Spiega il significato delle parole di Enea (O tre o quattro vole beati), chiarisci a chi sono rivolte?

La Tempesta

1 risposta

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  • Anonimo
    7 anni fa
    Risposta preferita

    ti mando tuuta la parafrasi della tempesta dell'eneide. cmq nel verso quelle parole si riferiscono agli dei. spero di esserti stato d'aiuto.

    Appena detto ciò, capovolta la lancia, percosse

    il cavo monte nel fianco: e i venti, quasi schierati,

    per dove s’apre un varco, si slanciano e spazzano la terra

    in un turbine. Irrompono sul mare e tutto dalle sedi profonde

    insieme l’Euro e il Noto lo sconvolgono e l’Africo denso

    di bufere, e rovesciano vasti flutti sulle rive.

    Segue un clamore di uomini e uno stridore di funi.

    Le nubi d’improvviso strappano alla vista dei Téucri (troiani)

    il cielo e il giorno; grava una nera notte sul mare.

    Tuona la volta del cielo e l’etere balena di fitte

    folgori, e tutto minaccia agli uomini una morte imminente.

    Subito ad Enea le membra si sciolgono con un brivido;

    geme, e tendendo alle stelle le mani giunte,

    dice così: O tre e quattro volte beati

    quelli che incontrarono la morte davanti allo sguardo

    dei padri sotto le alte mura di *****! o fortissimo

    della stirpe dei Danai, Tidide!, non avrei potuto anch’io

    cadere sui campi iliaci, e spirare per tua mano,

    dove il terribile Ettore giace per il colpo dell’Eacide,

    e il grande Sarpedone, e ghermiti sottacqua, il Simoenta

    trascina tanti scudi e elmi e forti corpi di guerrieri!?

    A lui che gridava così, una stridula raffica d’Aquilone

    squarcia la vela di fronte, e solleva i flutti alle stelle.

    S’infrangono i remi, la prua si rigira ed espone

    il fianco alle onde: incalza un monte d’acqua scosceso.

    Alcune navi pendono sulla cresta del flutto; a quelle l’onda

    spalanca la terra tra i flutti; infuria un ribollire di sabbia.

    Il Noto afferra e travolge tre navi su scogli

    nascosti - rocce tra i flutti, che gli Italici chiamano Are,

    immane dorso a fior d’acqua -; tre l’Euro sospinge

    dal largo nelle secche delle dune, miserevole vista,

    e caccia nei bassifondi e cinge d’un argine di sabbia.

    Una, che trasportava i Lici e il fido Oronte,

    davanti ai suoi occhi un enorme maroso colpisce

    piombando a poppa: il nocchiero è sbalzato e precipita

    a capofitto; L’ondata la fa mulinare tre volte

    nel medesimo luogo, e un rapido vortice la inghiotte

    nel mare. Appaiono pochi naufraghi che nuotano sul vasto gorgo,

    e armi di guerrieri, e tavole, e i tesori troiani sulle onde.

    Già la tempesta soverchia la robusta nave di Ilioneo,

    e quella del forte Acate, e quella che portava Abante,

    e quella del vecchio Alete; tutte, sconnesse le giunture

    dei fianchi, imbarcano acqua nemica, e si schiudono in fessure.

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