Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 7 anni fa

La Normale Follia dell'Arte...?

L'artista. Spesso al confine tra normalità e follia, tra nevrosi e psicosi... in bilico su un sottile filo... un po' come un equilibrista. A tratti trapezista, quando decide di potersi sbilanciare da una parte all'altra, esplorare gli estremi dell'animo umano, per poi tornare di nuovo sul filo, lasciando bruscamente il trapezio.

Quali opere d'arte (dai dipinti alle sculture, dalle incisioni calcografiche ai fumetti, alle strutture architettoniche etc.) vi danno maggiormente questa sensazione di "eccessività instabile" (e non il contrario: "instabilità eccessiva") ?

Buona serata ;)

3 risposte

Classificazione
  • 7 anni fa
    Migliore risposta

    ciao Samy

    credo che in numerose opere di Pietro di Cosimo, o Piero di Lorenzo di Chimenti (Firenze 1462 circa - m. 1521 ) si possa osservare un pochito di quella che tu intendi follia dell'Arte con la F e la A entrambe maiuscole.

    Leggi cosa scrive Pudelko in merito alla'artista ---> [...] se Freud ha potuto considerare Leonardo dal punto di vista della psicanalisi, apparirà per lo meno lecito, e soprattutto per epoche rivoluzionarie, come la Rinascenza, studiare molti altri artisti dal punto di vista del Surrealismo [...] [come] Piero di Cosimo, una personalità nella quale le forze più inquietanti della pittura fiorentina del Rinascimento si sublimano come in nessun altro pittore dell'epoca. [...]. Quante contraddizioni in quest'uomo! Un'angoscia quasi morbosa, un evitare tutto ciò che è normale, ma per non lasciarsi sfuggire, cercando di realizzarla troppo presto, l'essenza delle cose; un'istintiva, impavida simpatia per tutte le curiosità e tutte le stranezze, e la tendenza a perdervisi come in un gioco; un eroico bisogno di rendersi indipendente da ogni ordine sociale, ma anche il bisogno di mascherare questa sua indipendenza con una vita da bohémien colla ricerca dell'originalità ad ogni costo, con una specie di clownerie: la passionalità di un rivoluzionario insomma, ma ossessionato dalle proprie idee, da rimedi mistici e magici per migliorare il mondo. Ogni grande arte è rivoluzionaria. Ma a Piero di Cosimo importa soprattutto una vita rivoluzionaria vissuta realmente, anche se qualche volta bizzarramente espressa. Quel che egli cerca è una primitività dell'esistenza che sia nello stesso tempo un ribellarsi e uno sfuggire alla propria epoca. L'odio contro l'esagerato formalismo di una società stanca, che, anche alla corte di Lorenzo de' Medici, si compiaceva di speculazioni misticheggianti, di intellettualismi umanistici e di retorici abbandoni a romantiche civetterie naturalistiche, gli ispira una appassionata nostalgia per la intatta originalità e per la selvaggia forza della natura. Lontano da ogni piagnucoloso romanticismo, si manifesta in lui un senso primordiale del cosmo, alle cui eterne leggi della vita e della morte egli sente aderire la propria vita. E Piero barcolla come ogni uomo fra un'orgiastica energia di vita e una profonda ansia di morte, ma questa assumerà in lui forme quasi paranoiche e infine il carattere di una vera e propria mania di persecuzione. [...] Piero di Cosimo fu il primo pittore mitico dei tempi moderni.

    Ma dovremo vedere in lui anche il primo pittore d'un paesaggio cosmico!!!

    Raf

  • MELODY
    Lv 6
    7 anni fa

    ho pensato alla follia visionaria di Chagall

    http://www.agenziadistampa.eu/immagini/chagall9-g2...

    e al 'dripping' ossessivo di Pollock

    http://cdn.blogosfere.it/arteesalute/images/polloc...

  • Ma la follia non esiste, Samy. Non esiste.

    Perchè fai domande difficili quando sono in ipoglicemia?

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