Silvia ha chiesto in Matematica e scienzeBiologia · 8 anni fa

Importanza dell'illuminazione in un ecosistema?

faccio l'ultimo anno di liceo scientifico e dovrò fare una tesina su questo argomento. Vi farò altre domande e da subito ringrazio chi vorrà rispondermi.

2 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Per la tua tesina non sarò breve! Ti dirò quello che posso dirti. E auguri

    Il fattore abiotico di gran lunga più condizionante per la "vita" è la luce. La luce che più interessa l'ecologo, cioè quella solare, contiene radiazioni di vario tipo di cui più della metà rientrano nel campo del visibile, un po' meno della metà nel campo dell' infrarosso, una piccolissima parte è rappresentata da quelle ultraviolette. Le radiazioni infrarosse generano calore e contribuiscono pertanto all'innalzamento della temperatura sulla superficie terrestre; quelle ultraviolette stimolano la produzione di pigmento e vitamina D negli animali, ma soprattutto contribuiscono, con altre radiazioni naturali, a determinare l'insorgenza di mutazioni; gli effetti più macroscopici comunque, spettano alle radiazioni visibili. Esse rappresentano: 1) la fonte di energia primaria per tutti gli organismi: direttamente per quelli autotrofi che, grazie ad essa, possono compiere la fotosintesi clo-rofilliana e quindi immagazzinare energia chimica nei composti da essi sintetizzati, indirettamente per gli eterotrofi che utilizzano l'energia chi¬mica catturata dalle piante; 2) un "orologio" che scandisce l'inizio ed il termine delle attività giornaliere e stagionali degli organismi viventi; 3)un fattore limitante in tutti gli ambienti. L'esigenza di luce da parte degli organismi autotrofi è indicata in ecologia come tolleranza all'ombra, cioè come capacità di sopravvivenza in diminuite condizioni di intensità di illuminazione calcolata in candele. Particolarmente sensibili alla quantità di luce, che deve sempre essere elevata, sono le piante da frutto; diversa è la tolleranza all'ombra per le piante di una foresta: l'intensità luminosa in una foresta di una zona temperata è di circa 100 candele, rispetto alle 1000 o più di una zona in piena luce a mezzogiorno, in un giorno d'estate.

    Nell'acqua, lo spessore della fascia illuminata varia da pochi metri a qualche centinaio, a seconda dell'inclinazione dei raggi solari e della limpidità delle acque. Anche la distribuzione degli organismi fotosintetici, perciò, varierà di conseguenza. Spesso, per portarsi nella zona illuminata, questi organismi presentano adattamenti che permettono loro di galleggiare. Fra quelli ancorati al fondo ne ritroviamo alcuni (Alghe brune e rosse) che hanno, oltre la clorofilla, pigmenti aggiuntivi che permettono loro di utilizzare una più ampia gamma di radiazioni luminose. La distribuzione degli organismi acquatici eterotrofi segue relativamente da vicino quella degli autotrofi, anche perché legati ad essi da rapporti trofici. L'aumento della pressione inoltre, man mano che si scende negli strati più profondi, richiede particolari adattamenti. La durata del periodo di illuminazione nelle 24 ore, è indicata con il termine di fotoperiodo. Il fotoperiodo è uno dei sincronizzatori di maggiore importanza dei ritmi biologici, sia giornalieri (ritmi circadiani) che stagionali.

    Il ritmo giornaliero influenzato dalle condizioni di illuminazione provoca, ad esempio, il diverso orientamento del girasole nell'arco della giornata, l'alterno di schiudersi o chiudersi di alcuni fiori, ma anche il ripiegamento notturno di alcune foglie, la produzione di ormoni vegetali, l'aumentata attività di certe specie di animali verso l'ora del tramonto. Anche l'attività di veglia e di sonno, almeno in parte, sono influenzate dalle condizioni di illuminazione. La escrezione di melatonina è decisiva.

    Il fotoperiodo è inoltre, per gli organismi viventi, l'informazione più precisa riguardo al variare delle stagioni, non essendo soggetto, come la temperatura, a variazioni climatiche, restando identico, per una data località e per una data regione, nel corso degli anni. La regolazione delle attività vitali, che naturalmente assume particolare importanza nelle regioni temperate, dove più evidente è l'alternarsi delle stagioni, è guidata inizialmente dal fotoperiodo e solo più tardi può risentire l'influenza di altri fattori, quali la temperatura o la disponibilità di cibo.

    Le attività soggette al fotoperiodo sono principalmente quelle collegate ad attività riproduttive sia negli animali che nelle piante, ma anche ad altre, importantissime soprattutto per alcuni organismi: la muta stagionale, l'ibernazione ed il letargo, le migrazioni, l'allungamento del fusto nelle piante da seme. Le variazioni del periodo di illuminazione stimolano, con meccanismi ovviamente diversi, la produzione di ormoni che agiscono poi sui rispettivi organi bersaglio.

  • L'illuminazione (come la temperatura) sono alla base di un ecosistema, l'alternanza del dì e della notte, l'irraggiamento luminoso sono tutti fattori che determinano il tipo di clima che una zona geografica assume, di conseguenza determina le specie animali che vivono in un ecosistema.

    Di pari passo con l'illuminazione c'è la temperatura, questi due fattori determinano il periodo di accoppiamento di una specie animale (in modo tale che i cuccioli nascano in un momento più favorevole).

    Inoltre l'illuminazione gioca un ruolo fondamentale nella caccia e in tutte quelle fasi che riguardano il procacciarsi il cibo (in genere i predatori sono più avvantaggiati con il buio pesto, con una notte di luna piena gli animali predati possono vedere meglio il loro aggressore)

    ciao spero di esserti stato d'aiuto

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