Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 7 anni fa

A voi, cari psicologi, psichiatri o chi per essi, rivolgo questa richiesta di diagnosi?

Non mi identifico in una società. Io sto fuori e osservo. Amici ne ho pochi e servono fondamentalmente a non rimanere da sola, non è che morirei per loro, non mi riesce di voler realmente bene a qualcuno. Fidarmi mi risulta notevolmente difficile ma anche abbastanza inutile.

Non riesco a uscire, a fare quello che vorrei, a fare quello che ci si aspetterebbe da una persona normale. Per esempio mi piacerebbe anche solo fare un giro in città, andare per negozi, usare lo skate, ma non riesco a farlo da sola. Ho paura a metter piede fuori casa, a meno che si tratti di andare a scuola o buttare la spazzatura: quando esco la mattina con lo zaino sulle spalle non mi preoccupo, c'è un sacco di gente che lo fa, ovviamente; quando devo prendere la spazzatura e percorrere quei cento metri che mi separano dall'isola ecologica, non c'è problema per l'andata: nessuno mi può dir niente perché sto facendo una cosa socialmente utile, il problema è il ritorno. Io. Da sola. Con le mani vuote. Per strada. Non so nemmeno io cosa sia quello che mi spaventa, quello che mi tiene rinchiusa in camera mia da mezzogiorno alla sera.

In più sono esageratamente timida, ma proprio tanto. Questo da sempre, che io sappia, ma va di male in peggio. Sono anche paranoica: mi sento osservata, guardata male, derisa alle spalle, e questo solo quando sono da sola in giro. Odio le feste. Odio essere invitata a uscire il sabato sera e in ogni caso non riesco a stare fuori per più di un'ora o due senza sentirmi "in difficoltà". Altro dato importante: quando uno sconosciuto mi rivolge la parola approcciando con frasi che seguono il modello del "ehi, ma tu sei la cugina della mia amica!"*, dopo un primo momento di entusiasmo (della durata di approssimativamente due o tre minuti), comincio a sentirmi sempre più a disagio perché, mentre gli altri riescono a parlare del più e del meno, io non so mai cosa dire.

La cosa che fatico a capire di me però è un'altra: sento la mancanza di una relazione profonda con una qualsiasi persona, ma allo stesso tempo respingo quasi tutti quelli che mi si avvicinano. Non nel senso che li caccio via, anche se vorrei, ma non mi va bene nessuno. Non sono alla ricerca della perfezione, eh.

Poi. Quando devo intervenire in una discussione in classe, prima di alzare la mano devo comunque essere sicura del fatto che 1) ci sia qualcun'altro che sostenga le mie stesse idee; 2) almeno 24 persone su 30 devono essere distratte; 3) devo avere le idee più che chiare su quello che intendo esporre, cosa che non è scontata come sembra. Alzata la mano, comincio a tremare ancora prima che mi sia concessa la parola. Non convulsamente, ma sento proprio la tensione che sale, probabilmente divento anche rossa. Fuori invece non intervengo mai nelle discussioni, mi limito ad ascoltare e a pensare quello che vorrei dire. Ho una madre molto apprensiva... Non ho mai preso una decisione... Non ho ambizioni... E, fattore determinante, ho quindici anni.

Sicuramente mi sento diversa, ma è un dato di fatto. Non mi trovo a mio agio con la gente. Ditemi qual è il mio problema, se ce n'è uno, perché è come se avessi bisogno di appartenere a una categoria di gente, di essere etichettata con qualcosa.

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*se vengono solo a chiedermi l'ora, va bene.

5 risposte

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  • 7 anni fa
    Migliore risposta

    mh... non so se ho capito: tu ti escludi però allo stesso tempo non vorresti? (in sintesi!) (non so se ho capito)

    è normale essere timidi. certe volte però è una cosa che ci ferma.. cerca di "combattere" la timidezza un po' alla volta. magari di più "sì", quando qualcuno ti chiede di uscire. se non hai altro da fare. ma se è solo per paura.. be un "sì" è così facile da dire! al massimo dopo tirerai un pacco, se proprio non te la senti.. ma ti assicuro che accogliendo le opportunità c'è più probabilità che ci sia il divertimento, no? magari pensi che ti annoierai, o ti sentirai a disagio, però provarci non fa mai male, no?

    hai detto bene: 15 anni SONO un fattore determinante. capita in molti adolescenti sentirsi isolati, sentire il bisogno di fare parte di qualcosa/di qualcuno.. se ti fa sentire meglio essere "etichettata/appartenente a una categoria di gente" perché non lo fai? non è sempre sbagliato, no? se ciò ti da più fiducia in te stessa, perché non dovresti? dal canto mio non mi piace rinchiudermi solo in un genere, di musica, di persone, di libri, di qualunque cosa. ma ovviamente tutti sono diversi. forse semplicemente non hai ancora trovato la TUA categoria. anche se per le persone è un po' diverso.. insomma, se vai a "gusti/cultura personale" le categorie esistono, ma se vai a carattere/personalità è molto difficile trovare una categoria vera e propria, tutti sono diversi e vedono e si comportano con gli altri in modi diversi.

    se ti senti senza scopo... prova a cercarlo! so che sembra banale.... ma la vita ti offre migliaia e migliaia di possibilità, e non parlo di lavoro/soldi, ma di qualunque cosa... una passione, un hobby, qualcosa in cui mettere tutta te stessa e impegnarti, e magari sfogarti. potresti iniziare uno sport: in questo modo ti sfogheresti (produrre adrenalina fa sempre bene, studiare fa produrre tossine!) (kuindi la sQuola fa skifo) e magari piano piano comincerai ad apprezzarlo, e ti impegnerai. è anche un modo per sconfiggere la noia. e se è uno sport di gruppo, be non c'è bisogno di dire niente, no? puoi socializzare senza parlare, se è quello che ti serve.

    a proposito di questo, non c'è sempre bisogno di dire qualcosa. insomma, dipende. certe persone hanno la necessità di riempire tutti i silenzi; una mia amica è così, se non sa cosa dire dice minchiiate o si mette a cantare.. personalmente certi momenti di silenzio mi ci vogliono. anche con un altra persona. se non si sa cosa dire... be non si dice niente, no? non mi sembra così grave.

    ma se ti da fastidio ti do un consiglio (anche io avevo questo problema a 14/15 anni) se non sai cosa dire, magari fai delle domande. forse non te ne può interessare nulla di quella persona, ma così farai parlare l'altro e tu sarai a posto :) e domande banali come sulla scuola o sul tempo libero, o ti ho gia visto da qualche parte... ma comunque se non si ha niente di valido da dire, personalmente preferisco il silenzio. è una caratteristica che apprezzo delle persone, in generale. non c'è sempre bisogno di dire qualcosa. anche perché se non si conosce una persona, di che cavolo vuoi parlare? vuoi che ti racconti la mia vita? e a parte questo odio i convenevoli e le frasi vuote. non riesco a sostenerle. ma questo riguarda me, comunque era per dire che non tutti devono sempre dire qualcosa

    che altro... la storia della spazzatura. che male c'è a non avere niente da fare? insomma, non puoi semplicemente essere uscita a fare una passeggiata da sola, perché avevi voglia di stare da sola? forse ti senti sola e vorresti non esserlo? prova a vedere le persone che ti circondano, quali sono importanti e quali no, spoprattutto quelle con cui ti trovi bene, e per bene io intendo quando c'è spontaneità. se non le hai prova a cercarle... chiudersi non fa bene (dovrei seguirlo pure io sto consiglio) se metti il naso fuori dalla porta le occasioni ti capiteranno.

    insomma. devi pensare positivo. se ti chiudi in te stessa e dici "questo non mi va bene ma non posso cambiare quindi amen" non risolverai niente. ed è la strada più facile, anche se sicuramente non la più felice.

    Fonte/i: ti consiglio davvero di fare uno sport... per esperienza personale, è rigenerante. uno che ti piace. io facevo nuoto, non mi piacciono gli sport di squadra.. vedi tu! puoi farne uno in cui sei da sola, tipo correre o nuotare, o andare in bici, ma se ti da fastidio (come la storia della spazzatura) allora fanne uno di squadra! :) poi io non so la tua situazione bene perché non ti conosco.. mi baso su quello che mi hai detto e su quello che ho vissuto, o ho visto vivere da persone a me vicine.. però ovviamente non è il posto adatto per una diagnosi. ma non ti devi sentire sbagliata, perché non lo sei. l'hai detto tu. il confine tra giusto e sbagliato (come normale e no, eh!) non esiste, siamo noi che ci costruiamo sopra le nostre convinzioni. ma se non ti piaci PUOI cambiare. punto. se ti piaci NON cambiare.
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  • non credo sia il posto giusto per chiedere una diagnosi...

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  • 7 anni fa

    guarda, io ho visto ragazze che hanno esposto problemi simili su dei siti di medici e psicologi e l'unica cosa che hanno saputo rispondere a queste ragazze è stata: "è meglio se parli di persona con uno psicologo prima di fare una diagnosi". Il motivo è che questa specie di "fobia" può essere causata da tante cose diverse, magari fatti del passato o situazioni familiari e chi più ne ha più ne metta, ed è importante quindi capire il perchè nascono queste sensazioni negative e di ansia. (se ti può consolare, dovrei parlare anch'io con qualcuno per più o meno le stesse ragioni). Non so che altro dirti se non: stai tranquilla. Tutto può migliorare!

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  • 7 anni fa

    La causa del problema l'hai detta te....in poche parole che copio e incollo:

    "Ho una madre molto apprensiva... Non ho mai preso una decisione... "

    Non voglio colpevolizzare i genitori ma purtroppo dall'educazione dei figli nei primi anni della crescita dipende in buona parte....tutta la vita che segue dopo.... Magari non per tutti ma per molti è così.

    Abituare i propri figli a socializzare ed essere a loro modo "indipendenti" prendendo anche qualche "decisione" evita questi problemi di cui stai parlando.

    Ora però non è tardi ed è inutile piangere sul latte versato.

    Eviterò di entrare in lunghi sermoni psicologici che ti metterebbero solo confusione :-)

    Mi limito a dirti che ne dovresti parlarne con una persona di fiducia che potrebbe (dovrebbe) essere una coetanea che ti aiuti lentamente ad uscire dal guscio facendo ad esempio qualcosa di nuovo che ti "stacchi" dalla casa ma senza essere sola.

    Ad esempio qualche attività sportiva (palestra?) o qualsiasi altra cosa che ti piace....

    Questo qualcosa come ho appena detto non dovresti farlo da sola ma con un'amica di cui hai fiducia....

    I genitori possono si....dare dei consigli ma la differenza di età è tale che loro non ti possano accompagnare in questo "cammino" visto che....non sei più una bambina.

    Io quindi dividerei il discorso in due parti....

    1)Parlare con i tuoi genitori per avere dei consigli e decidere assieme una qualche attività/hobby che dia una svolta alla tua vita.

    2)Trovare una coetanea che ti accompagni in questa "scelta" e ti aiuti a conquistare la sicurezza che ti manca.

    Mi sembra palese che risolvere il problema da soli è cosa difficile e forzata.

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  • wanial
    Lv 7
    7 anni fa

    Il tuo problema è semplicemente questo: tua madre ti ha trasmesso da sempre la sua insicurezza e non potevi certo venire meglio....vai da uno psicoterapeuta e ti aiuterà sicuramente a toglierti tutta l'insicurezza, portandoti ad avere autostima e ad amare te stessa.......probabilmente chiederà anche di far andare anche la tua mamma, non insieme a te ma da sola..............comunque cerca di risolvere il tuo problema che è risolvibilissimo.Non puoi essere etichettata in una categoria è semplicemente normale cha avvenga questo, e un altro consiglio se puoi e vuoi frequenta un corso di yoga.

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