Leon
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Leon ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 8 anni fa

Mio padre tradisce mia madre?

Ciao a tutti, da un pò di mesi mia madre è depressa per diverse cause: non ha più un lavoro, si sente inutile e ha problemi con mio padre. Ormai è da un pò che va dallo psicologo e sinceramente non mi sembra che va meglio, tutto questo per colpa di mio padre. Già sospettavo da un pò che mio padre la tradiva infatti negli ultimi due mesi sta solo nel telefono o su facebook a messaggiare (io in 15 anni non lo mai visto sul pc o sul telefono a messaggiare) poi oggi la conferma...circa 20 minuti fa abbiamo cenato mio padre arriva dal lavoro, si lava e invece di mettersi il pigiama come fa sempre si veste con una bella camicia elegante che non aveva mai messo, il profumo (il mio perchè lui non ne ha e non la mai messo in tutta la sua vita) infine mangia come un ******** le cose che ha preparato con tanta fatica mia madre e se ne esce dicendo che va a parlare con un suo amico. Fanculo, ma il problema è un altro ovvero mia madre. Lei è stata sempre una donna forte ma in questi ultimi periodi no a causa di vari motivi che già vi ho detto ed è depressa. Ogni tanto beve e lo avrebbe fatto anche ora ma ci sono degli amici di mia sorella e quindi non lo fa perchè comunque ancora ragiona ed è responsabile. Quindi la mia domanda è come faccio a far star meglio mia madre? Poi anche se ne ho la certezza, come faccio ad essere sicuro che mio padre la tradisca? Infine come faccio a convincere mio padre che è un ******** e sta rovinando tutta la famiglia compreso me e mia madre? Vi racconto qualcosa in più mio padre è sempre stata una persona buona e un gran lavoratore, infatti fino ad un anno fa eravamo una famiglia felicissima, ora no ed io odio mio padre, in più sono gay e do la colpa a lui (i miei non lo sanno) io infatti ho sempre sognato una bella moglie e due figli e un buon lavoro così da non fargli mancare niente e trattare mia moglie come una principessa ma ultimamente ho scoperto di essere gay, vabbè pazienza ma è colpa di mio padre secondo me. Vi prego aiutatemi.

Aggiornamento:

per Alberto: ti ringrazio molto per la tua risposta, apprezzo il fatto che hai perso il tuo tempo per aiutarmi, pero' tu dici di non sopportare i gay ma sinceramente io ti ho fatto qualcosa di male? o anche metti che altri gay ti hanno ferito o qualcosa del genere è stata solo sfortuna, comunque non voglio abbassarmi al tuo livello e quindi mi limito a dire che ti sbagli. Poi dici che non vuoi addossarmi la colpa ma lo hai fatto lo stesso e ti sbagli anche qui, infatti i miei non sospettano minimamente che io sono gay in quanto non ho atteggiamenti femminili o cose del generi, persino io non pensavo di essere gay (probabilmente sono bisessuale) pero' comunque non era questo il punto. Infine non ho chiesto aiuto per me, non ho bisogno di uno psicologo...non ho problemi e sono abbastanza felice sono solo un po' preoccupato per i miei genitori.

per Robb87: grazie mille anche a te, ma il punto come ho detto ad alberto non è la mia sessualità, questa non mi crea alcun tipo di

Aggiornamento 2:

problema e poi ti posso assicurare che i miei sono persone molto brave, ho detto che sono gay per colpa di mio padre solo cosi per sfogo ma lo so che non è vero. Infine hai ragione, mio padre ha anche dei problemi, si vede e vuole sfogarsi, domani gli parlo pero' il fatto è che lui tradendo mia madre le fa del male, già è depressa perchè ha perso la madre e il lavoro, in più si mette anche mio padre logico che dopo beve. La cosa che mi da più fastidio veramente è il fatto che prima eravamo una felicissima famiglia, senza problemi neanche di soldi, ora per colpa della crisi non arriviamo a fine mese. I problemi sono tanti quindi non capisco perchè crearne altri senza motivo. Comunque ho 16 anni quasi 17...

2 risposte

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  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    Punto primo tuo, mondati dai tuoi pregiudizi ed apri gli occhi ben bene sulla natura dei rapporti umani, sulle difficoltà delle persone e sulla natura dei sentimenti e sull'interiorità di chi ti circonda. E' facile dire questo è uno *******, quest'altro è un mostro, quell'altro laggiù anche peggio. Troppo facile.

    Non so dire se hai l'età o meno per capire cosa significa tutto ciò, però ricordati che sei figlio di entrambi i tuoi genitori, ed entrambi si sono adoperati fino ad oggi - e lo faranno in futuro - per il tuo bene.

    Partiamo dal presupposto che le persone sono dotate di principi morali, che se hanno fatto determinate scelte in passato è perché ci credevano e provavano sentimenti reciproci importanti, che considerata la maturità adulta avranno anche fatto il possibile per mantenere in piedi la famiglia sacrificando - senza dubbio alcuno - non poche volte la propria felicità in virtù di quella familiare. Si, facciamo tutte queste assunzioni, e guardiamo il cosiddetto "mostro" e la cosiddetta "vittima" negli occhi, nell'anima, nello spirito interiore e in ciò che hanno passato. E' facile dividere il mondo in "buoni" e "cattivi", la realtà però è ben più complessa.. ..che situazioni possono portare una persona a comportarsi in un certo modo? che cosa provava prima? che cosa prova adesso? anch'essa può del resto vedere le conseguenze sugli altri, ma il fatto che qualcuno mostri di soffrire non significa che sia quello che ne ha sofferto di più o - peggio ancora - che ha più ragione.

    Anche il tuo essere gay e dar la colpa a lui.. ..per qual si fatta ragione? Pensi di esserci stato costretto? Pensi che l'attrazione per il genere maschile sia una cosa che si insegna, anziché istintiva e naturale? Se fosse davvero così allora avrebbero ragione i sacerdoti cristiani ad etichettarla niente di meno che come una forma di depravazione e perversione sessuale. No, non può essere soltanto questo quando due uomini o due donne si incontrano e si amano. E se tu fossi davvero gay questo lo capiresti, non daresti "colpa" a nessuno - e perché poi? ti auto condanni per ciò che sei? - tanto meno a tuo padre.

    I genitori spesso non ci condividono davvero i loro sentimenti, le loro storie passate, e noi diamo per scontato di averli lì, duri e sicuri come rocce: che per loro la cosa più naturale ed autentica da fare sia lavorare ogni santo giorno per mandare avanti la famiglia, essere adulti e maturi tali da poter tirar su figli educati ed amati di altrettanta statura, che si amino sempre e non abbino diverbi, che non rimpiangano mai il loro passato e siano soddisfatti di noi.

    Sono stato giovane anche io, so cosa vuol dire dare per scontate certe cose. Non solo, so anche cosa vuol dire quando uno solo dei due genitori fa suonare la propria campana di continuo e purtroppo non posso che riconoscere come io sia stato un pupazzo nelle mani dei miei genitori durante i loro problemi familiari anni ed anni or sono. Prima odiavo l'uno, poi l'altro: nessuno dei due m'aveva mai fatto un torto grave - a parte farmi mancare le dimostrazioni d'affetto - ma non si sono trattenuti dal denigrarsi reciprocamente sfogandosi con me in privato. Ed io che non sapevo andare più in là delle parole e delle azioni dell'uno o dell'altro, non mi sono mai posto all'epoca la questione fondamentale: "come può una persona buona e ragionevole fare questo? Perché?". Ho iniziato a pormi questa domanda soltanto quando, anni più tardi, affrontando la vita mi sono reso conto che anche quando si sa cosa è giusto e buono, non si può sempre esserne all'altezza, specie quando il cuore trascina in tutt'altra direzione. Per questo sono diventato estremamente cauto nel procedere, e sondo i miei sentimenti di continuo per essere sicuro di non fare inavvertitamente male ad altri.

    Calmati, consola tua madre e mostrale la tua comprensione, è un buon atto. Ma ti consiglio anche di cercare di comprendere tuo padre, chi è, cosa fa, perché è arrivato a quel punto lì. E quando sarà passato sufficiente tempo per tutti e tre, di riparlarne, riascoltarli, ricomprenderli. Gli sfoghi e le confessioni che si fanno nei momenti di dolore sono sempre un po' meno privi di lucidità e di analisi interiore, è nel lungo termine che davvero arriviamo a comprendere ciò che proviamo, facciamo e siamo.

    Buona Fortuna

    @Leon:

    Grazie della risposta :-)

    Immaginavo avessi più o meno questa età, hai parlato in modo abbastanza maturo prima. E non metto nemmeno in dubbio che molte cose che ho detto già le sapevi da te.. ..mi piace rimarcare l'ovvio a volte.

    Mi dispiace, veramente.. purtroppo però a parte ascoltare il tuo sfogo non posso fare nulla di concreto per te, sta a te e ai tuoi trovare la strada migliore.

  • 8 anni fa

    Mi dispiace per la tua situazione familiare.

    Stai vivendo una classica situazione di distacco. Non sopporto le persone che tradiscono, ma quelle che m fanno più schifo son quelli che lo fanno in faccia.

    Riguardo al tuo orientamento sessuale, io non ti condanno, ed essendo una persona che dice sempre ciò che pensa, sono contro all'omosessualità, ma lasciamo stare ciò che penso io, l'ho detto perchè come me altri uomini e soprattutto padri NON ACCETTANO di vedere il proprio figlio, l'unico essere del pianeta in cui il proprio padre sogna di potersi specchiare e diventare ciò è lui stesso ora, diventare omosessuale, è un "trauma" che porta spesso al distaccamento della famiglia, una sorta di fuga dai problemi, per non doverlo accettare.

    Tu dici che i tuoi non lo sanno, ma ci può essere una minima possibilità che lo sospettassero o che ne erano più che convinti. Con questo non voglio addossare a te la colpa dei disagi familiare.

    Comunque ci sono due soluzioni per cercare di risolvere il problema:

    1. Riunirsi con tutta la famiglia (se siete ragazzini tu e tua sorella statene fuori, gli adulti non ammetteranno mai le loro colpe davanti a dei ragazzini), o con una coppia di fidati amici, in modp da vederla da diversi punti di vista e cercare di venire a capo di questa storia, a costo di venir a sapere la dura verità.

    2. Seduta di coppia da uno psicologo, è costosa ma molto utile.

    Ora, ascolta bene le mie parole, non sò la tua etá, nè la vita che conduci, ma è importante che anche tu faccia una seduta da uno psicologo, puoi benissimo non ammettere il motivo per cui vuoi farla alla tua famiglia (il tuo orientamento sessuale), lo psicologo è obbligato a tacere per il segreto professionale.

    Ti consiglio di prendere appuntamento perchè, essendo tu giovane, potresti fare ciò di cui ti potresti pebtire un giorno, per il semplice fatto che possa essere una sbandata giovanile.

    Te lo consoglio vivamente, fa che questi 10 minuti passati a scrivere non siano stati inutili.

    Saluti & Auguri per te e la tua famiglia

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