Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 7 anni fa

Perfavore,mi potreste trovare una ricerca sulla musica etnica africana?

Vorrei una ricerca non troppo complessa e lunga ,con due o tre buoni concetti, sulla musica etnica del-

l'Africa?

1 risposta

Classificazione
  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    - La Musica Africana -

    Le fasi più importanti della vita di un individuo sono contrassegnate dalla musica. In Africa, fin dai tempi più remoti ha avuto molte funzioni: da quella di accompagnare cerimonie religiose a quella di festeggiare particolari avvenimenti ed è stata praticata anche nei villaggi più sperduti e nascosti delle immense foreste o degli altipiani.

    J. H. Kwabena Nketia, etnomusicologo del Ghana, definisce lo studio della musica africana a sud del Sahara come “lo studio della diversità nell’unità”. Osservate complessivamente dall’esterno le musiche africane sub-sahariane mostrano un insieme di caratteristiche e di tendenze comuni, mentre a un’osservazione più attenta risulta evidente la presenza di una grande varietà tra le diverse tradizioni. È possibile identificare due grandi aree stilistiche: la prima comprende l’Africa settentrionale; la seconda la grande foresta equatoriale e tutta l’Africa australe. Mentre la prima zona ha subito notevoli influssi dalla cultura islamica, la seconda rappresenta la culla dell’autentica musica africana.

    I caratteri fondamentali di quest'ultima si possono riassumere nella diffusione della pratica collettiva del canto, nell'uso di cori misti, della polifonia vocale, nel gusto per i grandi complessi strumentali, nell'adozione di scale pentatoniche su cui poggia il sistema musicale africano. Questo assume spesso un carattere dialogico: le voci, gli strumenti, perfino le mani del singolo esecutore, intervengono a turno come i diversi interlocutori in un dialogo. Uno degli stili più diffusi è quello detto “a chiamata e risposta”, in cui il coro ripete un ritornello fisso in risposta al solista che fa da guida, e che gode di una maggior libertà d’improvvisazione.

    La musica africana non può in alcun modo dirsi primitiva, in quanto presenta complessità di strutture, varietà di procedimenti tecnici e costruzioni polifoniche. Sottilissima è anche la sensibilità ritmica. Spesso l’interesse per il ritmo prevale su altri aspetti quali la melodia o l'armonia. A questo proposito viene associato alla musica africana l'uso dei tamburi, ma anche l'utilizzo in funzione ritmica di una vasta gamma di strumenti idiofoni non melodifici (sonagli, gong, idiofoni a percussione reciproca, campane e simili). Più in funzione ritmica che in funzione melodica vengono spesso adoperati anche strumenti melodici quali xilofoni (balafon), liuti, flauti e arpe. I moduli ritmici tendono a essere brevi e ripetitivi. L'uso degli strumenti musicali, poi, può assumere valenze o significati differenti in relazione all'etnia oltre che, appunto, alla circostanza e al contesto. Vi è dunque una grande varietà di musiche: ninne-nanne, musiche da lavoro, per il raccolto, per il gioco, per danze, per matrimoni, nascite, per cerimonie rituali (come sepolture o riti di pubertà), musiche di accompagnamento a processioni e così via. Tutto ciò è caratteristico delle espressioni musicali di tutti i Paesi del continente africano.

    Gli strumenti

    In nessun continente come quello africano, esiste una quantità tanto importante di strumenti musicali.

    Tra gli strumenti a percussione, i più legati a significati extramusicali, spiccano moltissime varietà di tamburi. Il corpo del tamburo è fatto di legno o creta, mentre le membrane sono di pelle di animali. Nei tamburi a frizione il suono viene prodotto sfregandone la membrana, mentre quelli a clessidra dell’Africa occidentale, chiamati anche tamburi parlanti, possono imitare l’andamento sonoro della voce umana. Altri strumenti a percussione sono xilofoni, nacchere e campane, in legno, ferro, rame e canna di bambù. Ma lo strumento tipicamente africano è il lamellofono (noto anche come mbira, kalimba, likembe, o sanza), costituito da una serie di strisce di metallo o di bambù fissate a una piccola cassa di risonanza, e che viene suonato per vibrazione.

    Gli strumenti a corda comprendono quelli ad arco e quelli a pizzico. Vi sono arpe, cetre, lire e liuti. La kora è lo strumento principale dei cantastorie (griot): la sua cassa di risonanza è ricavata da una zucca su cui è tesa una pelle di vacca e sul suo manico di legno sono tese 21 corde, che vengono pizzicate. Popolare è lo xalam, un liuto a pizzico progenitore del banjo. L’arco sonoro (ekibulenge), derivato direttamente dall’arco con il quale comunemente si scagliano le frecce, è costituito da una corda tesa tra le due estremità di un’asta flessibile e svolge un ruolo particolarmente importante nella musica tradizionale delle popolazioni meridionali.

    Fra gli strumenti a fiato sono molto diffusi fischietti, clarinetti, flauti traversi di bambù, legno, creta, osso, metallo e altri materiali e trombe ricavate dalle corna degli animali. Le note di altezza diversa possono essere ottenute grazie alla lunghezza degli strumenti e ai fori praticati nei tubi sonori.

    Fonte/i: La ricerca è lunga 2 pagine e mezzo, qui non c'entra tutta. Se ti piace, copia la prima parte e poi quando me lo dirai tu, cancello questa e metto la seconda parte.
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