Quanto costano le attrezzature per creare una webradio?

Ciao ragazzi già so i costi per i permessi per una web-radio ora vorrei sapere il costo per le attrezzature naturalmente non parlo di costi enormi..

1 risposta

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    Lv 7
    8 anni fa
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    Di quel che mi ricordo non costa moltissimo perché le web radio non sono un fenomeno che tutti possono, non tanto permettersi, ma difficilmente accessibile. Il costo, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 100€, è valido per un intero anno. Poi non ci sono altri costi se la tipologia di musica è protetta da copyright diversi dalla SIAE ma, questo, penso che lo sappiate di già.

    Per fare una web radio servono poche attrezzature, una buona capacità di orientarsi nel campo delle normative, ma soprattutto molto entusiasmo per superare le difficoltà iniziali.Come studio di registrazione può bastare un computer connesso a Internet, un mixer e un microfono. Poi servono delle applicazioni standard, i server, che possono essere Cast o Windows: tra i più famosi ci sono Shoutcast, Windows Media Encoder, e Icecast, che è open source.

    Bisogna tener conto anche della banda disponibile per caricare i file audio. C'è una formula semplicissima: qualità per numero di utente uguale banda. Con una qualità di trasmissione inferiore a parità di banda si potranno avere più utenti e viceversa. La qualità media per le web radio per poter essere accettabile è di 64 kbit/s. Ad esempio trenta spettatori per 64 kbit/s richiedono quasi 2 Mbit/s di banda in upload, impossibile per una connessione casalinga. A chi gestisce una web radio amatoriale conviene alla fine abbassare la qualità: rivolgersi a un server esterno fa scattare una fascia di costo superiore per la Siae.

    In realtà solo parte dei costi dipendono da cosa stiamo trasmettendo. Le webradio non hanno nessun tipo di limitazione in teoria, visto che le società del diritto d'autore tutelano gli iscritti e non la tecnologia. Tuttavia quando utilizziamo la musica protetta dal diritto d'autore, dobbiamo chiedere una licenza alla società che lo tutela, come la SIAE. Tra le licenze in questione ci sono le Awr (Autorizzazione per le webradio) che differiscono a seconda della tipologia di web radio personale, istituzionale o commerciale, ma non bisogna trascurare anche quelle rilasciate dalla SCF (Società Consortile Fonografi).

    Se il gestore è un amatore che non ricava utili i costi per la sola SIAE vanno dai 240 ai 480 euro all'anno in base al numero di utenti. Invece, una radio istituzionale, tipica di un'associazione e sempre senza lucro, come ad esempio una web radio universitaria, costa dai 60 ai 100 euro al mese, più una piccola quota in base agli ascolti. Diverso il discorso per le radio commerciali, il cui utile viene tassato dalla SIAE dal 7 al 12 % a seconda della quota di musica trasmessa, spese pubblicitarie escluse.

    La licenza SCF invece considera il numero degli utenti e soprattutto il costo che si ha nella gestione della webradio. È una licenza diversa che tutela la diffusione della musica, ma è necessaria quanto quella SIAE: ignorarla può portare alla chiusura della webradio.

    Il consiglio per chi è alle prime armi è quello di consultare i siti di SIAE e SCF e il blog di Fabrizio Mondo, che contiene più di sessanta articoli sull'argomento ed è un punto di incontro per dibattere di problemi tecnici e normative controverse.

    In effetti una normativa che moltiplica il costo della licenza in base al numero degli ascoltatori, tarpa le ali ai piccoli che vogliono allargarsi. Senza contare che c'è una clausola nella licenza Awr che permette agli autori associati di impedire il passaggio della propria musica sulle web radio. Eppure se un singolo o un'associazione senza scopo di lucro trasmettono canzoni di un autore in fondo gli fanno pubblicità. Certo il discorso per le radio commerciali è diverso, chi lucra sulla musica deve pagare. Bisogna considerare che proprio le web radio commerciali possono essere appetibili e più sicure per gli inserzionisti pubblicitari visto che il server tramite cui si trasmette registra il numero esatto di utenti e quando si connettono, a differenza del calcolo euristico di Audiradio per le radio tradizionali FM.

    Anche se qualcuno cerca di imbrigliare e frenare la rete, bisogna tener conto che Internet ha grandi potenzialità per tutti, oltre a permettere a piccoli gruppi che non hanno risorse di farsi sentire da e in tutto il mondo.

    Ni vonnu futtiri picciuli fratè!

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