Cosa ne pensate di questo pensiero di Leopardi?

Sto studiando Leopardi e vi è un passo dello Zibaldone che mi ha colpito profondamente.

"Veniamo alla inclincazione dell'uomo all'infinito. Indipendentemente dal desiderio del piacere, esiste nell'uomo una facoltà immaginativa, la quale può concepire le cose che non sono, e in un modo in cui le cose reali non sono."

e poco dopo continua:

"L'anima s'immagina quello che non vede, che quell'albero, quella siepre, quella torre gli nasconde, e va errando in uno spazio immaginario, e si figura cose che non potrebbe, se la sua vista si estendesse da per tutto, perché il reale escluderebbe l'immaginario."

E se Dio allora fosse qualcosa che ci immaginiamo soltanto? Di solito infatti si dice che si può dire che Dio esiste proprio perché è troppo grande per essere capito e pensato indipendentemente e quindi l'idea di Dio non può essere un'invenzione ma ci deriva da Lui stesso.

Eppure questo pensiero del Leopardi farebbe pensare tutto il contrario, anzi, farebbe pensare che, proprio perché incomprensibile e non conoscibile come le altre cose reali, Dio è immaginario, ovvero non esiste.

Cosa ne pensate voi? Di quello che ha detto Leopardi e di quello che vi ho aggiunto io, intendo.

Aggiornamento:

prisma, due cose: 1. Leopardi dice tutto il contrario. Dice che noi siamo capacissimi d'immaginare cose che in realtà non esistono. 2. Leopardi non poteva conoscere il vangelo di Filippo, scoperto solo nel 1945 e mai citato nella patristica. Inoltre, personalmente, lo gnosticismo mi pare tutta "una falsa pista", contorta ed ingannevole sia nel linguaggio che nei contenuti

Aggiornamento 2:

x man, veramente il problema è che forse Dio riusciamo ad immaginarcelo pure troppo! e chi dice poi che ciò che chiamiamo "creato" sia veramente "creato" e non un essere di per sé? perché l'universo avrebbe bisogno di un creatore e Dio stesso no? come vedi, ciò che dite lascia aperte troppe domande.

5 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    My dear friend...

    Mi viene da dire, innanzitutto, che ho in sincera simpatia (con riguardo verso l'etimologia greca) Giacomo Leopardi, un genio tenuto ad appassire per molto, troppo tempo, in un'angusta prigione di ferro; lontano dal minimo contatto fisico con gli altri. Solo con la vista, infatti, riusciva a connettersi con la bellezza nel mondo, fosse anche soltanto una ragazza: Silvia. Ed è per questo, forse, che egli sviluppò unitamente a tale senso, un altro, idealmente connesso: l'immaginazione, o meglio l'attitudine al pensiero. L'immaginazione è anche in grado di mettere in scena idee, concetti, che sopperiscono alla scarsezza del magnifico e del maestoso della vita, di una vita...

    Che il concetto di dio esuli del tutto da un senso di piacere generalmente inteso; come può non esserne un sottoprodotto, quando moltissimi -credo- se lo costruiscono ad hoc per fondare su di un terreno assolutistico il loro bisogno di essere amati da un essere soprannaturale, potente--- una proiezione delle figure genitoriali... nelle religioni animiste, o per lo meno non monoteiste, l'attaccamento psicologico ad un dio unico non è così forte. Perché in loro non è presente un senso di debito verso un concetto immaginario, speculare di sappiamo cosa... la loro vita è alla giornata, dipende dalla natura in cui vivono. Né buona né cattiva a priori, dipende dalle circostanze, dal caso.

    Ritornando al tema principale, ho maturato in anni una consapevolezza lapidaria: dio esiste per un'esigenza di generale di rassicurazione... Cosa mi dici?

  • 8 anni fa

    Leopardi non ha tanto torto, ma non a tutto può applicarsi questo pensiero. Non ci sono vere e proprie prove scientifiche, ma molti segni che porterebbero a Dio, differentemente da quelli che lo rinnegherebbero. Dubito quindi si tratti di invenzioni di sana pianta. La fede è fondamentale. Ma il tutto non può essere frutto del caso. Il fatto poi che molti diedero la vita per testimoniare Cristo all'epoca come oggi, l'esperienza personale, le profezie bibliche avveratasi in seguito, e il grande messaggio d'amore di Cristo per noi stessi e il prossimo, di tolleranza e perdono tutt'oggi attuale e universale mi porta a credere in Dio. Anche la scienza porterebbe a Dio.

  • x man
    Lv 5
    8 anni fa

    puoi rispondere al perché non riusciamo ad immaginarci dio?

    Forse perché l'oggetto creato non può immaginarsi il creatore?

    Forse il creatore non esiste, ma se non esiste un creatore di tutto come può esistere un creato?

    Eppure il creato lo vediamo!

    Quindi noi possiamo immaginare solo ciò che è creato come dice prisma.

    E ciò che immaginiamo anche se non lo vediamo non è detto che da qualche parte non esistano già!

  • v-man
    Lv 4
    8 anni fa

    che forse il leopardi si è letto il vangelo di filippo::

    E' impossibile che uno veda qualcosa delle realtà essenziali, se non è diventato come quelle. L'uomo, davanti alla verità, non si trova come di fronte al mondo:

    vede il sole pur non essendo sole, vede il cielo, la Terra e ogni altra cosa pur non essendo nulla di tutto questo. Ma (se) tu hai visto qualcosa di quel luogo, tu sei diventato quello (che hai visto). Tu hai visto lo Spirito, e tu sei diventato Spirito; tu hai visto il Cristo, e tu sei diventato Cristo; tu hai visto il Padre, e tu diventerai Padre.

    Così in questo luogo vedi ogni cosa, ma non vedi te stesso; ma in quel luogo tu vedrai te stesso e diventerai quello che tu vedi.

    E' facile, e ha preso spunto per le sue affermazioni.

    Io penso che noi non ci possiamo immaginare cose che non esistono, altrimenti saremmo dei creatori, noi possiamo immaginare solo ciò che è stato già pensato da chi ha creato.

    E' solo questione di tempo!

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  • 8 anni fa

    potrei dirti che è un con il pensiero ci va per ore e ore XD cmq e bella!

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