Sam
Lv 5
Sam ha chiesto in Arte e culturaStoria · 8 anni fa

Ceramica depurata, e ceramica di impasto...che significa ????????

Chi mi spiega la differenza in modo chiaro ?

Grazie

2 risposte

Classificazione
  • Elisa
    Lv 4
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Sono espressioni usate per descrivere la composizione delle ceramiche archeologiche. La ceramica è costituita da argilla che, mediante la cottura, subisce delle trasformazioni fisico-chimiche che la induriscono irreversibilmente. Prima della foggiatura dell'oggetto l'argilla (che è un sedimento costituito da granuli finissimi, di diametro inferiore ai 2 μm) può subire diversi trattamenti: la CERAMICA DEPURATA è realizzata, come suggerisce il termine stesso, con argilla fine, che viene lasciata decantare in modo che tutte le impurità che contiene (sabbia - ovvero un sedimento composto da granuli di maggiori dimensioni -, sassolini, materiali organici...) si possano separare facilmente. Il risultato è un oggetto dalla superficie liscia e uniforme, in genere molto resistente agli shock meccanici (si rompe con dificoltà, solo in conseguenza di colpi molto forti, e si spezza in grossi frammenti dagli spigoli netti). Per intenderci, tutte le ceramiche moderne (dai vasi da fiori ai piatti) sono depurate.

    Quella di CERAMICA DI IMPASTO (o "ad impasto") è un'espressione ormai un po' superata (oggi si preferisce parlare di "ceramica grezza"), usata soprattutto per le ceramiche preistoriche e protostoriche, che indica oggetti realizzati con argilla per nulla depurata, che contiene molti inclusi (= impurità) quali sabbia e addirittura piccoli sassolini. In genere è frutto di un processo produttivo molto meno elaborato, nel quale si lavora l'argilla così com'è quando viene estratta. Il risultato è un manufatto di aspetto più "grezzo", con superficie molto ruvida e generalmente colore bruno-nerastro, meno resistente agli shock meccanici (si rompe con più faicilità, spesso sbriciolandosi). Tuttavia, le ceramiche di impasto per la loro struttura sono più resistenti al calore (il riscaldamento fa dilatare le componenti della ceramica: la micristruttura irregolare e spesso porosa di quella grezza fa sì che la dilatazione sia sopportata meglio) e quindi sono spesso usate per le pentole e tutti quei manufatti che vanno a contatto con il fuoco: addirittura, talvolta - soprattutto a partire dall'età romana - si aggiungevano di proposito inclusi all'argilla per aumentarne le proprietà di refrattarietà al calore.

    Spero di essere stata chiara e non troppo prolissa!

  • 8 anni fa

    le parole descrivono come le ceramiche si trovano

    quando esse venivano lavorate

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.