cosa ne pensate di questo racconto?

so che non è il meglio, ma è il primo romanzo che iniziai a scrivere a dodici anni, so che è pieno di banalità, ma vorrei fare una misurazione con un testo che scrivo adesso, e mi serve il vostro parere, inoltre scusate per i sicuri errori, l'ho lasciato così come l'ho scritto anni fa, per ricevere una critica più pesante possibile, ovviamente non è tutto il racconto, ma l'inizio.

Nella tomba vi erano pochi fiori, ma quei pochi erano da parte di amici cari all’uomo visitato,il ragazzo che vi fece visita era ricurvo sul quella lastra di marmo posta a raffigurare la salma.

Posò il fiore che aveva predestinato per quella tomba, la tomba del suo maestro di spada,di magia e di vita.

Si fermò a guardare il tramonto poi disse: -maestro le ho portato il suo fiore preferito-

Ed appoggiò sul liscio marmo illuminato dalla luce del crepuscolo una margherita bianca,e pensò a quante disavventure avevano passato insieme soffrendo e ridendo insieme.

Aveva due giorni, dopo di che sarebbe partito per raggiungere la guerra, e quei giorni, li voleva trascorrere con il maestro, anche se era morto da ormai una settimana, quegli ultimi giorni di passarli con la propria amata non se ne parlava, e aveva voglia di ricordare tutto quello che aveva visto in tre anni.

La vita trascorreva felice per lui, abitava in una piccola cittadina di nome Trant, il ragazzo viveva in una piccola casa spartana, con una casupola per gli attrezzi, lui e la madre vivevano raccogliendo grano, e il padre era via dalla casa per affari a Nant.

Il ragazzo trascorreva il tempo a giocare con i suoi amici, il suo sogno era diventare un caval mago, cavalieri che impugnano degli stocchi ,arma bianca simile alla spada,ma più sottile e adatto a colpire di punta,dotati di poteri magici e che di solito cavalcano dei cavalli alati definiti “Pegaso”.

Era alto circa un metro e sessanta, i capelli color oro gli cadevano nella fronte spaziosa, occhi azzurro ghiaccio, zigomi non troppo sviluppati,vestito spesso con vestiti sgualciti, pantaloncini color blu, con delle ginocchia sbucciate e il suo nome era Demian.

Un giorno come tanti, anzi il giorno del suo compleanno, era di ritorno dalla piazza, era felicissimo per il suo tredicesimo compleanno

-Mamma,mamma- disse il ragazzo con felicità enorme

- che c’è piccolo mio- disse la madre accarezzandogli i capelli color biondi come l’oro,ma nello stesso tempo con un tono di repressa tristezza,e guardandogli gli occhi color ghiaccio,quasi bianchi.

- oggi c’è il mio compleanno, ma non mi chiamare piccolo, io ormai ho tredici anni, ma dimmi che oggi il babbo verrà al mio compleanno-

- non lo so è ancora a Nant per fare degli affari-.

- non è giusto,il mio babbo dovrebbe essere il primo a venire !-.

- adesso ti preparo una bella torta per il tuo compleanno, ma purtroppo tuo padre è a lavorare, non può venire, è a lavoro per noi due -Disse la donna con un falso sorriso stampato sul viso pallido come la farina che stava impastando.

Il ragazzo cominciò a giocare nel capannone degli attrezzi per aspettare che la torta fosse pronta e già sulle sue labbra gli si posò il dolce sapore della torta,prese un bastone e cominciò a fare finta di essere un caval-mago lottando contro un grosso tubo,e pensò di voler essere un famosissimo caval-mago.

Aggiornamento:

Tutto d’un tratto sentì un rumore strano come dei passi soffocati,si girò e vide un topgron,ovvero un topo grande il triplo del normale,allora il ragazzo strinse il bastone in mano dalla paura,poiché quegli esseri sono molto pericolosi e aggressivi e allora il suo sguardo incrociò gli stretti occhi color nero come la pece e il topgron spalancò la bocca facendo uscire la sua ira e facendo guardare al ragazzo i suoi denti aguzzi che si immaginò piantati sul suo corpo.

Il topgron lo caricò,e appena lo raggiunse lo fece cadere a terra e il ragazzo urlò di dolore perché aveva sentito una fitta lancinante al fianco sinistro,ma si accorse che non era stato ferito dai denti della bestia feroce ma da uno stocco che era nascosto dentro uno straccio, ferendo di striscio il ragazzo ma appena lo vide non pensò alla fitta lancinante che sentiva al fianco ma gli occhi gli si illuminarono ed istintivamente prese lo stocco per l’elsa e girandosi affondò lo stocco sulla spalla della creatura che con un

Aggiornamento 2:

con un urlo che perforava le orecchie annunciò il suo dolore.

La creatura con gli occhi impazziti tentò di caricarlo per l’ennesima volta, allora il ragazzo prima di essere attaccato gli si avventò addosso e brandendo lo stocco gli inferse un altro taglio enorme sull’altra spalla, di nuovo un altro urlo più forte di prima,Dracon alzò lo sguardo e vide l’essere ad un metro da lui con la bocca aperta per azzannarlo,e lui preso dal panico disse delle parole che da allora aveva solo letto su alcuni libri di imprese legate a grandi nomi e dallo stocco uscirono dei piccoli aghi che andarono a segno.

La bestia, cadde riversa al suolo, e il ragazzo aveva il cuore che gli batteva a mille, scrutava lo stocco incrostato di sangue cremisi, con felicità, anche se aveva avuto una paura enorme.

Si accorse dei passi di sua madre che si avvicinava alla capanna, con il cuore ancora impazzito, nascose lo stocco e vide a terra la falce che usava il padre per mietere e lo strinse in pugno,immergendolo sull

Aggiornamento 3:

Il padre si getto sugli aggressori, gli sentì pronunciare le stesse frasi che quel pomeriggio aveva detto lui stesso e dallo stocco ne uscirono delle lame un po’ più spesse e lunghe, che si piantarono tutte sui bersagli,ne rimasero solo due in vita,che si gettarono sull’uomo con enorme furia,il padre parò un affondo, ma in quel momento l’altro soldato, il più grosso gli affondò con forza la sua spada.

Demian,vide una smorfia sulla faccia del padre e un taglio profondo sul fianco sinistro,ma l’uomo non si fece fermare,e con un movimento della mano piantò lo stocco sul fianco sinistro dell’aggressore che dopo l’attacco era rimasto scoperto.

Con una espressione di enorme sforzo il padre alzò lo stocco,e lo piantò al petto del nemico,che si accasciò a terra,allora l’uomo vide che una lama cercava il suo cuore, schivò l’attacco dell’altro nemico scartando di lato, poi disse una magia che fece uscire dallo stocco foglie taglienti.

l’avversario del padre morì e l‘uomo con fatica si diresse

Aggiornamento 4:

Demian si era quasi dimenticato di del capo,e d’improvviso lo vide davanti a se con gli occhi infuriati, il ragazzo lo schivò,ma la sua maglietta si era incagliata sulla sella del destriero,ed il capo appena se ne accorse lo prese per la collottola lo guardò con ferocia negli occhi e gli disse - addio piccolo ******** ,spero che sai volare -

E a quelle parole lo fece cadere nel vuoto, Demian pensò di essere spacciato,e si chiese come avesse fatto a uccidere tutti quegli uomini, da dove era venuta quella furia, forse dalla morte ingiusta del padre.

ormai stava per toccare terra, e chiuse gli occhi per non vedere, quando qualcosa lo tenne per la maglia,alzò la testa e vide un magnifico pegaso bianco come la neve e le ali azzurre,per un po’ rimase stupito da tanta bellezza,ma poi sentì che il destriero lo caricò su di se con un ampio giro del collo e al nitrito del destriero,capì che voleva essere cavalcato da lui.

E come se fosse la cosa più naturale del mondo lo comandò facendolo alzar

1 risposta

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  • Anonimo
    7 anni fa
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    Ciao!! Come hai detto tu ci sono un po' di errori ma se lo sistemi poterebbe essere carino perchè la storia nn è male!!! :)

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