Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 8 anni fa

Inventare un piccolo racconto dell'orrore...spunti?

Per domani la professoressa ci ha lasciato di inventare un piccolo racconto dell'orrore...ma non mi vengono idee...ne avete qualcuna?

4 risposte

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  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    mhmhm ... vabbeh faccio questo:Una calda sera d'estate mi trovavo tranquilla sul divano a guardare un film,ad un tratto il film venne interrotto per un aggiornamento speciale del telegiornale , diceva che un assassino si aggirava e si intrufolava nelle case per uccidere le persone proprio nei pressi di casa mia mi trovavo sola i miei erano andati al cinema . All'improvviso sentii un rumore proveniente dalla cucina spaventata mi avvicinai e dalla porta sbirciai.Vidi un uomo che dal cassetto delle posate tirava fuori il coltello da carne .Stavo per urlare ma con sangue freddo salii le scale e mi rifugiai in un vecchio armadio sentivo i suoi passi il legno delle scale scricchiolare e l'omicida girava per casa dicendo :

    "so che sei qui esci fuori non farmi arrabbiare tanto ti trovo!!ahahahaha"Ero sempre più timorosa quando decisi di uscire e sul comodino trovai un coltellino svizzero molto appuntito silenziosamente mi avvicinai a lui finchè non mi trovavo alle sue spalle .Presi il coltello e lo affondai nella sua schiena da cui scendeva una cascata di sangue .poco dopo mi sbarazzai del corpo e tornarono i miei genitori

    li accolsi con calore e con un caldo abbraccio tutto era tiornato come prima tranne l'assassino.

    ***FINE***

    o se non va bene questo:Stava correndo. Non sapeva dove, ma stava correndo a perdifiato. Per primo viene il fuoco, il sangue per secondo. Non sapeva dove andare, il buio lo circondava, il freddo gli prendeva alla gola mentre la paura lo attanagliava. Terza è la tempesta che al quarto annega il mondo.

    Non stava correndo per tornare a casa, non stava cercando aiuto, stava solo scappando da qualcosa, e quella cosa si stava avvicinando. Non sapeva cosa fosse o cosa volesse da lui, ma soprattutto non sapeva perché lui. Tra una miriade di ragazzi proprio lui doveva prendere di mira. Cinque fa la rabbia, sei l’odio abissale.

    Il ragazzo scappava ancora, sempre più forte nella strada infinita, senza voltarsi in dietro finché si trovò davanti ad un muro. Un enorme muro dove non c’erano ne porte ne finestre. Non trovando una via di fuga il ragazzo si girò a vedere in faccia il suo aggressore: ma non vide nessuno. Non c’era un’anima e non si sentiva un rumore. La paura lo attanagliava, il sudore freddo gli grondava dalla fronte. Scrutava davanti a se, ma in quel limbo non si vedeva nessuno, finché non comparve. Settima è la paura, ottavo è il più gran male.

    Dall’altra parte della strada comparve come d’incanto una figura canina, più precisamente un lupo. Un lupo dal manto candido come la neve e le zanne talmente bianche da luccicare al riflesso pacato dei raggi lunari. La creature eterea lo scrutava con i suoi occhi rosso abbagliante i quali trasalivano l’inferno: trasalivano morte. Dopo aver osservato la sua preda con attenzione cominciò ad avvicinarsi con passi lenti ma ben piazzati, come se non avanzasse verso di lui ma verso la sua anima. Nove è la tristezza, dieci fa il dolore.

    Continuavano a fissarsi senza distogliere lo sguardo neanche per battere le palpebre, il ragazzo pensava: sperava. Sperava in qualcosa, in un miracolo forse, ma in cuor suo sapeva che questa storia no sarebbe finita con un lieto fine, con un cavaliere che in groppa al suo candido destriero arrivava e salvava la donzella,. No, questa volta no. All’undici la morte, poi il dodici l’amore.

    Ormai il lupo era ad un passo dal ragazzo e lo guardò dritto negli occhi e mostrò le zanne. Con movimenti aggraziati, quasi angelici balzò verso il ragazzo. Buio. Lui aveva paura del buio. Il buio, la pace assoluta, pace incontrollabile, incantevole, accattivante, una pace assoluta e impeccabile: quella della morte. Tredici passi alla porta del diavolo, dall’uomo nero non si torna, non si torna d’avvero.

    Fonte/i: ciao , spero di esserti stata d' aiuto! ( ti ho dato 2 racconto perchè non sapevo quale ti andasse meglio!)
  • 8 anni fa

    scrivi di una che si trova a casa da sola in attesa del ritorno dal lavoro del marito, che al telefono non risponde. Prova ancora a chiamarlo, ma per un tilt del telefono le capita di ascoltare, senza volere, la conversazione di due sconosciuti che progettano, per quella stessa sera, l'omicidio di una donna sola in casa. la vittima è lei.

  • 8 anni fa

    Una ragazza che sente bussare alla sua porta di notte, quando i suoi sono fuori per lavoro. La cosa va avanti e invita a dormire le sue amiche a dormire. Poi però suona la porta di casa, sono tutte in salotto a vedere un film, è notte fonda. Una delle amiche va ad aprire, la protagonista cerca di fermarla ma è troppo tardi. Apre la porta, poi più nulla. Sul telegiornale parlano della protagonista, che è scomparsa, mentre le amiche sono state trovate uccise brutalmente nella casa. riempi di dettagli i momenti in cui bussa lo spirito. Te gusta?

  • 8 anni fa

    Il cuoco assassino!

    prenota da me per stasera, vedrai che storie....altro che la prova del cuoco

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