Chi mi dice qlc su Wagner?

Nn dal punto di vista biografico o della vita privata ma musicale e compositivo cn opere

3 risposte

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  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Su Wagner ci sarebbero un'infinità di cose da dire, spero di essere coinciso ma chiaro al tempo stesso. Dunque: partiamo col dire che Wagner è stato un artista controverso, un artista che puoi amare o odiare (senza vie di mezzo): questo perché la sua arte è stata così radicale per i suoi tempi -e lo è tuttora- che inevitabilmente non poteva far altro che raccogliere proseliti e detrattori. Mentre Verdi, suo unico rivale in grado di fronteggiarlo (ma che comunque ne subì l'influsso), usava ancora le forme tradizionali dell'opera divisa in "numeri chiusi", cioè recitativo, aria, scena e cabaletta (anche se poi anche Verdi si discosterà da questo schema), Wagner dilatò la forma in maniera impressionante: un atto non è più diviso in tante sezioni, ma l'atto stesso è un'unica sezione. E le opere di Wagner assumono proporzioni gigantesche, in termini di durata. Parsifal o I Maestri cantori di Norimberga durano quasi 5 ore, la Tetralogia addirittura 15. La concezione dell'arte di Wagner è quella di un'arte totale, in tedesco "Gesamtkunstwerk" oppure "Wort-Ton-Drama": quelle di Wagner, infatti, non possono essere considerate delle vere e proprie opere (soprattutto quelle della sua terza fase) ma dei drammi musicali. In questi drammi tutte le arti si intrecciano ed inevitabilmente esse devono nascere da un'unica mente: Wagner, infatti, non solo scriveva la musica, ma scriveva anche i libretti delle sue opere e dava indicazioni anche sulle scenografie. La sua musica è detta "melodia infinita" nel senso che è un fluire continuo di suoni, e in questo fluire, appaiono i motivi conduttori detti "Leitmotive" anche se Wagner li chiamava "Naturemotive": essi sono dei motivi musicali ricorrenti all'interno dell'opera che, nella memoria uditiva dell'ascoltatore, vengono associati a determinati personaggi o situazioni. Prima di comporre un'opera, Wagner scriveva prima i Naturemotive, la cui comparsa era determinata dall'apparizione di un determinato personaggio sulla scena. Quindi la musica diventa essa stessa personaggio. Un altro merito di Wagner -di non poco conto, credimi- è stato quello di aver fatto rappresentare le sue opere al buio e con l'orchestra sotto la buca, invisibile al pubblico, di modo che la musica emergesse senza poterla "vedere". Quindi le opere di Wagner, a pieno diritto, possono essere considerate le antenate dei film, soprattutto di quei film mitologici, tematica tanto cara al compositore (basti pensare a Lohengrin e Parsifal, gli eroi del Santo Graal, oppure agli dei del Walhalla, alle Valchirie, ai Nani, i Giganti, I draghi). Insomma, Wagner fu un tipo molto particolare e sicuramente rivoluzionario. Tuttavia la sua musica è stata usata come bandiera del nazismo. Nella musica di Wagner si parla spesso di esaltazione del popolo tedesco ("I maestri cantori di Norimberga" per esempio) o addirittura di redenzione nel "Crepuscolo degli dei" con l'olocausto di Brunnhilde, dove non è ben chiaro se Wagner si riferisse alla razza tedesca o al mondo intero. Quel che è certo è che Wagner era antisemita, ma questo emerge più dai suoi scritti (era anche scrittore) che dalla musica (ma anche Marx era antisemita, quindi...) Nella Tetralogia (ciclo di 4 opere, ossia "L'oro del Reno", "La Valchiria", "Sigfrido" e, appunto, "Il Crepuscolo degli Dei), non appare nemmeno una volta, nelle 15 ore totali di musica, la parola "Deutschland" (Germania). Insomma, per concludere, Wagner è stato un innovatore del concetto di opera che diventa dramma, e del concetto di arte in generale. Egli portò la musica verso una nuova strada, aprendo la via alla musica del novecento. In una sua opera, "Tristano e Isotta" la musica perde un centro di stabilità tonale preludendo quindi alla dodecafonia che sarebbe arrivata tempo dopo. Non mi va di approfondire il fatto che Hitler lo amasse svisceratamente: sappi che un regime, per autoalimentarsi, deve ricorrere necessariamente al bello, e Wagner era l'ideale per simboleggiare l'ideale malsano di razza pura. Perfino qui in Italia, "I Pini della via Appia" di Ottorino Respighi (un brano stupendo, ti consiglio di ascoltarlo), proprio per la sua magnificenza, venne considerato come un brano celebrativo del fascismo. Peggio ancora, L'Inno a Roma di Puccini, scritto prima dell'avvento del fascismo, venne tacciato di essere fascista: pazzesco! L'arte è uno strumento potentissimo di condanna e fa paura: ecco perché oggi, la musica soprattutto, viene relegata a stupidi esercizi col flauto dolce alle scuole medie.

  • 8 anni fa

    Wilhelm Richard Wagner (Lipsia, 22 maggio 1813 – Venezia, 13 febbraio 1883) è stato un compositore, librettista, direttore d'orchestra e saggista tedesco.

    Firma di Wagner

    Citato a volte nei testi in lingua italiana come Riccardo Wagner, è riconosciuto come uno dei più importanti musicisti di ogni epoca, nonché del romanticismo. Wagner è principalmente noto per la riforma del teatro musicale. Diversamente dalla maggioranza degli altri compositori di opera lirica, Wagner scrisse sempre da sé il libretto e la sceneggiatura per i suoi lavori..

    Wagner nacque a Lipsia, nono figlio del giurista e attore dilettante Carl Friedrich Wagner (1770-1813) e di Johanna Rosine Wagner, nata Pätz (1774-1848). Sei mesi dopo la sua nascita, suo padre morì di tifo. La madre sposò allora l'attore e poeta ebreo Ludwig Geyer, secondo alcuni già suo amante e forse vero padre di Wagner, che si era occupato della famiglia dopo la morte di Carl Friedrich. Il giovane Wagner non aveva un buon rapporto col patrigno e ciò avrebbe contribuito forse alle sue opinioni ostili sugli ebrei. Dopo la morte del padre, anche se tristemente, la famiglia si era trasferita a Dresda.

    Nel 1828 Wagner tornò a Lipsia dove completò le scuole secondarie, ma tuttavia non si distinse per una particolare dedizione. Era sempre incerto se intraprendere una carriera di pittore, letterato, saggista, scultore e persino architetto, e la musica era ancora una sorta di sogno lontano. Il giovane Wagner era di temperamento molto esuberante, si entusiasmava facilmente anche per le piccole cose futili e sentiva ardere dentro di sé lo "spirito" della rivoluzione. A 16 anni assistette ad una rappresentazione del Fidelio di Beethoven e da quel momento decise di diventare compositore. Si formò sostanzialmente da autodidatta e si cimentava con delle piccole composizioni molto rudimentali

    http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Wagner

    http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Wagner

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