Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureSocietà e culture - Altro · 7 anni fa

Che cos'è l' ufficio del sigillo?

che cos'è l'ufficio del sigillo nel medioevo?

2 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    L'ufficio del sigillo era un particolare luogo in cui le varie persone potenti (papi, imperatori, ecc.) creavano il loro sigillo personale con cui "sigillavano" i propri documenti per darne valore legale e non violare la propria privacy del documento sigillato.

    Questa usanza è ancora in vigore in alcuni paesi del terzo mondo (America Latina) dove su certi documenti estremamenti importanti si pone un sigillo in ceralacca riportante il simbolo della nazione o dell'imperatore o del re o della repubblica, che può essere rimosso solo dal destinatario del documento; questo sigillo in questo caso indica che il documento ivi conservato è originale e mai nessuno fino ad ora l'ha visionato, fotocopiato o modificato. Tale documento sigillato ovviamente va consegnato a mano a un'altra persona presente altrove (stessa nazione o all'estero) la quale avrà l'nica autorizzazione ad aprirlo rompendo suddetto sigillo.

    Qui sotto un articolo tratto da internet proprio adesso.

    La maggior parte dei documenti medievali prodotti dagli uffici di cancelleria di papi, imperatori, re, principi, nobili, ma anche da ordini religiosi, capitoli delle chiese cattedrali e altre istituzioni o personalità, presenta, nella parte finale del documento - il cosiddetto escatocollo - un oggetto singolare, spesso non sufficientemente conosciuto: il sigillo.

    Tecnicamente il termine sigillo, detto anche impronta, indica un oggetto generato da uno strumento che ne consente l’impressione, chiamato matrice o tipario. Volendo ampliare la definizione potremmo dire che il sigillo è un’impronta al positivo ottenuta su di un supporto duttile, mediante una matrice che reca incisi i segni specifici che rappresentano mediante figure e iscrizioni (dette leggende) il suo titolare, cioè la persona fisica o giuridica che ne ha commissionato l’incisione e che ne regola l’uso; la matrice, in quanto strumento che ne consente l’impressione, reca sulla sua superficie i medesimi segni incisi al negativo.

    La prassi sigillatoria appare sin dagli albori della civiltà, millenni prima dell’avvento della scrittura. Presente nelle grandi civiltà mesopotamiche, si diffonde nell’antico Egitto e arriva fino al mondo greco-romano, per poi essere ereditata dall’età medievale. Le matrici sin dall’inizio dell’era storica - successiva alla preistoria - sono realizzate in metallo, prevalentemente bronzo, ma anche in ottone, ferro o acciaio; i sigilli sono in cera, poi anche in ceralacca, carta o metallo.

    Utilizzato nel medioevo come elemento di autenticazione e convalida di un atto in pergamena, il sigillo concorre, con altri elementi tipici (ad es. le sottoscrizioni, i segni dei notai e altri particolari segni apposti sul documento dall’ente produttore come la rota e il bene valete dei privilegi papali) a dare validità giuridica allo scritto. Nelle lettere papali, in particolare, era il solo elemento di convalida e la sua importanza era dunque decisamente notevole.

    Qualsiasi titolare poneva la massima cura nella costruzione del proprio sigillo. Le fonti sigillografiche hanno tramandato, soprattutto negli esemplari rinascimentali, straordinari esempi di opere d’arte, in molti casi di notevole valore artistico. Oggetti che possono fornire allo storico indicazioni rilevanti rispetto ai luoghi, agli usi sociali, alle funzioni genealogiche e araldiche degli ambiti a cui si riferiscono.

    Alla morte del titolare, di regola, la matrice veniva distrutta, per far posto ad una nuova, modificata o reincisa, conforme comunque, alle prerogative del nuovo possessore: anche il sigillo anulare del papa, il cosiddetto anulus piscatoris - impiegato per sigillare un particolare documento pontificio, il breve - alla morte del pontefice veniva distrutto. Questa la ragione principale per la quale il numero delle matrici conservate è oggi irrisorio rispetto a quelle realmente confezionate e utilizzate tra i secoli XI e XVI.

  • 7 anni fa

    L'ufficio del sigillo era un particolare luogo in cui le varie persone potenti (papi, imperatori, ecc.) creavano il loro sigillo personale con cui "sigillavano" i propri documenti per darne valore legale e non violare la propria privacy del documento sigillato.

    Questa usanza è ancora in vigore in alcuni paesi del terzo mondo (America Latina) dove su certi documenti estremamenti importanti si pone un sigillo in ceralacca riportante il simbolo della nazione o dell'imperatore o del re o della repubblica, che può essere rimosso solo dal destinatario del documento; questo sigillo in questo caso indica che il documento ivi conservato è originale e mai nessuno fino ad ora l'ha visionato, fotocopiato o modificato. Tale documento sigillato ovviamente va consegnato a mano a un'altra persona presente altrove (stessa nazione o all'estero) la quale avrà l'nica autorizzazione ad aprirlo rompendo suddetto sigillo.

    Qui sotto un articolo tratto da internet proprio adesso.

    La maggior parte dei documenti medievali prodotti dagli uffici di cancelleria di papi, imperatori, re, principi, nobili, ma anche da ordini religiosi, capitoli delle chiese cattedrali e altre istituzioni o personalità, presenta, nella parte finale del documento - il cosiddetto escatocollo - un oggetto singolare, spesso non sufficientemente conosciuto: il sigillo.

    Tecnicamente il termine sigillo, detto anche impronta, indica un oggetto generato da uno strumento che ne consente l’impressione, chiamato matrice o tipario. Volendo ampliare la definizione potremmo dire che il sigillo è un’impronta al positivo ottenuta su di un supporto duttile, mediante una matrice che reca incisi i segni specifici che rappresentano mediante figure e iscrizioni (dette leggende) il suo titolare, cioè la persona fisica o giuridica che ne ha commissionato l’incisione e che ne regola l’uso; la matrice, in quanto strumento che ne consente l’impressione, reca sulla sua superficie i medesimi segni incisi al negativo.

    La prassi sigillatoria appare sin dagli albori della civiltà, millenni prima dell’avvento della scrittura. Presente nelle grandi civiltà mesopotamiche, si diffonde nell’antico Egitto e arriva fino al mondo greco-romano, per poi essere ereditata dall’età medievale. Le matrici sin dall’inizio dell’era storica - successiva alla preistoria - sono realizzate in metallo, prevalentemente bronzo, ma anche in ottone, ferro o acciaio; i sigilli sono in cera, poi anche in ceralacca, carta o metallo.

    Utilizzato nel medioevo come elemento di autenticazione e convalida di un atto in pergamena, il sigillo concorre, con altri elementi tipici (ad es. le sottoscrizioni, i segni dei notai e altri particolari segni apposti sul documento dall’ente produttore come la rota e il bene valete dei privilegi papali) a dare validità giuridica allo scritto. Nelle lettere papali, in particolare, era il solo elemento di convalida e la sua importanza era dunque decisamente notevole.

    Qualsiasi titolare poneva la massima cura nella costruzione del proprio sigillo. Le fonti sigillografiche hanno tramandato, soprattutto negli esemplari rinascimentali, straordinari esempi di opere d’arte, in molti casi di notevole valore artistico. Oggetti che possono fornire allo storico indicazioni rilevanti rispetto ai luoghi, agli usi sociali, alle funzioni genealogiche e araldiche degli ambiti a cui si riferiscono.

    Alla morte del titolare, di regola, la matrice veniva distrutta, per far posto ad una nuova, modificata o reincisa, conforme comunque, alle prerogative del nuovo possessore: anche il sigillo anulare del papa, il cosiddetto anulus piscatoris - impiegato per sigillare un particolare documento pontificio, il breve - alla morte del pontefice veniva distrutto. Questa la ragione principale per la quale il numero delle matrici conservate è oggi irrisorio rispetto a quelle realmente confezionate e utilizzate tra i secoli XI e XVI.Prego amico ;) studia bene

    Fonte/i: Vengo dal medioevo :D
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