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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 7 anni fa

Cosa ne pensate di questo?

Salve sono mattia sorrenti,

un giovane scrittore di fantasy che presto pubblicherà il suo libro in ebook dal titolo '' LE cronache della spada d'argento''.

-cut-

qui vi regalo un frammento del mio libro: Le cronache della spada d'argento

Viaggiare per il continente di Ramadax come cantastorie è un lavoro generoso e pericoloso. Generosità e pericolosità in questo paese sono le facce di una stessa medaglia. Erano ore ed ore che Saaius camminava per la strada maestra, polvere e serpenti furono i suoi unici compagni per molte miglia fino a che non incominciò ad incontrare numerosi carridi artigiani. Guardava incuriosito una tale moltitudine di gente che come tante formiche si dirigevano in qualche imprecisato posto. Ad un tratto, sentì per caso una accesa litigata tra due artigiani per accaparrarsi il miglior posto alla fiera annuale della città della Rosa d'Argento. Una fiera solitamente è un buon posto di lavoro per i cantastorie, in particolare quando si celano nel proprio cuore oscure ed intriganti leggende da narrare.

Violenti flash di sogni passati di magia oscura, incominciarono ad assalire lamente del cantastorie, ma decise di accantonarli per evitare spiacevoli rimembranze.

Il peso della sua viola incominciava a farsi sentire e siccome Saaius non avevamolte corone d'avorio, decise che stanotte uno spiazzo d'erba avrebbe ospitato le sue stanche membra.

Trovato uno spiazzo lasciò i bagagli. Saaius si mise in cerca della legna di alberi asciucar, la miglior legna eternamente secca adattissima ad accendere fuochi per un bivacco. Preparato il tutto mise ad arrostirequel poco di carne che aveva e si distese a guardare le stelle. Le lune rosa e verdi formavano in cielo un caleidoscopio di colori magici e fantastici e le nuvole rosa con forme di draghi intessevano una danza di poesia antica e dimenticata. Il suo ventre affamato conil suo tuonare lo richiamò dal suo universo fantastico, ricordandola sua umanità e dopo averla saziata, si addormentò.

Saaius, sognò cose davvero singolari. Era a cavallo di un drago rosso fuoco e congli artigli d'argento, vedeva che il drago sputava fuoco supersone,animali,case ed infine vide temuti scenari di guerra. Mentre era in volo, un fulmine a forma di artiglio, colpì il suo braccio lasciandoli una cicatrice a forma di artiglio.

La paura agì da sveglia e di scatto, Saaius si mise a sedere e, quasi con paurafissò il suo braccio... e sgranando gli occhi...notò che la cicatrice c'era.

La toccava non credendo ai suoi occhi. Pulsava e cambiava colore a seconda di comela luce la illuminava.

L'unica cosa che restava da fare, era rimettersi in cammino e dirigersi verso la città della fiera.

Camminare dinotte dava un'immagine di tranquillità che placava il cuore dallapene. ''Mamma mia che dolore al collo!'' Pensò lui. Prese pian piano come un fantasma strisciante e senza volto ad insinuarsi in lui, la sensazione che qualcuno lo stesse seguendo. Saaius, accelerò il passo sperando che fosse solo la sua stanchezza. Fortunatamente videun accampamento di nomadi Carialani. Conosceva grazie ai suoi viaggile loro tradizioni. Pensò:'' Ma avrò qualcosa di abbastanza prezioso da offrire per pagare vitto e alloggio?''.

Saaius aveva qualche corona, la sua viola,un poco di cibo, la sua musica,i suoi abiti di pelli di amauron,ed il suo mantello, cosa avrebbero chiesto in cambio?

Avvicinandosi alla sua vista si delineavano i carrozzoni di legno e ferro con i loro colori sgargianti e di pessimo gusto, il fuoco principale al centro dell'accampamento con molte persone sedute attorno e le numerose donne che servivano quelle persone che sicuramente erano tutti uomini. Lo videro e misero le mani sulle armi. Due di loro si alzarono e vennero verso di lui brandendo ciascuno una spada ed un pugnale.

Prima che si avvicinassero troppo, Saaius decise di cantare una delle loro poesie nella loro lingua per cercare di farsi accettare come ''fratello''

Fa così:

Ánde mol hi ochachipé

Ánde mol hi ochachipé

isa me tehariná

sa mi túga the mi bax,

me asvá, mobarvalipé,

mi ljubáv, mo sastipé.

Man víshe níko ináj pothém,

ináj ma amalá,

josh sámo achilá mi tsáhra,

meichardé chemáne,

me teharináke bahvaljá.

Bistardém kanátrézno semá

mo razúm e mol lijá.

Kaná meráva, mató kaaváv.

Pála nikaté ináj shukár,

mánge hi shukár igadijá. (Poesia di Semso Avdic)

Traduzione

In vinoveritas

Nel vino è laverità

e tutti i miei mattini

tutta la mia tristezza e la miafortuna

le mie lacrime, la mia ricchezza,

i miei amori, la mia salute.

Non ho più nessuno al mondo,

non ho amici,

mi è rimasta solo la tenda,

i miei violini spezzati,

i miei venti mattutini.

Ho dimenticato il tempo

in cui ero sobrio

la mia ragione se l'è presa il vino.

Quando morirò

sarò anche allora ubriaco.

Per gli altri così non è bene,

ma a me stabene così. (poesia di semso avdic)

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    7 anni fa
    Risposta preferita

    Ooooook adesso leggo tutto!

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  • Elimir
    Lv 6
    7 anni fa

    Mi associo a Luccs. Le stesse sue osservazioni erano già pronte sulla tastiera. Scrivere non vuol dire "buttar giù" un pezzo fantasy scritto come se lo raccontassi ad un amico. Lo stravolgimento dei tempi, la difficoltà di esprimersi in un italiano decente, la mancanza di una punteggiatura adeguata, rendono così difficoltosa la lettura e la comprensione del brano che dopo poche righe la si abbandona. Oggi grazie agli ebook tutti si improvvisano scrittori :(

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  • 7 anni fa

    Ciao,

    spero che tu sia ancora in tempo per fare una robusta revisione del tuo testo.

    La punteggiatura è errata in molti punti, ci sono una vagonata di aggettivi superflui che rallentano la lettura, svariati avverbi altrettanto superflui. Attenzione a termini moderni che non hanno senso in un contesto non moderno (il flash è quello delle macchine fotografiche...)

    Bella la poesia, ma essendo la citazione di un autore moderno che senso ha metterla in un'opera fantasy? hai il permesso dell'autore?

    Queste sono osservazioni che mi sono saltate agli occhi scorrendo rapidissimamente il testo.

    Con che editore hai pubblicato? fossi in te mi lamenterei perché non c'è stato il benché minimo lavoro di editing da parte loro.

    buon lavoro e in bocca al lupo

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  • 7 anni fa

    MMM sai sì vede che sei bravo ma a me nn ha fatto impazzire più di tanto ad essere sincera. La parte della poesia x nnt. In bocca al lupo

    Fonte/i: Scrittrice esordiente, tra chissà quanti anni xò
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