovviamente gratuitamente) e in 1 minuto puoi aprire la discussione con il tuo problema! Vedrai che te lo risolveranno subito! E poi puoi aiutare un forum emergente a crescere grazie anche al tuo contributo, magari diventando anche un membro dello staff! http://www.cplobby.it/

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.