Sami ha chiesto in Arte e culturaStoria · 8 anni fa

Storia razziale dell’antica Grecia: l’origine nordica degli Elleni Indoeuropei?

L’antica Grecia con la sua storia e la sua civiltà è da parecchi secoli un punto di riferimento ideale per l’intera cultura europea.

Personalmente sto scrivendo un libro sul tema, esattamente sull’interpretazione razziale della storia greca nella cultura europea (in particolare francese ed italiana, con riferimenti sparsi a parecchi autori ed alcuni approfondimenti) e nord-americana dell’800 e del ‘900.

Apro ora questa nuova discussione proprio per parlare delle origini degli antichi Greci e della loro storia dai tempi primitivi – dalle prime migrazioni indoeuropee all’epoca dell’epica omerica - fino a quelli classici, ellenistici, moderni e contemporanei; cercerò di offrire un breve quadro riassuntivo con mie parole per poi riportare articoli di approfondimento storico e culturale.

Gli originari conquistatori di stirpe e lingua ellenica – essenzialmente le tre diverse ondate principali: Ioni, Achei e Dori – erano di tipo fisico prevalentemente nordico (con alcuni influssi dinarici, che potrebbero aver assorbito nell’area balcanica, dato che non erano compattamente dolicocefali ed anzi una parte di loro era brachicefala pur avendo di solito occhi chiari e capelli biondi) e provenivano probabilmente dalla zona della Turingia/Sassonia (attuale Germania centrale e nord-occidentale) o comunque dall’Europa centro-settentrionale; in ogni caso a nord dei Balcani, ove si stanziarono sicuramente prima di giungere in Grecia ove infine si imposero come ceto nobiliare dominante sugli autoctoni pre-ellenici (bianchi anche loro, ma di ceppo sostanzialmente mediterraneo, con netta prevalenza della dolicocefalia).

Nella Grecia mediterranea pre-ellenica era già fiorita da alcuni millenni – ben prima delle conquiste indoeuropee - una grande civiltà come quella egeo-cretese detta minoica che in seguito influenzò fortemente con la sua arte, la sua organizzazione sociale e la sua religione la successiva civiltà greca storica, a partire dai tempi di Micene allorchè gli Achei omerici (che formavano l’aristocrazia micenea) ereditarono buona parte della civiltà locale.

La storia greca delle varie poleis – che subentrarono agli ordinamenti monarchici ed aristocratici - era già il prodotto della quasi completa fusione biologica e culturale fra gli Elleni Indogermani e gli autoctoni di stirpe egeo-mediterranea, anche se la nobiltà ed i ceti superiori rimasero per altri secoli più o meno appannaggio dei lontani discendenti dei conquistatori (anche nella gloriosa e democratica Atene di Pericle, il quale era un illustre membro della nobiltà ateniese degli Eupatridi, ove gli stranieri non godevano degli stessi diritti dei cittadini dato che la cittadinanza era assegnata sulla base del diritto di sangue e dall’appartenenza alla stirpe).

La Grecia post-periclea ed ellenistica vide un certo cambiamento nella composizione della popolazione originaria, che in parte fu decimata a causa delle continue guerre (che falcidiarono soprattutto la nobiltà ed i ceti superiori) con spopolamento di varie zone e per il resto si fuse con gli immigrati levantini che giunsero dall’Asia Minore e dal Medio-Oriente soprattutto ad Atene. Quando ci fu la quasi completa parificazione fra greci e non-greci, fra liberi e schiavi che originariamente erano distinti su base etnica, ecco che il declino della Grecità fu inevitabile. Una volta levantinizzata – in epoca tardo antica - la Grecia declinò anche se ci furono pur sempre alcune cerchie culturali a tenerne viva la memoria.

Nei secoli medievali - che causarono un ulteriore spopolamento di intere città - fu però in parte ripopolata in maniera abbastanza massiccia con coloni slavi e qualche élites celtica e germanica poi assorbita nel resto della popolazone. Però ci fu in epoca moderna un’ulteriore imbastardimento, dovuto all’influenza turca e dell’Oriente dato che la Grecia fu parte dell’Impero bizantino e fu sottomessa alla Turchia per alcuni secoli e la cosa ha lasciato tracce nella popolazione.

In sostanza, la Grecia moderna ed attuale ha poco a che spartire con la Grecia antica, sia biologicamente che storicamente e culturalmente.

La Grecia adesso è anche in piena crisi economica e politica, lacerata da crescenti conflitti sociali, uno dei paesi messi peggio in tutta l’Europa.

La storia greca è quindi preziosa da studiare per rendersi conto di come l’imbastardimento razziale – anche se parziale, dato che comunque la Grecia non è sprofondata al livello dell’Egitto o del Maghreb, ove il cambiamento razziale è stato ancora più netto nel corso dei secoli – di una popolazione e la sparizione delle sue élites aristocratiche possano causare il progressivo declino di una civiltà un tempo all’avanguardia…

3 risposte

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  • Crobon
    Lv 6
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Madison Grant e Hans F.K. Guenther?

    Sono tesi vecchie, ottocentesche, in cui avevano la fissa del nordicismo perché dovevano dare un sostegno ideale alla supremazia coloniale dell'uomo europeo nel mondo.

    Personalmente, non escludo la tesi secondo cui, non solo i Greci, ma tutti i popoli indoeuropei originari fossero di derivazione nordica (e il ceppo indoeuropeo dal punto di vista biologico coincidesse praticamente con la razza nordica),

    ma non bisogna trarne conclusioni che vanno oltre la realtà, come invece fecero i razzialisti otto-novecenteschi.

    La realtà è che, ovunque si spostarono nei tempi pre-storici, protostorici e storici, gli indoeuropei si mescolarono alle popolazioni che incontrarono, meticciandosi in maniera inestricabile. La stessa compagine eurasiatica non è che un'immenso meticciato che si meticcia dalla preistoria. Analizzando le ossa delle antichissime necropoli in Russia si trovano scheletri mongolidi e caucasici nello stesso ambito famigliare. La prima cosa che faceva Alessandro occupando l'Asia era unire in matrimonio i propri generali con le figlie dei re locali. Eccetera. Se vogliamo essere nordicisti fino in fondo, vediamo che di nordici "puri" ne esistono solo in Scandinavia, anzi, a ben guardare nel solo circondario della Scania, perché se solo ti sposti un po' più a Nord, a Est o a Ovest trovi quegli scandinavi con gli occhiettini da lappone e la corporatura non proprio nordica; e l'Europa continentale è tutta un mescolio dei cinque tipi (dinarico, baltico-orientale, alpino, ecc.) con tutt'altro che prevalenza nordica.

    Allora, per tornare a bomba ai Greci, che vogliamo dire: che gli unici veri Greci furono quelli di complessione nordica? E Socrate (basso, tarchiato e dal viso camuso) non era un vero greco? E Plotino (egiziano)? E il dio Dioniso, che c'aveva di nordico? Che facciamo, scartiamo l'80 per cento dei miti e delle divinità? Senza contare che buona parte della cultura greca era di origine: minoico-micenea (cioè mediterranea) e mesopotamica (cioè alpino-semitica) [lasciamo stare le assurdità sull' "Atena nera", ché qui cadiamo nell'eccesso opposto al nordicismo: la negrofilia].

    Con buona pace di Guenther, e di Evola che lo seguì in ciò, il razzismo non è mai esistito nell'Antichità (altra cosa sono le caste): è una creazione culturale occidentale moderna, e nasce quando in Europa incomincia a eclissarsi la Tradizione.

    E le civiltà decadono non per l’imbastardimento razziale, ma per ragioni soprastoriche, metafisiche. Ammesso che di decadimento si possa parlare: perché l'impero romano, per esempio, non è mai "decaduto", si è semplicemente trasformato nella società medievale (che solo i protestanti e i marxisti possono tacciare di "oscurità"). E comunque i responsabili di questa presunta "decadenza" furono proprio popolazioni di sangue nordico (gli scandinavi Longobardi, Goti, Vandali, ecc.). E i Romani - che dominarono il mondo conosciuto per un millennio - furono lungi dall'essere dei marcantoni dai capelli biondi: erano degli ometti medio-bassi, mori, riccioluti.

    E infine, oggi, i maggiori propagatori dell'ideologia levantina per eccellenza - quella mercantilistica - responsabile del decadimento del mondo, sono individui perfettamente nordici: gli americani wasp, che vantano alberi genealogici 100% nordici, con antenati scandinavi, tedeschi, olandesi.

  • Anonimo
    8 anni fa

    se non conosci gli studi di genetica delle popolazioni europee fatti nelgi ultimi anni, rischi di scrivere solo cose sorpassate e spesso false.

    e ovviamente devi considerare le diverse provenienze degli abitanti delle varie città (la Grecia come nazione non esisteva) e che un conto è la storia della popolazioe e un conto è quella della cultura.

    qui trovi parecchio, devi scorrere i vari articoli: http://dienekes.blogspot.it/

  • 8 anni fa

    dopo aver letto con fatica tutto ció che hai scritto, non

    ho compreso cosa centra l' aspetto razziale con gli

    antichissimi greci, che certo, almeno una parte, era

    di origine indo europea ma non nordica. ció che tu

    dici mi ricorda l' idea razziale del nazismo

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