Il sito di Yahoo Answers verrà chiuso il 4 maggio 2021 (ora della costa est degli USA) e dal 20 aprile 2021 (ora della costa est degli USA) sarà in modalità di sola lettura. Non verranno apportate modifiche ad altre proprietà o servizi di Yahoo o al tuo account Yahoo. Puoi trovare maggiori informazioni sulla chiusura di Yahoo Answers e su come scaricare i tuoi dati in questa pagina di aiuto.

Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 8 anni fa

Aiuto! Testo argomentativo sull'immigrazione?

Questa è la traccia: Le migrazioni sono una risorsa,un fattore positivo o creano solo problemi alle nazioni interessate dai flussi migratori?

Elabora un testo argomentativo presentando inizialmente il tema oggetto di discussione, precisa poi la tesi che intendi sostenere e porta almeno un paio di argomenti a favore della tua tesi, passa poi all'antitesi, cioè alla tesi contraria alla tua, presentando qualche argomento a favore dell'antitesi che poi ti impegnerai a confutare. Concludi riaffermando la tua tesi e sostienila con un'ultima argomentazione.

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    8 anni fa
    Risposta preferita

    L'immigrazione

    Fra i tanti temi di un'ipotetica agenda della contemporaneità, quello dell'immigrazione è senza dubbio uno dei più scottanti.La globalizzazione dell'economia e lo sviluppo delle comunicazioni e dei trasporti hanno consentito migrazioni di popolazioni così consistenti, quali mai si erano verificate nella storia dell'uomo.Un ruolo chiave l'ha giocato pure la televisione, che ormai arriva anche nei più sperduti villaggi del mondo: molti dannati della terra, scambiando per realtà i miraggi offerti dalla pubblicità e dalle trasmissioni televisive dell'Occidente, sono emigrati, andando spesso incontro ad acute delusioni.Attratti da condizioni di vita e di lavoro giudicate migliori, dunque, masse di diseredati si sono spostate nell'Occidente ricco, sviluppato e spietato, causando problemi nuovi e complessi.

    Basta leggere quotidiani, libri, riviste o ascoltare i pareri di politici, esperti, studiosi e opinion-maker per raccogliere interpretazioni del fenomeno contraddittorie, quando non radicalmente divergenti.

    È perciò ancora oggettivamente difficile, oggigiorno, farsi sull'immigrazione un'idea abbastanza attendibile, che vada al di là di luoghi comuni e di vaghe sensazioni.Anzi, spesso ho la netta impressione che nell'attuale dibattito culturale sull'immigrazione, dominino, in Italia, gli stereotipi.Da una parte la solidarietà incondizionata, professata dal mondo cattolico e dell'estrema sinistra, dall'altro la xenofobia della destra estrema, che temo raccolga, su questo tema, la simpatia anche di molti moderati.Un'analisi serena e spassionata del fenomeno immigrazione appare in Italia lontana dal realizzarsi.È facile, invece, che da noi, chi tenti un'interpretazione articolata e basata sui fatti, venga tacciato di razzismo.A mio avviso, l'accettazione del diverso, di chi proviene da altre culture, di chi è povero e soffre la fame, è fuori discussione. La solidarietà, la tolleranza, l'uguaglianza sono valori riconosciuti da tutte le democrazie evolute.Ciò non toglie che anche la sicurezza sia un valore molto sentito dalla totalità dei cittadini. sarebbe arduo negare che l'immigrazione abbia contribuito a incrementare la criminalità e i loschi traffici della malavita. Nel 2006 va attribuito a cittadini stranieri il 36,5% dei reati commessi sul suolo nazionale.Le patrie galere scoppiano per ospitare stranieri dediti a traffici illegali e perniciosi.Anche se generalizzare è sbagliato, e occorre sempre distinguere caso per caso, non è azzardato affermare, sulla base di precisi dati di fatto (a volte è sufficiente leggere le cronache dei giornali), che ci sono etnie, la cui cultura, i cui valori e stili di vita mal si conciliano con i valori delle democrazie occidentali. Così come ci sono comunità di stranieri profondamente ostili all'Occidente. I pericoli che tali dissonanze potrebbero provocare sono, a mio avviso, sottostimati.E sarebbe pure da sottoporre a obiettiva verifica l'altra tesi che va per la maggiore, ossia che l'immigrazione generi ricchezza.Per esempio, molta manodopera che arriva in Italia è dequalificata, offre per lo più lavoro a basso costo a imprenditori poco competitivi sugli scenari internazionali, che risultano essere gli unici a trarre profitto dall'immigrazione, grazie a una sorta di reintroduzione dello schiavismo. Una faccenda insomma che ci fa poco onore. Mentre i costi ingentissimi dell'immigrazione: istruzione, assistenza sociale e sanitaria, formazione lavorativa, servizi vari ricadono sulle spalle della collettività e cioè del cittadino comune, che paga le tasse. Il quale spesso sarebbe pur disposto a fare certi lavori "umili", ma dietro corresponsione di salari più equi.Ultimamente la polemica riguarda i Centri di permanenza temporanei, i cosiddetti Cpt, istituita nel 1998 dalla legge Turco-Napolitano. Coloro che ne denunciano il grave stato di degrado e ne vorrebbero la chiusura, non sanno proporre alternative credibili, che salvaguardino l'ordine pubblico.D'altra parte è vero che solo grazie alla presenza di "badanti" straniere, oggi gli italiani possono procrastinare i gravi problemi che l'invecchiamento della popolazione con la necessaria assistenza agli anziani determina.Come si è soltanto accennato, le questioni connesse all'immigrazione sono tante e tali da ingenerare nel singolo un comprensibile disorientamento.Forse sarebbe prudente, qualora possibile, limitare l'accesso in Italia soltanto a quei lavoratori stranieri qualificati, di cui un'economia evoluta, ma bisognosa di crescita come la nostra, ha davvero bisogno.Scelta anticonformista, che salvaguarderebbe la maggioranza di connazionali alle prese con la disoccupazione e con bilanci familiari che quadrano sempre più a fatica e con una delinquenza con cui si trovano a dover convivere gomito a gomito e da cui si sentono sempre più minacciati.

    Fonte/i: è di uno studente è chiaro e dettagliato ! Spero averti aiutato !
  • 8 anni fa

    Immigrazione e corretta integrazione

    L’immigrazione è un fenomeno che già dall’antichità ha influenzato la politica e l’economia di molti popoli. Negli ultimi anni si è assistito ad un forte aumento del fenomeno dell’immigrazione clandestina,riconducibile per lo più al differente grado di benessere tra stati arretrati e stati ben più sviluppati. Come sottolineano le vicende di cronaca,non c’è giorno che clandestini,disperati che non hanno nulla da perdere,provenienti soprattutto dall’Europa orientale e Nord Africa,corrano ad imbarcarsi su delle precarie imbarcazioni che li porteranno verso quella che credono la salvezza,sopportando fatiche bestiali e rischiando anche di morire durante questo viaggio di speranza. Vari sono i motivi che spingono gli immigrati a stabilirsi nel nostro stato:guerre che coinvolgono gli stati di provenienza,mancanza di lavoro,sogno di trovare benessere nel paese in cui andranno. Questo sogno il più delle volte svanisce,e si ritrovano spesso costretti a inserirsi nel mondo criminale per essere sfruttati e fare nuovi profitti illeciti,come ad esempio nel campo della prostituzione,dello spaccio di droga,furti e lavoro nero. La popolazione italiana su questo riguardo si spacca in due fazioni:la maggior parte vogliono che i clandestini siano rimandati nei loro paesi d’origine,altri credono che sia meglio trattenerli nei centri di accoglienza,e dare loro maggiore assistenza e riguardo in futuro. Purtroppo non abbiamo leggi adeguate per affrontare al meglio questo problema di difficile soluzione. Resta il fatto che siamo ancora oggi diffidenti,troppo diffidenti rispetto a questi immigrati,e i recenti fatti di cronaca che parlano di scippi,incidenti stradali e morti a causa loro,non aiutano in alcun modo a farci un idea differente,anzi ci rendono molto più timorosi e xenofobi nei confronti di questi immigrati. Nella peggiore ipotesi questo rifiuto che abbiamo verso lo straniero può sfociare in una vera e propria forma di razzismo. In un mondo in cui la globalizzazione è considerata di vitale importanza,dobbiamo imparare a conoscere le diversità,coglierne le occasioni ed integrarle nel nostro sistema,nel rispetto e nella salvaguardia del prossimo.

    Traccia:

    Il fenomeno dell’immigrazione clandestina sta dilagando in tutto l’occidente. Prova ad analizzarlo in tutti gli aspetti, senza nasconderne la complessità

    Svolgimento:

    Senza voler semplificare a tutti i costi, potrei però sintetizzare così i termini della questione: “per me clandestino non è uguale a delinquente, ma non per tutti i clandestini c’è un posto, quindi dobbiamo trovare soluzioni alternative”.

    Anzitutto, perché clandestino non è uguale a delinquente? Ma perché tutti noi uomini siamo “clandestini” o comunque di passaggio (un breve passaggio) su questa terra. Inoltre, pur volendo restare alla distinzione giuridica tra quelli dotati di una carta legale e quelli senza, bisogna riflettere sul fatto che i “regolari” di oggi, sono stati, in passato, clandestini. Andando ancora più indietro nel tempo, la nostra stessa storia italiana è caratterizzata dalle immigrazioni delle popolazioni meridionali verso le Americhe prima e verso l'Italia del nord poi. Un secolo fa sulle carrette del mare c’erano gli italiani che cercavano di immigrare in America spesso su imbarcazioni inadeguate, vittime di armatori senza scrupoli. Quindi noi, o almeno alcuni di noi, magari non direttamente ma attraverso nonni o parenti, abbiamo vissuto o, quanto meno, siamo il frutto di queste immigrazioni. Sarebbe assurdo comportarsi duramente con chi sta facendo un’esperienza simile. Assurdo poi scaricare sulle spalle dei clandestini tutti i guai della società, poiché la cronaca ci mostra ogni giorni delinquenti di casa nostra, o anche persone insospettabili, che si macchiano di crimini orrendi. Tornando a parlare degli immigrati extracomunitari, ci tengo a dire che occorre garantire loro il soccorso durante il viaggio in mare, nel corso del quale troppe persone hanno perso la vita. Spesso gli immigrati a bordo sono costretti dagli scafisti a raggiungere la riva a nuoto e molti di essi muoiono (come molti marocchini che si azzardano a nuotare da una costa all'altra dello stretto di Gibilterra). Dice giustamente Don Ciotti che “le morti degli immigrati che non arrivano a destinazione, ma muoiono durante il viaggio sono morti che devono pesare sulle nostre coscienze”. Poi occorre garantire l’accoglienza e l'assistenza umanitaria, una volta che questi sbarcano sulle coste italiane. Infine bisogna evitare ogni tipo di pregiudizio. Gli immigrati non devono essere visti come facili capri espiatori. Talvolta si è scoperto che a compiere delitti di cui era stato incolpato un extracomunitario in realtà era stato un italiano. Questo, però, non può voler dire che si debbano aprire le porte a tutti. Di fatto, questo non è possibile. Sono d’accordo con il favorire la regolarizzazione di chi è in Italia da molto tempo e di chi svolge un lavoro.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.