Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 8 anni fa

Rispondete pleaseeee?

Potete farmi la parafrasi di 'Ettore e Andromaca' dal verso 392 al 439?!

10 punti assicurati :P

7 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Tre volte, accostatisi qui, hanno tentato i migliori

    intorno ad entrambi gli Aiaci e al glorioso Idomeneo e intorno agli Atridi e al valoroso figlio dì lideo:

    o gliel’ha detto qualcuno che bene conosce i responsi divini, oppure li ha spinti e guidati il loro animo stesso».

    A lei a sua volta diceva il grande Ettore dall'elmo ondeggiante: «Preme certo anche a me tutto questo, donna; ma provo

    tremenda vergogna di fronte a troiani e troiane dai pepli fluenti, se come un vile m'imbosco al riparo della guerra;

    ne cosi mi detta il mio cuore, perche imparai ad essere prode sempre e fra i troiani a battendomi in prima fila,

    per fare onore alla splendida gloria del padre mio e di me stesso. Cosi qualcuno dirà: e sarà per te nuova pena,

    in mancanza d'un uomo capace di strapparti alla vita di schiava. Ma morto piuttosto mi copra la terra gettatami sopra,

    prima ch'io senta il tuo urlo, oppure ti sappia rapita!». Detto così, Ettore splendido tese le braccia a suo figlio:

    ma si voltò indietro il bambino piangendo sul petto alla balia dalla bella cintura, spaventato alla vista del padre,

    perche ebbe timore del bronzo e del cimiero crinito,

    come lo vide oscillare pauroso giù dalla cresta dell'elmo. Risero allora di cuore suo padre e la nobile madre; subito l'elmo si

    tolse dal capo Ettore splendido, e lo depose per terra tutto scintillante;

    quando poi ebbe baciato e palleggiato in braccio suo figlio, disse rivolto in preghiera a Zeus e a tutti gli dei:

    «Zeus e voi altri dei, fate sì che mio figlio diventi

    anche lui, come già io, glorioso fra tutti i troiani, altrettanto forte e capace di avere ***** in potere;

    e un giorno dica qualcuno: "è molto meglio del padre",

    mentre ritorna dalla battaglia; e porti con se le spoglie cruente dopo aver ucciso il nemico, ne goda in cuore la madre».

    Detto così, rimise in braccio alla moglie

    suo figlio; quella lo prese sul petto odoroso

    insieme ridendo e piangendo; ne ebbe pietà il marito a vederla, la sfiorò con la mano, articolò la voce e disse: «Mia cara,

    non affliggerti troppo in cuor tuo:

    nessuno contro il destino potrà sprofondarmi nell' Ade; ma penso che nessun uomo sia sfuggito alla sorte-

    ne un vile ne un valoroso, una volta venuto alla luce. Tornata dentro la casa, datti da fare con i tuoi lavori,

    con la tela e con la conocchia, e alle ancelle da' ordine che attendano alloro; spetterà la guerra agli uomini, a tutti e

    soprattutto a me quanti vivono a *****». Detto così, Ettore splendido riprese il suo elmo a coda di cavallo; se n' andò a casa

    la sposa

    voltandosi spesso all'indietro, piangendo lacrime amare. Quindi subito giunse nella casa accogliente

    di Ettore massacratore, e dentro casa trovò numerose ancelle, e fra tutte loro dette inizio al lamento.

    Quelle, ancor vivo, piangevano Ettore in casa sua:

    davvero non ritenevano che di nuovo reduce dalla guerra potesse tornare, scampato alla furia ed ai colpi degli achei.

  • 8 anni fa

    la puoi trovare nel tuo libro di epica :)

  • 8 anni fa

    Detto così, andò via Ettore dall' elmo ondeggiante; quindi subito giunse alla sua casa accogliente, non trovò però nelle stanze Andromaca dalle bianche braccia, ma lei insieme a suo figlio e all'ancella dal bel peplo se ne stava sopra la torre a piangere e a disperarsi. Ettore come non vide la cara sposa dentro la casa, uscì sulla soglia e, qui fermo, si rivolse alle ancelle: «Su, presto, ancelle, ditemi con precisione: dove è andata fuori di casa Andromaca dalle bianche braccia? Forse a casa di una delle mie sorelle o delle mie cognate, oppure è andata al tempio di Atena, dove pure le altre troiane dalle belle chiome placano la dea terribile con la pregherà?». La dispensiera fidata gli rispondeva: «Ettore, se proprio comandi cheti diciamo la verità, ne a casa di una delle tue sorelle o delle tue cognate, e neanche è andata al tempio di Atena, dove pure le altre troiane dalle belle chiome placano la dea terribile con la preghiera, è andata invece alla torre alta di Ilio, perche ha sentito che i troiani sono battuti, e grande vittoria tocca agli achei. Quando, attraversata la grande città, giunse alle porte Scee, arrivò alle porte di Scee la moglie preziosa figlia di Eezione, gli venne incontro; insieme a una serva con in braccio il bambino amato figlio di Ettore, chiamato da lui Scamandrio e dagli altri Astianatte in onore del padre. Guardando il bambino, Ettore sorrise, ma Andromaca gli disse piangendo: "Morirai ucciso dagli Achei per il tuo coraggio, non hai pietà di tuo figlio e di me che presto sarò vedova: mi conviene suicidarmi senza di te perché se morirai com'è destino, non avrò nessuna dolcezza, ma solo pena! non ho un padre né una madre. Achille ha ucciso mio padre e ha distrutto Tebe, uccise Eezione ma ebbe la premura di bruciarlo con le sue armi con il rituale funebre. Avevo 7 fratelli, tutti uccisi da Achille dal piede veloce con le frecce mentre facevano la guardia a mandrie e greggi. Poi la madre l'aveva portata lì con la dote ma è morta di crepacuore nella casa del padre; Ettore, tu per me sei padre, madre, fratello e marito, per pietà non rendere tuo figlio orfano di padre e tua moglie una vedova, metti l'esercito laddove c'è il caprifico dove è più facile assalire la città.Per tre volte provarono gli eroi Achei più valorosi, Aiace Oileo, Aiace Telamonio, Idomeneo e Agamennone, che gliel'abbia detto chi conosce la città o gli abbiano guidati in animo gli dèi.

    Allora Ettore le disse:

    "Donna, anch'io lo penso, ma se resto lontano dalla guerra mi sentirò imbarazzato con i Teocri (troiani) e le donne troiane. E non voglio, perchè ho promesso a me e a mio padre di essere sempre pronto in battaglia. So bene dentro di me: un giorno Ilio (*****) morirà e così Priamo e il popolo, ma non proverò tanto dolore per i teucri, Ecuba, Priamo e per molti fratelli che moriranno a causa dei nemici, quanto per te che verrai catturata e fatta schiava che tessirai e porterai l'acqua a Messeide e in Tessaglia. E quando ti vedranno piangere diranno: "Ecco la moglie di Ettore, il più forte tra i troiani quando combatteva" e sarà ancora peggio per te poiché non ci sarà più l'uomo che avrebbe potuto impedire la tua schiavitù". Qualcuno dirà così in quei giorni; e per te sarà fonte di un dolore nuovo, per te che sei priva dell'uomo che avrebbe potuto allontanare da te il giorno della prigionia. Che io sia morto però e che mi seppellisca la terra che mi getteranno addosso dopo avermi ucciso, prima che io possa riconoscere le tue grida e che venga a conoscenza del tuo rapimento!

    E dicendo queste parole, Ettore, tese le braccia verso il figlio ma il bambino, tenuto in braccio dalla balia cominciò ad urlare impaurito dall'aspetto del padre e spaventato dall'armatura e dall'ornamento puiumato che vedeva muovere dalla cima dell'elmo.

    come lo vide oscillare pauroso giù dalla cresta dell'elmo. Risero allora di cuore suo padre e la nobile madre; subito l'elmo si

    tolse dal capo Ettore splendido, e lo depose per terra tutto scintillante;

    quando poi ebbe baciato e palleggiato in braccio suo figlio, disse rivolto in preghiera a Zeus e a tutti gli dei:

    «Zeus e voi altri dei, fate sì che mio figlio diventi

    anche lui, come già io, glorioso fra tutti i troiani, altrettanto forte e capace di avere ***** in potere;

    e un giorno dica qualcuno: "è molto meglio del padre",

    mentre ritorna dalla battaglia; e porti con se le spoglie cruente dopo aver ucciso il nemico, ne goda in cuore la madre».

    Detto così, rimise in braccio alla moglie

    suo figlio; quella lo prese sul petto odoroso

    insieme ridendo e piangendo; ne ebbe pietà il marito a vederla, la sfiorò con la mano, articolò la voce e disse: «Mia cara,

    non affliggerti troppo in cuor tuo:

    nessuno contro il destino potrà sprofondarmi nell' Ade; ma penso che nessun uomo sia sfuggito alla sorte-

    ne un vile ne un valoroso, una volta venuto alla luce. Tornata de

    Fonte/i: L'ho cercata in internet, :)
  • Vale
    Lv 5
    8 anni fa

    Non ce l'ho nel mio libro... :(

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  • 8 anni fa

    concordo con Deborah. Di solito sotto i libri con tutte le note, la parafrasi è già fatta

  • Anonimo
    8 anni fa

    scusami ma sono entrato solo per quel stupendo avatar che hai *_*

    W RIHANNA <3 <3 <3

    la amo troppo

  • 8 anni fa

    Tre volte, accostatisi qui, hanno tentato i migliori

    intorno ad entrambi gli Aiaci e al glorioso Idomeneo e intorno agli Atridi e al valoroso figlio dì lideo:

    o gliel’ha detto qualcuno che bene conosce i responsi divini, oppure li ha spinti e guidati il loro animo stesso».

    A lei a sua volta diceva il grande Ettore dall'elmo ondeggiante: «Preme certo anche a me tutto questo, donna; ma provo

    tremenda vergogna di fronte a troiani e troiane dai pepli fluenti, se come un vile m'imbosco al riparo della guerra;

    ne cosi mi detta il mio cuore, perche imparai ad essere prode sempre e fra i troiani a battendomi in prima fila,

    per fare onore alla splendida gloria del padre mio e di me stesso. Cosi qualcuno dirà: e sarà per te nuova pena,

    in mancanza d'un uomo capace di strapparti alla vita di schiava. Ma morto piuttosto mi copra la terra gettatami sopra,

    prima ch'io senta il tuo urlo, oppure ti sappia rapita!». Detto così, Ettore splendido tese le braccia a suo figlio:

    ma si voltò indietro il bambino piangendo sul petto alla balia dalla bella cintura, spaventato alla vista del padre,

    perche ebbe timore del bronzo e del cimiero crinito,

    come lo vide oscillare pauroso giù dalla cresta dell'elmo. Risero allora di cuore suo padre e la nobile madre; subito l'elmo si

    tolse dal capo Ettore splendido, e lo depose per terra tutto scintillante;

    quando poi ebbe baciato e palleggiato in braccio suo figlio, disse rivolto in preghiera a Zeus e a tutti gli dei:

    «Zeus e voi altri dei, fate sì che mio figlio diventi

    anche lui, come già io, glorioso fra tutti i troiani, altrettanto forte e capace di avere ***** in potere;

    e un giorno dica qualcuno: "è molto meglio del padre",

    mentre ritorna dalla battaglia; e porti con se le spoglie cruente dopo aver ucciso il nemico, ne goda in cuore la madre».

    Detto così, rimise in braccio alla moglie

    suo figlio; quella lo prese sul petto odoroso

    insieme ridendo e piangendo; ne ebbe pietà il marito a vederla, la sfiorò con la mano, articolò la voce e disse: «Mia cara,

    non affliggerti troppo in cuor tuo:

    nessuno contro il destino potrà sprofondarmi nell' Ade; ma penso che nessun uomo sia sfuggito alla sorte-

    ne un vile ne un valoroso, una volta venuto alla luce. Tornata dentro la casa, datti da fare con i tuoi lavori,

    con la tela e con la conocchia, e alle ancelle da' ordine che attendano alloro; spetterà la guerra agli uomini, a tutti e

    soprattutto a me quanti vivono a *****». Detto così, Ettore splendido riprese il suo elmo a coda di cavallo; se n' andò a casa

    la sposa

    voltandosi spesso all'indietro, piangendo lacrime amare. Quindi subito giunse nella casa accogliente

    di Ettore massacratore, e dentro casa trovò numerose ancelle, e fra tutte loro dette inizio al lamento.

    Quelle, ancor vivo, piangevano Ettore in casa sua:

    davvero non ritenevano che di nuovo reduce dalla guerra potesse tornare, scampato alla furia ed ai colpi degli achei.

    Fonte/i: Quello di sopra mi ha copiato
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