Gli ambienti marini (ecologia)?

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  • Anonimo
    7 anni fa
    Risposta preferita

    I principali fattori ecologici che condizionano la presenza e il mantenimento dell'equilibrio in un ecosistema marino sono:

    -il tipo di substrato dei fondali;

    -la profondità, da cui dipende la penetrazione della luce e la pressione;

    -la salinità, la temperatura, la densità, il colore e la trasparenza dell'acqua, che influiscono sul grado di penetrazione della luce;

    -le correnti, le maree e il moto ondoso.

    In mare vivono molte specie di organismi che si sono adattati a tre forme di vita principali: plancton, necton e benton.

    Il plancton comprende vegetali (fitoplancton) e animali (zooplancton) che vivono sospesi nell'acqua; di dimensioni per lo più microscopiche, sono in genere dotati di scarsa capacità di movimento, per cui sono trasportati dalle correnti. Il fitoplancton comprende alghe unicellulari (come le diatomee) e cianobatteri; sono i produttori primari dell'ecosistema marino (la loro produttività è maggiore rispetto alle grandi alghe pluricellulari che vivono sul fondo, o bentoniche). Lo zooplancton comprende protozoi (foraminiferi e radiolari), meduse e ctenofori, crostacei (come cladoceri e copepodi) e tunicati, che possono costituire grandi colonie galleggianti; fanno parte dello zooplancton anche organismi allo stadio di uova o larva. Lo zooplancton riunisce i consumatori primari.

    Il necton comprende gli animali sospesi nell'acqua in grado di nuotare attivamente vincendo la forza delle correnti: sono soprattutto pesci, alcuni molluschi cefalopodi (calamari), rettili come le tartarughe marine, mammiferi come foche e balene, delfini. Il benton (o benthos) comprende gli animali e i vegetali che vivono sul fondo. Si può distinguere un fitobenton, costituito da alghe e da batteri, e uno zoobenton, composto dagli animali, con rappresentanti di quasi tutti i phyla . In base alla capacità di spostamento si dicono sessili gli organismi che trascorrono la vita adulta fissati sul fondo, come alghe, poriferi (spugne), celenterati (coralli e madrepore, anemoni di mare), cirripedi incrostanti (balani); sedentari gli animali capaci di piccoli spostamenti sul substrato (come gli echinodermi: per esempio, le stelle di mare); vagile, la fauna capace di movimenti veri e propri sul fondo, come crostacei, molluschi e vermi. Altri animali vivono all'interno del substrato (endobenton), nella sabbia e nel fango; sono soprattutto organismi scavatori e detritivori (policheti, bivalvi ecc.). Negli strati inferiori del mare vi sono anche i decompositori, in genere batteri che consumano i detriti di origine organica e i corpi morti degli organismi del necton e del plancton che cadono sul fondo: liberano enormi quantità di sostanze minerali arricchendo le acque più profonde. Secondo la vicinanza alla costa, nell'ambiente marino si distinguono un dominio neritico e un dominio oceanico. Il dominio neritico è la zona del mare più vicina alla costa; comprende, secondo la profondità: una zona intercotidale, la parte di costa compresa tra il livello dell'alta marea e della bassa marea: durante l'alta marea, gli organismi (alghe, cirripedi, gasteropodi ecc.) sono immersi in acqua salata, durante la bassa marea devono affrontare il rischio di disidratazione; una zona litorale, che corrisponde alla piattaforma continentale, fino a circa 200 m di profondità, il limite di penetrazione della luce; la ricchezza di sali minerali trasportati in mare dai fiumi e le profondità non elevate, per cui la luce in genere arriva fino ai fondali, permettono la crescita di una rigogliosa comunità di fitoplancton e di conseguenza di una ricca rete alimentare.

    Il dominio oceanico, o di oceano aperto, comprende, secondo la profondità:

    -una zona fotica, fino a 200-250 m, dove arriva la luce e quindi si sviluppano alghe e fitoplancton alla base della catena alimentare; è la zona più popolata, ricca di plancton e di necton;

    -una zona batiale, che corrisponde, vicino alle coste, alla scarpata continentale, tra 200 e 2000 m circa; non vi arriva la luce e la presenza di organismi viventi è più rarefatta, anche se si rilevano molte specie animali, tra cui echinodermi e calamari giganti;

    -una zona abissale, da 2000 a 4000 m o fino alle massime profondità; ospita una particolare fauna abissale con poche specie animali (in genere pesci predatori, spesso con organi luminescenti, adattati alla forte pressione dell'acqua e alla totale mancanza di luce).

    Il dominio oceanico è l'ambiente marino meno produttivo, paragonabile ai deserti sulla terraferma: la bassa concentrazione di sali minerali nell'acqua non permette lo sviluppo di grandi concentrazioni di fitoplancton e di conseguenza delle comunità marine a esso legate. Sono comunque presenti alcune specie di grossi pesci (pesci pelagici, tra cui squali, pesci spada e tonni).

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