Help help raga!!! ancora storia!?!?!?

Auguri a tutti! Oi raga qualquno sa rispondermi a questo?

Cosa sn i "kolchoz " e i "sovchoz"??

1 risposta

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Il Sovchoz, (in russo: совхоз[?] ascolta[?·info], abbreviazione di советское хозяйство, sovetskoe chozjajstvo, plur. sovchozy) era un tipo di azienda agricola statale creata in Unione Sovietica in seguito alla collettivizzazione delle terre e dei mezzi di produzione avvenuta intorno agli anni trenta (primo piano quinquennale).

    I contadini che vi lavoravano, i sovchozniki, erano a tutti gli effetti dipendenti dello Stato: l'intero raccolto era proprietà statale, e i contadini ricevevano una retribuzione regolare. Al loro opposto vi erano i kolchozniki, ossia i membri di un Kolchoz, le aziende a gestione collettiva.

    Nonostante questa distinzione Sovchozy e Kolchozy non erano molto differenti, e anche se le aziende agricole statali possedevano solitamente una maggiore estensione il governo poteva decidere quando voleva di trasformare un Sovchoz in un Kolchoz e viceversa. Nel 1950, i Kolchozy erano proprietari dell'80% dei campi coltivabili, mentre dopo il 1956, la percentuale quasi si dimezzò, scendendo al 42% (ovviamente a guadagno dei Sovchozy). Nel 1990, nell'URSS vi erano 25.500 fattorie, di queste il 45% erano Sovchozy e il 55% Kolchozy.

    Equivalenti dei sovchoz nella Repubblica Democratica Tedesca erano i Volkseigenes Gut (Aziende agricole popolari).

    Voci correlate Erano cooperative agricole nelle quali i contadini lavoravano collettivamente la terra, condividendo anche strumenti e macchinari agricoli. Furono costituite inizialmente già dal 1918 sostituendo gli artel ma fu in seguito alla collettivizzazione avvenuta nel 1927 che vennero ufficialmente istituite. A partire dal 1929 la participazione ad un kolchoz o ad un sovchoz fu resa obbligatoria da parte delle autorità sovietiche. In quell'anno si verificò l'ingresso nei kolchozy non più di singoli contadini, ma di villaggi e, a volte, di interi circondari. Questo significava l'adesione dei contadini medi alle cooperative agricole di produzione.

    I contadini del kolchoz erano chiamati kolchoznik (колхозник) o kolchznica (колхозница) al femminile. I kolchozniky erano pagati in parte della produzione del kolchoz e dei profitti fatti dal kolchoz proporzionalmente al numero di ore di lavoro; essi avevano inoltre a disposizione un appezzamento di terra ad uso privato (nell'ordine dei 4 000 m2) ed un po' di bestiame. Questi vantaggi in natura rendevano il kolchoz molto più attraente ai sovietici rispetto al sovchoz nel quale i sovkhozniky erano salariati. Non tutti però furono entusiasti della collettivizzazione: i kulaki, che avevano contrastato in ogni modo il crescente movimento contadino il quale si volgeva in favore della collettivizzazione, si rifiutarono di entrare nei kolchozy e in seguito furono liquidati come classe secondo la politica del Comitato centrale. Il kolchoz divenne il perno della collettivizzazione agricola nell'URSS. Lo Stato acquistava i prodotti a prezzi inferiori a quelli di mercato. In seguito alla destalinizzazione, molti kolchozy si trasformarono in sovchozy, al fine di migliorare la pianificazione agricola, cosicché dall'84% dell'area seminativa che occupavano nel 1950, nel 1970 essi non raggiungevano nemmeno la metà della superficie coltivata (48%). A partire dal 1992 in seguito alla caduta dell'Unione Sovietica, i kolchozy sono stati privatizzati.

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