Samuele ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 8 anni fa

potete darmi il riassunto la giara di pirandello?

4 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Per la raccolta delle olive fu un' annata eccezionale !

    Meno male che Don Lolò era stato previdente ed aveva comperato una grossa giara nuova.

    Don Lolò era molto ricco, aveva tanti braccianti per le sue terre, però non era ben visto.

    Fu così che la giara, arrivata la sera, l'indomani mattina era rotta in due pezzi.

    Venne chiamato lo Zì Dima, il più famoso "consalermi" (colui che riparava vasi, ciotole ed altri oggetti di terraglia) della Sicilia, costui aveva inventato un mastice miracoloso.

    Ma don Lolò non si fidava, ed oltre al mastice volle anche i punti di ferro. Lo zì Dima, accettò a malincuore ed operando dall'interno, incollò e poi ricucì i due pezzi.

    Sfortunatamente, la bocca della giara era insolitamente stretta, così lo zì Dima, che era gobbo, rimase in trappola.

    Don Lolò, su consiglio dell'avvocato, vorrebbe un terzo del prezzo della giara per fare uscire lo zì Dima rompendola, questi ribatte che se avesse usato solo il mastice, non si sarebbe arrivati a quel punto, e che quindi avrebbe preferito morire lì piuttosto che pagare. Si litiga così per tutto il giorno.

    I contadini sono dalla parte dello zì Dima il quale organizza una festicciola al chiaro di luna, con canti e balli.

    Don Lolò non riesce a dormire, finchè esasperato, scende giù nel cortile e con un calcio, fa rotolare la giara che alla fine si rompe.

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    Don Lollò, un ricco proprietario, un giorno ordina una giara enorme che viene messa al centro del paese. Tutti ammirano la giara di Don Lollò, e la sua maestosità.

    Una notte però la giara senza motivo si crepa. Il giorno successivo Don Lollò è preoccupatissimo per la sua giara e fa chiamare quindi Zì Dima, un esperto conciabrocche, che ha un misterioso mastice capace di incollare saldamente qualunque cosa.

    Don Lollò prega Zì Dima di lavorare al meglio sulla sua giara, e quindi Zì Dima entra nella giara ed inizia la sua opera di incollaggio della giara.

    Dopo molte ore di lavoro, completato il titto però non riesce più ad uscire dalla giara. Riesce ad uscire solo con la testa, e la sua gobba non fa che rendere impossibile l'intervento di tutti coloro che cercano di aiutare Zì Dima ad uscire.

    Ciao

  • 4 anni fa

    Su questo sito http://gravidanzamiracolosa.netint.info/?7374 troverai alcune spiegazioni di base su come aumentare la probabilità di rimanere incinta naturalmente, ma ti raccomando di fare il possibile perchè lo stress della ricerca non trasformi l'intimità della coppia in un compito da svolgere calendario alla mano.

  • 8 anni fa

    La giara è una novella di Luigi Pirandello, composta nel 1906 e pubblicata nella raccolta Novelle per un anno nel 1917.

    La storia rappresentata ripercorre con umorismo molti dei temi cari allo scrittore agrigentino, tra cui la molteplicità dei punti di vista, l'ambiente siciliano e i conflitti interpersonali. Si tratta di caratteristiche che ritroviamo nella rielaborazione in dialetto agrigentino operata da Pirandello nell'ottobre del 1916 per un breve adattamento teatrale in un atto unico che venne rappresentato per la prima volta in Roma al Teatro Nazionale il 9 luglio del 1917 dalla Compagnia di Angelo Musco. Il pezzo ritornò sul palcoscenico a Roma in lingua italiana alcuni anni dopo (il 30 marzo del 1925, con una versione scritta presumibilmente nello stesso anno).

    TRAMA:

    Don Lolò Zirafa, il protagonista della vicenda, è ricco e taccagno. Vede dappertutto nemici che vogliono depredarlo della sua roba, ed essendo di carattere litigioso, non perde occasione di citare in giudizio i suoi presunti avversari spendendo una fortuna in liti e facendo spesso perdere la pazienza al suo consulente legale, che non vede l'ora di toglierselo di torno.

    Dopo l'acquisto di una nuova enorme giara per conservare l'olio della nuova raccolta, accade un fatto strano: per ragioni misteriose, il grosso recipiente viene ritrovato perfettamente spaccato in due, fatto che fa montare Zirafa su tutte le furie.

    La giara potrà essere riparata da Zi' Dima, un artigiano del posto che si vanta di avere inventato un mastice miracoloso ma Zirafa non si fida e insiste affinché Zi' Dima renda più sicura la saldatura usando anche dei punti di fil di ferro. Ciò colpisce profondamente l'artigiano nel suo orgoglio: convinto che i suoi meriti siano sottovalutati, egli è infatti sicuro che il suo prodigioso mastice sia più che sufficiente a fare un buon lavoro.

    Costretto ad obbedire al padrone, in preda all'ira, Zi' Dima, messosi all'interno della giara per eseguire più comodamente la riparazione, si distrae dimenticando che la giara ha un collo molto stretto così che, terminata la riparazione, resterà bloccato all'interno.

    Ne nasce subito un contrasto tra Zi' Dima che vuole in ogni caso essere pagato per la perfetta riparazione e Zirafa che si dichiara disposto a pagarlo ma che nello stesso tempo vuole essere risarcito dato che per liberarlo bisognerà rompere la giara.

    Don Lolò infatti decide di pagare il conciabrocche per il suo lavoro, non per senso di giustizia ma per non stare in torto di fronte alla legge. Ma Zi' Dima non cede e, ricevuto il suo compenso, si rifiuta di dare qualsiasi risarcimento.

    Non sapendo come risolvere la situazione, don Lolò si rivolge per l'ennesima volta al suo avvocato che gli consiglia di liberare Zi' Dima, altrimenti correrà il rischio di essere accusato di sequestro di persona.

    Il parere non riceve affatto l'approvazione di Don Lolò Zirafa, che ritiene responsabile Zi' Dima del fatto di essersi balordamente imprigionato nella giara che, una volta rotta, non potrà più essere riparata.

    Il cocciuto conciabrocche, a sua volta, si rifiuta di risarcirlo affermando di essere entrato nella giara proprio per mettere i punti che don Lolò aveva preteso: se si fosse fidato del suo mastice miracoloso, ora avrebbe la sua giara come nuova.

    Comunque, piuttosto che pagare, preferisce restare dentro la giara dove dice di trovarsi benissimo; e lì infatti passerà tranquillamente e allegramente la notte, fra canti e balli dei contadini ai quali, servendosi proprio del denaro ricevuto da Don Lolò, ha offerto vino e cibarie.

    In preda alla rabbia, per il danno e la beffa, Don Lolò Zirafa finisce per tirare un poderoso calcio alla giara che si romperà definitivamente e Zi' Dima, così involontariamente liberato, avrà partita vinta.

  • Anonimo
    8 anni fa

    "il riassunto ella giara di pirandello"

    Fonte/i: yeeeee
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