mi potreste fare il riassunto di questo brano? 10 punti grazie in anticipo?

Kengah passò le ore più lunghe della sua vita posata sull'acqua,chiedendosi atterrita se per caso non la aspettava la più terribile delle morti: peggio che essere divorata da un pesce, peggio che patire l'angoscia dell'asfissia, era morire di fame.

Disperata all'idea di una fine lenta si agitò e con stupore si accorse che il petrolio non le aveva incollato le ali al corpo. Aveva le piume impregnatedi quella sostanza densa, ma almeno poteva spiegarle.

«Forse ho ancora una possibilità di uscire da qui, e volando in alto, molto in alto, forse il sole scioglierà il petrolio» stridette Kengah.

Le tornò alla mente una storia, raccontatale da un vecchio gabbiano delle isole Frisoni, che parlava di un umano chiamato Icaro che, per realizzare il sogno del volo, si era costruito delle ali con piume di aquila ed era volato in alto, vicinissimo al sole, tanto che il calore aveva sciolto la cera con cui aveva incollato le piume ed era precipitato.

Kengah batté energicamente le ali, ritirò le zampe, si innalzò di un paio di palmi, e ricadde sulle onde. Prima di tentare ancora si immerse e agitòle ali sott'acqua. Questa volta salì di un metro prima di cadere.

Quel dannato petrolio le incollava le piume della coda, di modo che non riusciva a governare il decollo. Si tuffò ancora una volta e con il becco cercò di tirar via lo strato di sporco che le copriva la coda. Sopportò il dolore delle piume strappate, e finalmente vide la sua parte posteriore un po' meno lurida.

Al quinto tentativo Kengah riuscì a spiccare il volo.

Batteva le ali con disperazione perché il peso della cappa di petrolio non le permetteva di planare. Un solo attimo di riposo e sarebbe precipitata.Per fortuna era una gabbiana giovane e i suoi muscoli rispondevano adeguatamente.

Guadagnò quota. Senza mai smettere di battere le ali guardò giù e vide la costa profilarsi appena come una linea bianca. Vide anche alcune barcheche si muovevano come minuscoli oggetti su un panno blu. Volò ancora più alto, ma il sole non ebbe gli effetti sperati. Forse i suoi raggi emanavano un calore troppo debole, o la cappa di petrolio era troppo spessa.

Kengah capì che le forze non le sarebbero durate ancora a lungo e,cercando un posto per scendere, volò verso l'entroterra, seguendo la serpeggiante linea verde dell'Elba.

Il movimento delle sue ali si fece sempre più lento e pesante. Perdeva vigore. Adesso non volava più così in alto.

In un disperato tentativo di riprendere quota chiuse gli occhi e batté le ali con le ultime energie. Non sapeva per quanto tempo era rimasta a occhi chiusi, ma quando li riaprì stava sorvolando un'alta torre ornata da una banderuola d'oro.

«San Michele!» stridette riconoscendo il campanile della chiesa di Amburgo.

Le sue ali si rifiutarono di continuare a volare.

5 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Kengah pensava a quanto sarebbe potuto essere brutto morire di fame,quando si accorse che il petrolio non le impediva di spiegare le ali. Così ripensò alla storia raccontatale dal gabbiano delle isole Frisoni, una storia che parlava di un umano Icaro,che per volare,aveva costruito delle ali di cera,che però gli si erano sciolte,appena si era avvicinato al sole. Così pensò che se solo fosse riuscita a volare,i raggi solari avrebbero sciolto quella sostanza densa. Così provò più di una volta ad alzarsi in volo,ma cadde inesorabilmente sotto il peso del petrolio. Quest'ultimo infatti le incollava le penne della coda,impedendole di decollare,sopportando il dolore,quindi,si strappò le penne e finalmente al quinto tentativo,spiccò il volo. Batteva le ali velocemente,perchè sapeva che se solo si fosse fermata un momento,sarebbe precipitata. Guadagnò quota,ma si accorse che il calore del sole ,non aveva sul petrolio,gli effetti che lei sperava potesse avere. Capì,quindi,che le forze la stavano abbandonando, quindi cercò un posto per scendere,verso l'entroterra,seguendo la linea dell'Elba. nel frattempo,il movimento delle sue ali si faceva sempre più lento,stava perdendo quota,quando le si prospettò una torre,ornata da una banderuola d'oro. Era il campanile della chiesa di Amburgo. Subito dopo questa visione,le sue ali si bloccarono .

    Fonte/i: Me medesima!
  • 4 anni fa

    Migliaia di persone incontrate nel corso della vostra vita vi attendono una notte in una torre sul mare, according to giudicarvi. Accettereste "l'inevitabile autorità degli altri"? O fuggireste con l'amore perduto, rinunziando a scoprire di cosa vi accusa oggi il prossimo, pur di seguire il suo volto riconosciuto nella folla di testimoni? Questo romanzo racconta los angeles notte più dura di Luca Svevi, broking service senza lavoro perchè non riesce advert assicurare "più niente e nessuno, su niente e nessuna cosa al mondo". Svevi accetta l'invito di due ex colleghi venuti a fargli visita los angeles sera del suo cinquantesimo compleanno: un cocktail a sorpresa che si rivelerà una resa dei conti con se stesso e con gli altri. Aragno e Caruso lo condurranno a Torre Astura, il castello sul mare di Nettuno dove si rifugiò e fu tradito Corradino di Svevia. Quella che according to Luca Svevi sembra annunziarsi come una trovata imbarazzante - festeggiare il compleanno tra vecchie fiamme e saccenti compagni di scuola - si trasforma nell'epilogo sbalorditivo di un uomo solo e diverso, con il quale il lettore finirà inevitabilmente col confrontarsi e identificarsi. according to questo cinquantenne fedele ai suoi sogni di bambino los angeles scoperta della "verità degli altri" troverà nell'ultimo colpo di scena una sentenza risolutiva, e una rosa di speranza sbocciata al di fuori e al di sopra dei "giorni disumani" che stiamo vivendo. L'incosciente è los angeles storia di una vita in una notte, scritta con tensione febbrile in un sorprendente flusso narrativo, in cui si alternano senza tregua dramma e ironia. Una notte difficile da dimenticare according to coloro che "passano los angeles vita cercando di ritrovarsi", e according to chi, come Luca Svevi, los angeles trascorre "cercando ostinatamente di disperdersi".

  • Anonimo
    8 anni fa

    Bei tempi

  • Kengah, un gabbiano con le ali impregnate di petrolio, non riesce più a volare. Al quinto tentativo riuscì a spiccare il volo.

    Non potè prendere un attimo di riposo, poiché se lo avesse fatto sarebbe precipitata. Capendo che le sue forze non sarebbero durate ancora a lungo, cercò un edificio nei dintorni. Ad un certo punto, quando stava per arrendersi, vide un'alta torre. "San Michele!" urlò. Ma le sue ali smisero di volare.

    Fonte/i: Me?
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  • 8 anni fa

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    Fonte/i: Fatto
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