Ma che fine ha fatto la grande tradizione marinara italiana?

Paese di santi, di poeti e di... navigatori??? Dopo una nave incagliatisi negli scogli a due passi dall'arcinota Isola del Giglio, una nave che abbatte la torre di controllo del più grande porto italiano... Ma esitono ancora gli istituti nautici e le accademie navali?

7 risposte

Classificazione
  • 7 anni fa
    Migliore risposta

    In ambito portuale,le manovre come quella della"Jolly Nero"sono la quotidianità.Oserei dire una manovra di routine.Per farti un esempio,citando il porto di Trieste,il 90%delle navi in arrivo,per attraccare eseguono un giro di 180°.

    I traghetti per la Turchia:con o senza l'ausilio dei rimorchiatori,dipende dalle condimeteo,

    Le navi passeggeri a volte,le portacontainer che vanno al VII,le petroliere ai pontili,le chimichiere e gli"heavy lift"per il canale navigabile..

    Consapevole che il porto di Genova non è uguale a quello di Trieste,qui abbiamo bacini di evoluzione ampi,pochi gli spazi ristretti.Ma entrano navi di grandi dimensioni:portacontainer e petroliere con dislocamenti a pieno carico da 110/190.000ton.con pescaggi di 11/17mt.spesso con condimeteo severe(qui una giornata"normale"significa che la bora tira a 90km/h)Assistite da 2/4 rimorchiatori,con potenza media di 6000cv e bollard pull(tiro)di 50/90 ton.

    Piloti del porto e personale rimorchiatori di provata esperienza e capacità.Non sono ragazzini neopatentati,che di sera "prendono in prestito"l'auto di papà e vanno in giro a far baldoria mettendo a repentaglio la propria e altrui vita!

    .Vivendo e lavorando su un elemento perennemente mutevole-il mare-

    il marittimo,forse più di qualcun altro è ben consapevole che qualcosa può sempre andare storto:un avaria,un incendio,le codizioni meteomarine che cambiano all'improvviso...per esperienza ti posso assicurare che un marittimo non dorme mai sonni tranquilli,ha sempre un occhio aperto e,anche un piccolo rumore mai sentito prima lo mette in allarme.

    Anche dall'alto delle proprie esperienze e capacità,una manovra è sempre fonte di stress:prendere il cavo sotto il bulbo di una portacontenitori da 10.000 TEU o dirigere l'attracco di una supertank con110km/h di bora al pontile e stai sicuro che non ti passa uno spillo sù per il cùlo!.e la"botta"in banchina non è un evento raro.Anzi,se ti fai un giro in rete ne vedi di "sfianconate e bulbi quadrati"

    Quello che più mi ha colpito in tutta questa triste e tragica vicenda è la posizione di quella torre!

    Come si fà a costruire una torre di quella grandezza,importanza,presidiata H24 da personale vario sullo spigolo,a filo di banchina?

    In fase di progetto,maa nessuno si è mai posto il problema che,forse un giorno,una qualsiasi imbarcazione possa cozzarci sopra?E come dare una pistola carica ad un bambino o mettere un palo in mezzo all'autostrada.Senza la torre in quella posizione,la "Jolly Nero" avrebbe toccato,probabilmento storto qualche lamiera o riportato una minima falla,"scardinato"le pietre del molo,senza il tributo di sangue che ne è conseguito!!

    Quindi se tanto mi dà tanto invece di chiedere se esistono ancora gli istituti nautici e accademie varie mi chiedo se esistono ancora le facoltà di ingegneria civile....

    Chiedo scusa se un pò polemico,ma certe domande personalmente non le digerisco.

    Un saluto a tutti gli amici presenti e un doveroso pensiero alle vittime ed i loro parenti

    Fonte/i: Bubez de mar...come sempre
  • 7 anni fa

    Mi si stringe il cuore, la preparazione non è quella di una volta a causa dei programmi scolastici e a causa delle materie e di coloro che frequentano l'Istituto. E soprattutto lo studente non è pervaso da quel senso di rischio da controllare professionalmente e con padronanza tipico dei tempi in cui si faceva il Nautico per andar a guadagnarsi il pane battendo le onde per uno stipendio migliore e sudato.

    Accetto offese e di essere bannato ma mi sento di dover dire quello che penso.

    Fino al 1967 un allievo Nautico usciva con una preparazione con i controcazzi, parlando di Genova e di Trieste. (nulla da dire sugli altri Nautici!) che ha permesso di essere padroni in 6 mesi di navigazione del traccimento rotte e della manovra radar con le indicazioni dell'Uff.le di rotta. Personalmente ho seguito la rotta al radar e dato prora e correzione al timone in foschia nelle prove in mare della "Raffaello" nel 1965 e vissuto dalal centrale sicurezza lì'incendio in macchina ottobre 1965, con un uff.lee di macchina che è sceso per il tunnel dell'elica a spegnere l'olio con due pompieri. Con la preparazione dell Nautico mi sono fatto una ingengeria elettronica in 6 anni sputando sangue si, ma con una preparazione, una etica e un senso di responsabilità che mi porto ancora dietro. Merito non solo dei programmi ma di Professori ch avevano navigato e che picconavano a tutto spiano, che facevano argomenti non compresi nel programma ministeriale (es: convenzione di Londra 1960 sull'uso del radar in caso di navi non in vista; cinematica navale con più di 2 navi).

    E di persone così ne giravano in parecchie.

    Farei in questi due casi osservare che non è detto che il Com.te debba essere "criticato" in quanto di "inchini" o chiamiamoli con il loro nome di passaggi rischiosi se ne sono sempre fatti, compreso il passaggio fra Procida e il promontorio di Monte di Procida, fra Capri e P.ta Campanella, Bocche di Bonifacio, e, dell'incredibile, fra le isole della Dalmazia navigando a vista con una nave di 276 metri.

    Forse la differenza sta nel mezzo oggi meno manovriero e con caratteristiche di carena meno "marinare" al di là della dimensione, nella differente risposta dell'equipaggio in caso di incidente.

    Che ci sia stato in questo caso un guasto è possibile, e qui dovremmo parlare di manutenzione; che non ci sia stato un rimorchiatore capace di tenere la situazione bisogna domandarsi perchè: un 40.000 tsl ai miei tempi aveva 2 rimorchiatori fino alla uscita dal porto, certo non possono fare miracoli.

    Tutte queste sono parole con tanti "SE" e tanti "MA" Attendo i dati da capire e da commentare.

    Che una torre di controllo fosse messa in una posizione così esposta è da vedere, non tanto uscendo dal porto quanto in ingresso. D'altronde il porto di Genova è stato riempito come un uovo ed era difficile trovare posto anche per una cabina telefonica. Poi il "colpo d'occhio" ha fatto la sua parte nella decisione.

    Sempre parlando davanti ad un caffè.

    @Alvaro: al di là di ogni considerazione riduttiva direi che un COmandante dovrebbe essere "giudicato" da un COmandante e non mi azzardo a giudicare il Com.te Schettino dopo essere stato a bordo di navi simili a quella, essere conoscenza di particolari tecnici e soprattutto aver affrontato passaggi rischiosi e emergenze gravi in mare. Da Uff.le di rotta la cazzata c'è stata, e con una nave con le caratteristiche di manovrabilità della "Concordia" mi sarei portato ben prima sulla rotta di parata; almeno 3 miglia. Per il "dopo" non dico nulla: rispetto l'Uomo e, se sono veri i documenti che ho letto, credo nel diretto intervento di DIO che ha fatto adagiare la nave alla deriva sull'unico tratto utile di costa nel raggio di 10 miglia nel tempo di 2 ore. Guarda, in Scienza e coscienza lo considero un miracolo se quello che è emerso dalla inchesta è vero. Se c'è l'intervento umano chi ha fatto una cosa del genere è un genio.

    @Lucky: che i marittimi italiani siano di altissimo livello è vero, per questo si dovrebbero potenziare gli istituti Nautici e riportarli al livello ante 1968.

  • Luigi
    Lv 5
    7 anni fa

    Tutti i giorni ci sono incidenti stradali, gli aerei ogni tanto cadono e le navi affondano.

    Se uno si chiude in casa rischia meno, ma anche lì può arrivare un terremoto che uccide.

    Fa parte della vita la morte che può raggiungerti in qualsiasi momento.

    Dalle notizie lette in Internet pare che la causa del disastro sia da attribuire ad una valvola difettosa che non ha permesso al motore di ripartire in marcia avanti.

    Dalle comunicazione registrate pare che a 70 metri dalla torre con la nave che procedeva all'indietro per solo abbrivio alla velocità di 3 nodi, che è la metà della velocità massima consentita in quel porto ci si sia resi conto che la macchina non ripartiva in avanti.

    70 metri a 3 nodi si percorrono in 46 secondi, questo è stato il tempo di reazione che aveva il comandante a disposizione, in mare non esiste un freno a mano come sulle auto, pare che abbia dato l'ordine di dare fondo alle ancore per fermare l'abbrivio, ma non credo siano riusciti a farlo.

    Non si sa se i rimorchiatori abbiano ricevuto l'ordine di tirare, sicuramente dal momento dell'avaria all'impatto è passata solo una manciata di secondi, il mitico Senna morì per lo sterzo che si ruppe, anche qui pare che il comandante non potesse più governare per il guasto alla valvola, la colpa la prenderà comunque, perché così è in mare, ma non mi sembra giusto colpevolizzarlo più di tanto.

    A parità di condizioni non saprei chi sarebbe potuto uscirne da una situazione del genere.

    Poi gli si può dare la colpa perché avrebbe dovuto accorgersi preventivamente della valvola difettosa, oppure della lentezza nel dare ordini diversi ai rimorchiatori, oppure perché ha utilizzato delle radio al posto del telegrafo di macchina che era in avaria.

    Qualcosa troveranno.

    La commissione d'inchiesta che comprende 2 ammiragli chiarirà completamente cosa avvenuto, così come ha fatto quella del Giglio.

    Il comandante e il pilota conoscevano molte delle vittime, addirittura il pilota la sera prima aveva cenato con una di esse, pensate voi lo stato d'animo di questa persona che ha causato la morte del suo amico anche se incolpevolmente.

    Un pensiero alle vittime di questo incidente del mare che lascia a tutti noi che lavoravamo con loro tanta tristezza nel cuore.

    Fonte/i: Comandante
  • Lucky
    Lv 5
    7 anni fa

    ma che domanda è?

    tanti marittimi han studiato e sono specializzati nelle varie mansioni di bordo.

    con tanto di titoli, navigazione ed esperienza.

    se un comandante ha commesso un errore madornale, per la propria negligenza, generando una tragedia e una nave da carico è andata in avaria creando ciò che sappiamo non può pregiudicare in nessun modo la professionalità dei marittimi italiani!

    quindi modera i toni.

    Fonte/i: marittimo italiano ed orgoglio nell'esserlo.
  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • "Chi xe in tera giudiga, chi xe in mar nàvega."

    le marinerie sono qualcosa di collettivo,che stride con l'individualismo che spinge ad andare per mare...ogni marittimo è un individuo a se e non capisco perchè si deve sempre generalizzare con la formula 'tutti per uno e uno per tutti ' con questa ipocrisia.

  • 7 anni fa

    beh! paragonare l'incidente del giglio e della concordia con quello che è successo ieri a genova per il momento mi sembra un po' azzardato. al giglio schettino ha fattouna bravata. ieri invece mi pare di capire che bravate non ne ha fatte nessuno. può esserci errore umano, avaria, quello che vuoi ma non certo un comandante con qualche bicchiede di troppo nelllo stomaco e la bionda al suo fianco.

    A genova si è trattato di persone che stavano lavorando tutte, a quanto pare con coscienza, in condizioni normali (anche la velocità della nave pare che fosse quella corretta) ed ad un certto punto è successo qualcosa. non so se avaria, non so se errore. ma purtroppo qua si parla comunque di tragedia che nulla ha a che fare con la schettinate.

  • 7 anni fa

    Hai perfettamente ragione. Da una parte la capitaneria di porto che lascia passare le navi a 50 mt dalla riva, fare l'inchino e altre ammenità, senza accorgersi ... sai, è difficile riuscire a vedere grattacieli che sfrecciano alla folle velocità di ben 10 nodi e ti parcheggiano proprio davanti alle finestre ... ma come fai a fermarle? manco fosse una formula 1; dall'altra una nave tocca una torre di controllo (e anche qui non si capisce come mai non ci siano le distanze adeguate), si graffia la vernice e la torre (anno di costruzione 1997) viene giù come una pera.

    ... da vomitare

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.