Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 8 anni fa

Non e' incredibile la mente di Buddha?

In sezione un utente ha chiesto che cosa e' l'illuminazione,e gli alltri gli hanno risposto, "quella dei lampioni nel parco sotto casa".

Sono certo che se un discepolo di un maestro Zen dell'epoca Sung avesse posto lo stesso quesito al suo mentore,avrebbe ricevuto la medesima risposta.

Non e' incredibile la mente di Buddha,che travalica il tempo e lo spazio?

Aggiornamento:

@? se e' per questo anche tu non dovresti rispondere alla mie domande,cosa dovrei commentare io,

che sei sempre tra i piedi?

Aggiornamento 2:

@Truppa: no,nel tuo caso il maestro Zen ti avrebbe tirato tra capocollo una bastonta con una canna di bamboo per risvegliarti.

4 risposte

Classificazione
  • Dam
    Lv 4
    8 anni fa
    Risposta preferita

    In verità la parola "illuminazione" cui spesso si preferisce "risveglio", non è la traduzione di "nirvana" che significa letteralmene "estinzione" delle oscurazioni mentali (klesha) e della sofferenza (dukkah).

    La parola Buddha, viene tradotta con "illuminato" o "risvegliato" erroneamente.

    Letteralemente buddha è il participio passato di una radice verbale sanscrita, budh, che fa riferimento all'atto noetico, il conoscere, e si può tradurre correttamente unicamente con una parafrasi: "colui che ha avuto un conoscimento da se stesso" (cioè non per "rivelazione" da fonte "esterna").

    Però bisogna dire che "illuminazione" è una parola che in tutta la letteratura sanscrita ha una storia.

    La cultura indiana ha una visione della divinità, intesa come "ciò che ha generato l'esistenza" (che noi chiamiamo Dio), di tipo immanentistico.

    Il Purusha, chiamato anche "il senza nome", che è dio prima che generasse l'esistenza, la genera tramite il sacrificio di se stesso, e la prima cosa che genera è lo strumento per generare l'esistenza.

    Un tutto unico iniziale, rappresentato come acqua, emana per prima cosa un fremito-ardore, che gli permetterà di crearsi e creare (o generarsi e generare, non c'è problema in quella cultura di questioni come "creazione dal nulla" che nascono sulla creazione biblica, quindi si possono usare entrambe le parole indistintamente, senza attaccarsi ad esse), questo fremito-ardore è rappresentato come fuoco: dal contatto del fuoco con l'acqua tutto si genera (è sempre una metafora, non una tesi scientifica).

    Il fuoco "Agni" è il primogenito, la prima divinità (qualità) generatasi dal Purusha (per noi dio allo stato prima della creazione).

    Agni è chiamato anche Dyaus Agni, dove Dyaus ne definsce la qualità di "luminoso, splendente", il sole, il fuoco e la luce, ne sono il simbolo.

    Anche Agni Dyaus è quindi Dio stesso, il Purusha, e infatti la nostra parola "Dio" deriva proprio dal sanscrito Dyaus.

    Poi attraverso una serie di processi ed eventi si formano tutte le cose, da ciascuna parte di Dio, o meglio del Purusha, attraverso la compartecipazione di Agni, e tutto prende vita.

    Quindi in ogni parte di tutto ciò che esiste c'è un pezzetto del Purusha originale.

    "avere un conoscimento da se stesso" potrebbe essere interpretato anche come "riconoscere la propria natura" e poiché un pezzetto di dio (anzi del Purusha) è in ognuno di noi (natura di Buddha) è possibile una sorta di rivelazione dall'interno, di presa di coscienza di ciò di cui si è parte (tenendo presente che si è solo una parte e mai il Tutto, per essere coscienti del Tutto deve scomparire l'attaccamento al sè individuale, occorre tornare a disciogliersi nel Tutto e nella sua coscienza).

    Ecco perché - credo, ma lo pongo come ipotesi, perché ancora sto studiando e cercando conferme, che la storia delle religioni indiane non è facile - è stata comunque mantenuta in traduzione questa parola e può comunque avere un senso e non essere considerata del tutto erronea malgrado la grammatica sanscrita dica un'altra cosa.

    Naturalmente da prendere tutto con le pinze poichè come sappiamo, per evitare pericoli, malcomprensioni e strumentalizzazioni, il buddhismo, per esempio, sceglie di essere apofatico e tacere su questioni che riguardano la realtà ultima.

    Quello che è interessante è che il Purusha, lascia un messaggio al primo se stesso generato, Agni Dyaus (in seguito verranno generate altre "divinità" o qualità del Purusha):

    il Purusha (Prajapati) prima passa attraverso una fase di svuotamento (essendosi spalmato e fatto a pezzi in tutte le cose), in cui addirittura teme la morte, lo scomparire, l’essere cancellato dalla moltitudine delle creature in cui risiede, ma poi, rivolgendosi al Primogenito con le seguenti parole «Rimettimi insieme, ti prego».

    E qui il compito di tutto ciò che è stato generato di non disperdersi ma armonizzarsi:

    ecco qualcosa ancora di cui diventare consapevoli, di cui prendere coscienza e conoscenza.

    Anche questo fa parte del "conoscimento da avere da se stessi", quindi del risveglio o illuminazione.

  • Anonimo
    8 anni fa

    Solo ieri avevi detto che te ne andavi, che buffone!

  • 8 anni fa

    La mente di Buddha travalica tempo e spazio?

    E la mia no?

    Vedi cosa succedere leggere Buddha con mente cattolica?

    Budha diventa un superman con una mente speciale mentre tu devi pregare davanti alla sua statua in modo da farti vincere il Superenalotto,dico bene?

    Buddha ti insegna a liberarti dalla tua mente come lui si è liberato dalla sua.!

    Fonte/i: Il Dhammapada commentato dal Maestro Osho.
  • 8 anni fa

    Buddanate....

    Fonte/i: Credi che anche il maestro zen avrebbe risposto come me? -----------non hai appena scritto che---------------- "Il Buddhismo e' contro ogni forma di violenza" devo dedurre che la bastonata mi arriverebbe da un finto maestro zen, con seri problemi di autocontrollo...
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