Perche' da bambini riusciamo a piangere e da adulti no?

10 risposte

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  • ­
    Lv 7
    8 anni fa
    Risposta preferita

    perché la società in cui viviamo associa il pianto alla debolezza e quindi piangere ci porta ad un'immagine di noi indesiderabile: chi potrebbe amare un debole? O.o

    è questa la domanda che ci frega e che ci ripetiamo a livello più o meno inconscio... il bello è che il pianto non è altro che una manifestazione fisiologica di un eccesso di emozioni e quando le emozioni non vengono espresse in maniera adeguata, si finisce per esprimerle attraverso sintomi fisici e psicologici andando contro ad un'altra grande etichetta tanto invisa dalla società: quella del malato mentale... dopotutto sarebbe decisamente meglio piangere, non trovi? O.o

  • Alice
    Lv 7
    8 anni fa

    Si piange sempre , anche da grandi , ma in silenzio

  • Olena
    Lv 7
    8 anni fa

    Perché da adulti intervengono vari freni inibitori che da bambini non abbiamo ancora sviluppati. (Il risultato di socializzazione che ci impone anche certi modelli comportamentali.) Da adulti si preferisce espressione verbale delle emozioni e dei desideri, mentre i bambini non padroneggiano ancora il linguaggio verbale (secondario) a tale punto per sostituirlo a quello primario (grida, strilli, pianto ecc.).

  • Io piango più ora che da bambina xD

    Perché impariamo ad affrontare le cose : non c'è bisogno di piangere per qualsiasi cosa che non ci piace,ma da bambini non capiamo perché succede quella determinata cosa spiacevole,da adulti invece conosciamo più il mondo,più come gira,e siamo pronti a essere più forti e ad affrontarlo.

    Ma comunque,anche gli adulti piangono,per motivi diversi,ma piangono.

    Fonte/i: Io sono emotiva fin troppo,piango x tutto
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  • 8 anni fa

    ho pianto più da adulta che da bambina :)

  • Perché i bambini non hanno inibizioni ed esternano i loro sentimenti con semplicità, non conoscendo ancora pudore e restrizioni di alcun genere.

    Siamo noi adulti a farci troppi problemi.

    Il "non sta bene a far questo" o "non è dignitoso" dovremmo imparare ad accantonarli, almeno una volta ogni tanto.

    Io, in tutta sincerità, non mi faccio molti problemi a ridere o a piangere in pubblico.

    :-)

  • 8 anni fa

    Boh, ti rispondo in maniera pseudo-scientifica, se vuoi.

    Si potrebbe dire

    che il pianto fisiologico del bambino

    testimonia una sorta di "isteria"

    utile alla sopravvivenza dello stesso.

    Se non piangesse,

    come potrebbe attirare su di sè l'attenzione dei genitori,

    di fronte ad un problema di irrisolvibile specie,

    quale "fare la cacca" o "volere la pappa"?

    Tutti i bambini son così,

    e avendo a che fare

    con un organizzazione mentale ed emotiva

    in continua evoluzione,

    è facile riscontrare un comportamento del genere.

    Col passare degli anni si cerca di acquisire una sempre maggiore autonomia

    e la richiesta interna di ricercare l'attenzione dovrebbe venir meno.

    Dico "dovrebbe",

    perchè è chiaramente ammissibile l'esistenza di casi

    patologici più o meno gravi,

    come l'isterismo per esempio.

    In sintesi, i marmocchi riescono a piangere

    perchè hanno semplicemente bisogno di farlo.

    Ciò non significa comunque che gli adulti non possano sfogarsi in modo analogo.

    Anzi, probabilmente il pianto in età maggiore serve a comunicare

    direttamente con se stessi,

    rivelando uno stato d'animo forte e talvolta complesso,

    verso il quale è richiesto uno sforzo proprio

    onde evitare il ripresentarsi del medesimo.

  • 8 anni fa

    Io penso che è vero che da grandi impariamo a non piangere per ogni cosa, come ha detto qualcuno ma è anche vero che, secondo me i bambini sono più spontanei nel manifestare le proprie emozioni, al contrario degli adulti che invece ''si tengono tutto dentro'' e non manifestano la loro tristezza esteriormente solo perchè hanno paura di essere etichettati come ''deboli''. Bisognerebbe imparare tanto dai bambini che bovrebbero costituire un esempio per tutti noi...

  • 8 anni fa

    Non è vero, ci sono adulti che piangono, magari non

    si fanno vedere ma quando hanno la disperazione nel cuore

    allora versano lacrime amare

  • VIPera
    Lv 6
    8 anni fa

    Il primo linguaggio di comunicazione dell'essere umano è il pianto.

    Man mano sviluppiamo la padronanza delle parole e delle facoltà cognitive, perciò affrontiamo le vicissitudini della vita diversamente. Tendiamo ad esprimere i nostri disaggi comunicando verbalmente oppure affrontandoli con cognizione di causa per ottenere una ragione plausibile e quindi vedere la situazione gestibile. Ma il pianto non ci lascia mai. Quando né le parole e né la cognizione possono esprimersi allora si da sfogo piangendo. E' un bene piangere ogni tanto. E' liberatorio.

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