Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 7 anni fa

aiuto!!breve riassunto !10 punti sicuri?

mi servirebbe un breve riassunto sul racconto intitolato "settembre secco " di William Faulkner

2 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Siamo nella periferia di Parigi, più precisamente nel quartiere di Belville, in una fredda mattina. Un’ immensa lastra di ghiaccio a forma di Africa ricopre il manto stradale e una anziana signora sta cercando di raggiungere il marciapiede opposto. Si muove con lentezza, mettendo con fatica una pantofola davanti all’altra. A osservare la scena due immigrati arabi che stanno parlando tra loro sul marciapiede, un bambino col suo cane e un giovane biondo che si precipita ad aiutare la vecchietta in difficoltà. Il 'biondino' è l’ispettore di polizia Vanini, in giro nel quartiere per garantire la sicurezza dei cittadini, e premuroso si avvicina alla donna. Non appena però è sufficientemente vicino, la vecchietta dalla sua borsa della spesa estrae una P38 nascosta tra le cime di verdura ed esplode in faccia al povero Vanini un colpo che ‘trasforma la sua testa in un fiore rosa’. Orrendi fatti di sangue punteggiano la periferia della ville lumière e le indagini del commissario Cercaire sulle tracce dei colpevoli dell’omicidio di Vanini, del commissario Rabdomant affiancato dai colleghi Pastor e Thian impegnati in una pericolosa indagine nel mondo della droga e la curiosità di Julie, una sclerata giornalista si sovrappongono. È proprio la curiosità di Julie che rivelerà la tendenza sempre più diffusa dell’uso di stupefacenti non più tra i giovanissimi, ma tra le persone anziane, che pian piano muoiono senza motivo. Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, è impiegato in una casa editrice e ha l’arduo compito di ascoltare le persone che vengono per fare reclami: quando viene in contatto con alcuni anziani depressi per aiutarli se li porta a casa, dove possono trovare un’atmosfera serena e nuove ragioni per vivere. Del resto Malaussène è la persona più adatta a fare questo ingrato lavoro, perché alla volte basta solo guardarlo per commuoversi anche se si era partiti da casa inferociti per lamentarsi. Di buon grado Malaussène e la sua strampalata quanto numerosa famiglia accudiscono con amore i vecchietti parigini, e un giorno proprio uno degli ospiti gli racconta di aver incontrato una ragazza che gli ha regalato delle pillole contro la tristezza: sarà proprio Malaussène a capire che c’è in atto a Belville un vero e proprio piano organizzato per eliminare i vecchietti dal quartiere. Ma la striscia di sangue che tinge la periferia colpisce anche Julie la giornalista, che viene ritrovata gravemente ferita dopo essere stata barbaramente torturata: poi è la volta di una nuova vittima uccisa a rasoiate. Tra i sospettati: Benjamin Malaussène...

    La Fata Carabina è il secondo capitolo del geniale ciclo di Malaussène, un libro che sapientemente mescola atmosfere gotiche e cupissime a sferzate di ironia pungente: azzeccato l’uso di un linguaggio molto colloquiale che se letto in lingua originale rischia addirittura di non essere colto integralmente per i numerosi modi di dire propri del ‘parigino di periferia’. Pennac trasporta con delicatezza sulle pagine, intessendole in una storia ai limiti della favola metropolitana, piaghe sociali come il dilagare della droga, gli scontri etnici, l’integrazione, o problemi come la vecchiaia, la solitudine, l’abbandono, la violenza. Riesce a farlo con umorismo, spostando continuamente il suo punto di vista, affidando la verità prima ad uno poi a un altro personaggio, narrando pezzi di storie apparentemente slegate tra loro. Resta un denominatore comune, la curiosità di sapere dove l’autore ci sta portando per mano, la voglia di leggere ancora qualcosa, il desiderio di scoprire l’identità di questa misteriosa fata carabina, la fata che trasforma gli uomini in fiore… Sì, rimane. Perché non saremo certo noi a svelare chi sia.

  • viola
    Lv 7
    7 anni fa

    Il buio oltre la siepe, titolo originale To Kill a Mockingbird (Uccidere un usignolo[1]), è un romanzo della scrittrice statunitense Harper Lee, pubblicato nel 1960.

    Ebbe un così immediato successo che, nello stesso anno di uscita, all'autrice fu assegnato il premio Pulitzer.

    In Italia fu pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Feltrinelli nel 1960, nella traduzione di Amalia D'Agostino Schanzer.

    Nel 1962 fu tratto dal romanzo l'omonimo film diretto da Robert Mulligan, vincitore di tre premi Oscar.

    NB = Mi sa che Parigi non c'entra niente ...

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    Jean Louise (Scout) e Jeremy (Jem) Finch, orfani di madre, conducono la loro vita spensierata di ragazzi in una piccola cittadina dell'Alabama negli anni trenta del novecento, accuditi dalla fedele domestica di colore Calpurnia ed educati dal padre Atticus, avvocato dai saldi principi morali e decisamente antirazzista. Fantasticano su Arthur Radley (Boo), un vicino probabilmente affetto da problemi caratteriali, che non hanno mai visto in quanto vive praticamente recluso in casa e dal quale sono attratti, avendone nel medesimo tempo, pur senza un motivo razionale, grande paura.

    La spensieratezza dei due ragazzi, a cui si aggiunge l'amico Dill, viene turbata dalla vicenda di Tom Robinson, un giovane di colore ingiustamente accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza bianca, del quale Atticus Finch, anche per le sue note convinzioni, viene incaricato della difesa. Scout e Jem, assistendo prima a un tentativo di linciaggio e poi al processo che si conclude con l'ingiusta condanna, cui seguirà la morte dell'imputato in un disperato tentativo di fuga, prenderanno coscienza del razzismo imperante nella società americana dell'epoca. Rischieranno anche la vita aggrediti da Bob Ewell, il padre violento della ragazza falsa vittima di Tom, vero responsabile delle percosse alla figlia e desideroso di vendetta perché di fatto smascherato come mentitore dall'avvocato Finch. I due ragazzi verranno salvati da uno sconosciuto che si rivelerà essere proprio il temuto Boo, in realtà di animo buono, affezionatosi osservandoli dall'interno della propria casa nell'allegria dei loro giochi.

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