Edoardo ha chiesto in ViaggiBrasileFortaleza · 7 anni fa

il mio cugino ivan...........................?

Ivan è mio cugino. E’ figlio del fratello di mia madre. Pertanto, più cugini di così...

La nostra storia risale praticamente fin dalla nostra nascita. Lui è più grande di me di circa due anni, ma siamo sempre cresciuti insieme. Già fin da piccoli amavamo rotolarci nell’erba del prato della vecchia casa di mia zia, in piena estate, nudi, mentre magari gli innaffiatoi spruzzavano da tutte le parti getti di acqua fredda... Eh, bei tempi quelli...

Era il periodo dell’innocenza, interrotto quando Ivan compì 11 anni ed iniziò per lui la fase dello sviluppo del senso del pudore.

La “ri”scoperta dell’altrui sesso avvenne non molto tempo fa, quando lui aveva 15 anni ed io appena 13. Eravamo invitati a cena dalla nonna. Gli anziani hanno l’abitudine di cenare presto, e per l’orario previsto (le diciannove in punto) avevamo ottenuto una proroga speciale per motivi di studio per le diciannove e trenta, non senza lamentele da parte degli anziani. Io dovevo ancora finire una ricerca insieme ad un gruppo di miei compagni di scuola, Ivan tornava dalla palestra dove faceva body-building, o meglio, potenziamento muscolare (così come era chiamato a quei tempi). L’appuntamento, dato che i miei erano già andati avanti, era a casa di mio cugino, dove insieme dovevamo recarci dalla nonna.

Io arrivai davanti casa di mio cugino alle 19.10 circa e la portiera mi avvertì di aspettare lì, in quanto non c’era ancora nessuno. Dopo cinque minuti arrivò mio cugino, abbandonando la sua “Vespa” davanti l’ingresso del palazzo. Aveva addosso una tuta in felpato grigia, da dove comparivano aloni di sudore.

Mi venne subito incontro con quel suo sorriso speciale. Ci abbracciammo e ci scambiammo un bacio innocente sulla guancia. Quello che mi colpì quella sera era l’odore che emetteva. Quell’odore di palestra, di sudore, di muscoli in tensione, di sport intenso. Ne respirai poco a piene narici, mentre lui mi disse:

"Devo fare la doccia e poi andiamo. Non posso andare dalla nonna in questo stato, mi butterebbe fuori di casa!".

"Sbrigati, però", ripresi io mentre ci avviavamo verso l’ascensore e lui cercava dallo zaino le chiavi di casa. "La strada c’è e faremo tardi!"

"Farò la doccia più veloce che ci sia!" riprese mio cugino mentre già l’ascensore ci aveva fermati al quinto piano di quello stabile. Aperta la porta di casa, Ivan mi disse di seguirlo, mentre iniziava a spogliarsi buttando tutto per terra. In quel corridoio volavano scarpe, tute, pantaloni, calzini puzzolenti. Io da dietro, sapendo quanto ci tiene mia zia a voler tutto in ordine, con i buoni sentimenti che sempre mi hanno animato, iniziavo a raccogliere tutta questa roba sporca con l’utilizzo di due sole dita.

Mio cugino, intanto, si era già infilato in bagno, lasciando la porta aperta. Sentivo già scorrere l’acqua sul piatto della doccia quando, a completare l’opera, dalla porta del bagno volano anche un paio di boxer. “Ha completato l’opera”, penso io, e ridacchiando continuo nell’opera di bonifica del corridoio.

Indugio un poco quando prendo la parte superiore della tuta in felpa. La collego a quell’odore che avevo sentito poco prima e risalgono nella mia mente di adolescente tutte le fantasie conosciute fino a quel tempo (praticamente ben poche, quasi nulla...). Getto istintivamente le altre cose in un angolo ed abbraccio quella felpa, immergendomi interamente il viso in quell’intruglio di sudore e cotone che più respiravo e più mi piaceva. Sentivo già qualcosa dentro di me che cominciava a far pulsare più velocemente il cuore, a smorzare i respiri e ad accelerarne i regimi... Anche sotto, qualcosa prendeva vita. Era la prima volta, per me.

Mentre ero in quest’estasi, mi riporta alla realtà il canto (stonato) di mio cugino da sotto la doccia. Con un poco di vergogna, raccolsi tutto e mi avviai verso la porta del bagno, dove c’era il cestello per la biancheria sporca. Feci per entrare quando mi bloccai nuovamente. Dalla tendina, Ivan si vedeva!

"Posso? Devo posare la roba sporca" feci, mentre mi accendevo di color rosso-vergogna.

"Si, si, che problema c’è?" disse mio cugino da sotto la doccia.

Entrai allora con cautela, continuando a dire “permesso, permesso”, tenendo gli occhi più bassi possibile per evitare di guardare “oscenità” e deposi tutto quel groviglio di puzza dentro il cestello. Girandomi per andar via, non potevo non vedere.

Mio cugino si stava insaponando laggiù, con un ritmo lento ma regolare passava le sue mani intrise di bagnoschiuma su un’asta ad angolo retto, rigida, lunga... Mi fermai come inebetito a guardare. Lui se ne accorse e, dopo un sorrisino malizioso, se ne uscì dicendo: "Eh, devi crescere ancora qualche annetto per averlo così", mentre continuava a toccarsi ripetutamente.

Io ero ancora immobile, vicino il cestello della roba sporca.

Aggiornamento:

Avrò avuto una espressione da ebete, a giudicare lo sguardo malizioso e canzonatorio di mio cugino mentre accennava ad un principio di masturbazione. Approfittando di un raro momento di lucidità in quell'istante, preferii andar via e mi rifugiai nella sua stanza, ancora rosso per l’imbarazzo ed eccitato! Si, ero eccitato ad aver visto un *****! Ciò che prima era solo un pezzo di carne moscia stava iniziando a prendere vita! Non sapevo come fermare quello stato di erezione: più cambiavo posizione e più c’era il ***** che spingeva dai jeans. Decisi allora, da inesperto, di sbottonarmi i pantaloni e cercare di sistemarlo meglio. Mentre cercavo di fare tutto questo, col ***** in mano, entra mio cugino Ivan, di ritorno dalla doccia, con solo un asciugamano a coprire la situazione.

Io imbarazzatissimo non sapevo cosa fare prima, mentre sul volto di mio cugino vidi stampato per la prima volta quel ghigno perfido di soddisfazione che vedrò ogni volta che da quel giorno rinnoveremo il nost

1 risposta

Classificazione
  • 7 anni fa
    Migliore risposta

    Non c'è niente da dire... Sei gay.

    Mi dai il tuo account di fb?

    Fonte/i: Non sono gay
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