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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 8 anni fa

Ragazzi aiuto per favore entrate..!?

devo fare un bel tema sulle atrocità della guerra. devo aggiungere un bel pò di cose che parlino sulle mine antiuomo, sullo sfruttamento dei bambini come i bambini soldato le guerre cosa hanno causato e molto altro per faavore ragazzi un aiuto gentilmente.

1 risposta

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  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Nel nome di una bandiera, di una fede religiosa, di un ideale politico; nel nome della giustizia, della libertà, dei “valori” e dei sacrosanti diritti; nel mondo si fa la guerra, e se pur fra Stati e Nazioni diverse, fra schiavi e padroni, è sempre un conflitto fra popoli, fra uomini, contro l’umanità: è l’arma più potente che l’uomo abbia in possesso per “ auto- distruggersi”.

    In generale, quando si parla di guerra il discorso ruota attorno a due sfere principali: quella dei vincitori, carica di sentimenti d’orgoglio, e quella dei vinti, caratterizzata dal silenzio ossequioso del lutto; così, mentre per certi versi si parla di eroi, di culto dei soldati caduti, del valore del combattere e del sacrificarsi, per altri versi si parla dell’orrore della guerra, della tragedia dei suoi morti, della necessità di cercare di non trasfigurare le atrocità terribili compiute dagli uomini contro altri uomini in gesta eroiche. Certo è che arrivare alla guerra significa fallire nella capacità del dialogo e della comunicazione. E’opinione abbastanza comune, inoltre, che l’uomo che uccide un altro uomo è da considerarsi alla stregua di una bestia, e forse nemmeno: difficilmente, infatti, accade che le bestie della stessa specie si uccidano a vicenda.

    Io penso, dunque, che nell’ambito di un discorso intorno alla guerra, al di là delle varie considerazioni sugli esiti, siano essi positivi o negativi, di un conflitto e delle diverse interpretazioni delle cause e degli effetti, sia più costruttivo parlare un po’ del difficile e complicato meccanismo di guerra: non voglio con questo riferirmi al saggio di Mosse. Il suo “ Mito dell’esperienza della guerra” vuole occultare la guerra e addirittura legittimarne l’esperienza; tenta quasi di rimuoverne la realtà. Io, al contrario di Mosse, penso che non la si possa rimodellare in un’esperienza sacra; la guerra è pur sempre contro ogni principio religioso.

    Mi trovo, invece, molto più vicina alla posizione di Sanguineti: suppongo, infatti, che il susseguirsi delle guerre sia un evento legato soprattutto alla logica diffusa degli uomini del profitto e della sopraffazione piuttosto che legato all’ardore e alla reale convinzione e partecipazione alle varie ideologie e confessioni religiose. Dunque una guerra “ fredda” e insensata.

    Chissà se esiste, poi, una guerra giusta?Non è cosa facile rispondere alla domanda senza averne acquisito la comprensione del funzionamento, averne studiato i processi che portano ad un suo innesto,avere, insomma, conosciuto l’insieme della “ realtà della guerra”; e in effetti, anche se riuscissimo ad acquisirne tutte le conoscenze necessarie, in base a quale criterio di scelta dovremo rispondere?Perché, a mio parere, se ponderate e prese in considerazione tenendo presenti i vari punti di vista, le guerre possono essere considerate tutte giuste e tutte sbagliate: giuste, perché, in quanto finalizzate al raggiungimento di un preciso obiettivo ( economico, politico o sociale che sia), sono mirate al miglioramento di una certa condizione; e comunque sempre sbagliate, perché fanno vittime, uccidono persone, destabilizzano e distruggono tutto un equilibrio sociale politico ed economico.

    Vero è, in ogni caso, che la guerra può essere considerata come uno “ specchio”: l’uomo che ci si riflette, quando si rende conscio delle atrocità di cui è capace, si fa il segno della croce e prega che non capiti a lui.

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