Quando si può parlare di mobbing?

Lavoro in una azienda da molti anni, ultimamente accuso disturbi dovuti ad ansia insicurezza e continua paura di sbagliare, anche se sono tra i più produttivi e brillanti secondo i miei responsabili subisco continui richiami sul lavoro anche gratuiti ed ingiustificati da dirigenti senza scrupoli che ultimamente mi hanno messo in cattiva luce vengo umiliato e maltrattato quasi settimanalmente con pesanti ricadute sul mio umore, comincio a temere il luogo di lavoro i colleghi mi compatiscono ma sono impotenti, non posso ribellarmi perché non ho una situazione economica buona e non posso licenziarmi. Cosa mi consigliate?

Sono disperato in vari momenti della giornata quando torno a casa credo di avere anche attacchi di panico,

4 risposte

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  • Roar!
    Lv 5
    7 anni fa
    Risposta preferita

    si parla di mobbing quando un dipendente viene messo nella condizione di abbandonare il posto di lavoro. Si crea un clima di astio, insulti, degrado e le continue lamentele e riprese del capo, che sono anche intimidazioni, sono atte a spingere il lavorante a licenziarsi.

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  • 7 anni fa

    Vai da uno psicologo e parlane con lui.

    Ti dico questo per due motivi.

    Il primo è che parlare con una persona competente potrebbe aiutarti a superare l'ansia.

    Il secondo è che il mobbing purtroppo è difficile da dimostrare, e dal momento che tu sei seguito da uno psicologo questi potrà testimoniare a tuo vantaggio.

    I colleghi molte volte se ne lavano le mani e difficilmente testimoniano, a te dicono una cosa, poi appena ti giri pensano a loro stessi (come tutti).

    Tra qualche mese, se la situazione non migliora, puoi cercare di fare causa all'azienda. I risarcimenti per mobbing sono alti e tu potrai anche decidere di rimanere. Ovviamente cercheranno di fartela pagare ma senza attaccarti come stanno facendo, perchè se ricadono di nuovo sono cavoli loro.

    Il problema che spesso c'è in un tribunale è che l'azienda si difenderà cercando di sminuire tutto e facendo credere che c'è stato un solo episodio (qui entra in gioco lo psicologo che oltre a dichiarare da quanto tempo sei in cura da lui, dichiarerà quanto stai male... è un medico e la sua valutazione è importante).

    Ti consiglio anche di registrare le conversazioni che avvengono tra te e i tuoi capi (le registrazioni sono violazione della privacy solo se si registrano conversazioni di altri, le proprie si possono registrare) senza dirlo a nessuno. Se sarà il caso, parlandone col tuo avvocato, potrai sempre farle venire fuori.

    Sii forte, mio marito ha subito veramente tante angherie e soprusi sul lavoro e ha riversato la sua ansia sulla famiglia facendoci star male tutti. Siamo andati tutti dallo psicologo.

    Lui ha registrato molte conversazioni e in parecchie il capo offendeva tutta la famiglia riservando per me epiteti non molto lusinghieri senza nemmeno conoscermi.

    Non ti licenziare.

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  • 7 anni fa

    Il malato non sei tu ma l'azienda dove "lavori" (anzi, dove sei maltrattato). Quello che descrivi avviene in quasi tutti i posti di lavoro, solo che avviene a porte chiuse e lo sanno solo gli interessati. Il primo malato è l'azienda, poi i "responsabili" che invece sono degli insicuri e stupidi (visto che danneggiano anche chi lavora per loro). Il mondo del "lavoro" è basato sulla prostituzione, sull'adulazione, sui "favori", sui legami e i rapporti personali; chi è competente viene invidiato, boicottato, attaccato, a meno che non ha un forte potere; chi non è un lecchino viene deriso (per invidia).

    Non è che tu sei insicuro, sono i "responsabili" che ti stanno facendo una guerra infame e da *******, cioè senza dichiararla.

    Tieni un preciso diario di tutti i fatti (es. il giorno yy/xx Tizio mi ha detto "yyy xxxx" in presenza di Caio); cerca un centro antimobbing pubblico (anche se in mancanza di leggi fanno poco) e chiedi aiuti CONCRETI (per il quotidiano), fatti fare dei certificati sul legame lavoro-ansia, se puoi prendere giorni di malattia fallo e fatti certificare dal medico ".... disturbo da probabile causa lavorativa", cerca un avvocato che sia sensibile.

    Anche se non fosse "mobbing" secondo giurisprudenza, quei cretini dei tuoi capi ti stanno facendo una guerra da infami, da *****.

    Dr. Massimo D'Angeli

    (psicologo, studioso e vittima di mobbing)

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  • Nunzio
    Lv 6
    7 anni fa

    è mobbing

    guarda ti consiglio di fare la cosa più matura da fare

    dici ai dirigenti che ti danno fastidio testuali parole "il tempo dell'asilo è finito perchè non ritorniamo a rendere produttiva l'azienda invece di perdere tempo ?o volete che lo riferisca al presidente?"

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