Ebola il virus piu' terrible?

si espandera mai in europa? quante sono le probabilita'? riusciremo in tal caso a combatterlo?

2 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Fa parte della famiglia dei virus RNA filonegativi, anche noti come filovirus, dalla caratteristica forma allungata, ed è stato per la prima volta isolato nel 1976 nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), sul fiume Ebola, da cui prende il nome, causando morte nell'88% dei soggetti colpiti. Ebola causa febbri emorragiche molto severe ed ha uno sviluppo diverso a seconda dei casi. Finora sono stati isolati quattro ceppi del virus, di cui tre letali per l'uomo. Non è ancora chiaro peraltro dove sia ospitato anche se si è pressoché certi dell'origine animale: forse da alcuni tipi di scimmie oppure da mammiferi che vivono nella foresta pluviale africana. Ad oggi sono state riferite quattro grandi epidemie nel mondo di cui due nello Zaire e in Sudan nel 1976, con 550 casi e 340 morti registrate. La terza si è verificata sempre in Sudan ma con danni minori rispetto alle altre, infine epidemie piuttosto gravi si sono sviluppate nel Gabon e in Costa d'Avorio. Le epidemie di Ebola sono poco frequenti in paesi con buone politiche sanitarie, se non in episodi sporadici. Un episodio isolato ha innescato però la paura che Ebola sia arrivato negli Stati Uniti. È successo di recente per la misteriosa morte di un uomo di 26 anni del Wisconsin, che aveva trascorso un periodo in Africa, alle nostre latitudini un allarme analogo si è sviluppato in Germania, l'anno scorso, dopo che un uomo è tornato da un viaggio in Africa sanguinando dagli occhi e dalle orecchieI sintomi e la diagnosi

    Il quadro sintomatico varia da paziente a paziente, le prime manifestazioni si hanno comunque tra i 4 e i 16 giorni dopo il contagio. Inizialmente si ha forte mal di testa, febbre, brividi di freddo, dolori muscolari e perdita d'appetito, a seguire compare forte diarrea, eruzioni cutanee, ulcerazioni nella gola, vomito, dolori addominali e al torace. Essendo reni, fegato e milza i bersagli preferiti diminuisce la funzionalità di questi organi ed appaiono le prime emorragie interne ed esterne, i capillari e gli organi interni infatti "esplodono" provocando le emorragie. Nella fase finale nei capillari del malato si formano minuscoli coaguli di cellule morte che producono lividi sulla pelle e diventano vesciche che si dissolvono come carta bagnata. Dopo 6-7 giorni le arterie sanguinano e il sangue fluisce da ogni orifizio del corpo: occhi, orecchie, naso. A questo punto il paziente vomita un liquido nero, segno della disintegrazione dei tessuti. I ricercatori hanno di recente identificato il probabile meccanismo biochimico responsabile del danneggiamento dei vasi, identificando la proteina virale responsabile del processo. Hanno focalizzato la loro attenzione su una glicoproteina, ovvero una proteina modificata chimicamente all'interno della cellula per mezzo dell'aggiunta di uno zucchero. Questo tipo di proteine sono inserite sulla superficie esterna del virus attivo (costituito da RNA circondato da proteine) e i ricercatori hanno osservato che una specifica porzione della proteina era capace di indurre la lisi cellulare nei campioni di sangue umano, nonché di causare delle perdite nei vasi sanguigni in coltura, come accade per il sanguinamento degli organi interni osservato nelle persone infette. Una scoperta molto importante in prospettiva di una terapia per il virus. Tornando però all'evolversi della malattia, dai primi sintomi la morte sopraggiunge in 48-72 ore, cioè da 6 a 17 giorni dal contagio. La diagnosi è resa complicata dal fatto che i primissimi sintomi quali prurito e arrossamento degli occhi nonché le eruzioni cutanee, sono piuttosto comuni ad altri pazienti con patologie più ricorrenti. Se però nei pazienti incorrono i sintomi suddetti e si sospetta una infezione da Ebola possono essere approntati una serie di test di laboratorio che vanno dall'esame del sangue alle colture cellulari sia del sangue che delle feci.

  • 6 anni fa

    è ottimo Wikipedia ma bisogna anche andare oltre Wikipedia

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