Mimì
Lv 7
Mimì ha chiesto in Scuola ed educazioneCuriosità · 7 anni fa

Che ne dite?"Signora maestra per piacere mi sposta il bambino dal suo compagno di banco?

Mio figlio è buono,ma proprio non lo sopporta,lo fa diventare irascibile."

E' capitato anche a voi? E voi nella vita collaborate solo con chi vi è simpatico? Il bambino non dovrà imparare a stare con tutti?Non dovrà imparare metodologie e strategie per convivere in società

Grazie a tutti.

Aggiornamento:

Condividiamo quindi la sostanza Giampiero,anche perché possedere un coltello a serramanico,può capitare,è successo anche qualche anno fa in un refettorio di periferia,ma per fortuna è un caso brutto ma marginale e l' insegnante attenta dovrebbe accorgersene senza il bisogno dei genitori...

Qui intendo piccole cose,incompatibilità di carattere,insofferenze personali,differenze di educazione familiare che spesso riescono ad essere insopportabili e rendono la persona"cattiva" ancora più emarginata nel gruppo.Quindi non più integrazione e recupero,ma emarginazione,il puntare il dito senza "misericordia"verso il debole,il più debole ancora in formazione.Grazie

Aggiornamento 2:

Grazie Girella

Grazie Donatella.Anche noi abbiamo adottato il tuo metodo,solo che il bambini restavano al loro posto per una quindicina di giorni. Abbiamo riscontrato così che si allenava negli alunni la pazienza e la collaborazione tra loro e con l' insegnante.Grazie sono felice di averti trovato in una mia domanda, da molto non ti vedevo... Grazie ti abbraccio.Mimì

Aggiornamento 3:

Grazie Ida,infatti come dicevo nel dettaglio,era adottata anche da noi.Grazie.

5 risposte

Classificazione
  • 7 anni fa
    Migliore risposta

    La soluzione che adottavo era quella di una rotazione programmata dei posti. Ogni mese i bambini cambiavano compagno di banco, in questo modo i bambini sapevano che se avevano un compagno poco gradito dovevano pazientare solo un mese e anche questa educazione alla pazienza e alla tolleranza era formativa. In questo modo nessuno veniva emarginato e nascevano anche inaspettate amicizie.

  • 7 anni fa

    Non condividerei la forma della domanda, ma si' la sostanza.

    Mettere una Insegnante di fronte alla sola possibilità di rispondere " si' " alla domanda di un Genitore, o di creare un caso, non lo trovo né giusto né utile.

    " Signora Maestra, nostro figlio ci riferisce di avere qualche problema a causa della disposizione nei banchi che lei ha ritenuto ottimale. Potremmo sapere se anche a lei risultano questi problemi? "

    E da li' si parla serenamente con l'obiettivo di risolvere problemi veri, non semplici antipatie.

    Quando la "famiglia" fu ammessa nella "scuola" (1977, se ben ricordo) noi avevamo tre figli alle elementari ed abbiamo lavorato molto per risolvere problemi, anche accettando responsabilità.

    Uno dei nostri figli si è trovato in classe con un bimbo immigrato, di tre anni piu' grande e di scarsissimo profitto, che aveva l'abitudine di venire a scuola "armato" di un bel coltello a serramanico.

    Giustissimo che il bambino dovrà imparare a interagire con tutti e che sia bene che l'esercizio cominci da piccolo, ma c'è un limite, quello posto dalle esigenze di sicurezza e di possibilità di usufruire serenamente dell'insegnamento, da parte di un Insegnante che non debba dedicare la metà del suo tempo a tenere sotto controllo uno o due o tre allievi a danno di tutti gli altri.

    • chissa perché bisogna sempre usare un tono e forma da ********* dimenticando che un insegnante può anche essere un imbecille incompetente e il rispetto se lo deve guadagnare con le sue azioni, così insegnano ai bambini la sottomissione alle "autorità" anche se sbagliano

  • Ida
    Lv 6
    7 anni fa

    La soluzione che adottava Donatella mi pare la più ragionevole

  • 7 anni fa

    Mi è capitato più volte, ma non l'ho mai trovata una richiesta irragionevole. Quando mi è stato segnalato, si trattava di una difficoltà reale; di solito, poi, il genitore ha chiesto aiuto dopo diverso tempo che il figlio condivideva il banco con il compagno con cui non si trovava bene. Insomma, il tentativo era stato fatto e il figlio aveva provato a trovare un modo di convivere.

    Insegnare a condividere e collaborare è importantissimo, ma è anche giusto insegnare l'assertività. Se un bambino non sta bene a livello psicologico, deve essere in grado di chiedere aiuto o a trovare soluzioni. Non sempre la soluzione porta a un accordo tra e parti; a volte, è più salutare girarsi alla larga. Non trovare compatibilità con qualcuno anche se si è cercato il modo, non è una colpa e non deve trasformarsi in un'eterna sopportazione.

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 3 anni fa

    Tutti i miei Contatti in keeping with una mega classe! I banchi a cerchio, da una parte Ambrina, poi Josi e Japy dall'altra parte e Chelda (sempre in castigo dietro la lavagna!!! Ahahahah...), Lecter, Antigone, Teo 87 con quelli della sezione Cinema, Girella, Nick, Gianfranco, David David, Ale, niki, quell'impertinente di ???? ??? ???? che passerà il compito di matematica a tutti insieme con gilvi, Firpo, Olena, Diomede...e tutti, tutti gli altri...sai che copiaticci! CIAO.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.