Riassunto arte romana!! Urgentissimo 10 pnt?

Devo fare sto riassunto per domani -.- ******** aiutatemi, 10 punti

Scusate la bestemmia ma sono incazzata :/

2 risposte

Classificazione
  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    E’ errato pensare che l’arte romana non esista o sia solo una brutta copia di quella greca: questa fu solo la base per una rielaborazione romana originale.

    Esisteva un’arte romana ufficiale e “classicheggiante”,ed una popolare.

    Una volta raggiunto l’equilibrio tra le due, ecco che si avrà la vera arte romana, sebbene sempre di valore artistico inferiore rispetto a quella greca.

    Il ritardo con cui si afferma l’arte romana è dovuto al suo ecclettismo (sempre portato a voler fondere insieme elementi di diversa provenienza) ed il suo oscillare tra tendenza indigene, etrusche, italiche e classiche.

    Il motivo fondamentale e l’originalità dell’arte romana sono la sua FUNZIONALITA’ POLITICA E SOCIALE: le opere d’arte avevano infatti un fine propagandistico ed esaltano la virtus e la grandezza di Roma.

    TECNICA EDILIZIA:

    I Romani dimostrano la massima originalità soprattutto in architettura, essendo, tra tutte la arti, la più PRATICA e FUNZIONALE.

    Nel Lazio e nell’Umbria si era soliti costruire le mura di difesa con blocchi di pietra irregolari incastrati senza calce . A Roma, invece, le mura vengono costruite, secondo l’uso greco, con blocchi di pietra a forma di parallelepipedo e disposti a filari di uguale altezza e spessore, a volte uniti gli uni agli altri per mezzo di grappe metalliche, (OPUS QUADRATUM).

    Ma la più grande novità introdotta dai Romani è sicuramente il CEMENTO (un misto di calce e sabbia pozzolana, una sabbia vulcanica con particolari caratteristiche adesive (OPUS CAEMENTICIUM).

    Si usavano anche blocchetti piramidali con la punta rivolta verso l’interno( tipo gli odierni sanpietrini) in modo che dal di fuori apparisse solo un reticolato (OPUS RETICULATUM).

    A partire dall’età di Augusto, viene usato anche il LATERIZIO, un mattone di argilla non più essiccata al sole, ma cotta in fornace. Il mattone ha molti vantaggi: è economico, leggero e assume molte forme.

    L’architettura romana, a differenza di quella greca che predilige le linee rette, è curvilinea.

    I Romani fanno largo uso di archi, cupole e volte. Quest’ultime servono per coprire vasti spazi.

    L’amore per la curva è visibile in costruzioni come il COLOSSEO o il PATHEON.

    OPERE PUBBLICHE:

    Per poter razionalizzare e semplificare i rapporti con le regioni circostanti, i Romani si danno alla costruzione di strade.

    La strada romana è perfetta sia come solidità del sottofondo sia per il rivestimento superiore, fatto con poligoni di pietra.

    Spesso, per facilitare i passaggi, si dovevano forare le montagne costruendo gallerie e spesso anche ponti, utilizzando la stessa tecnica dell’arco.

    La tecnica dell’arco viene utilizzata anche per la fognature, come la celebre CLOACA MASSIMA, e gli acquedotti. Il primo dei quattordici che Roma ebbe fu voluto da Appio Claudio.

    Perché l’acqua avesse sempre la pressione necessaria per compiere il tragitto voluto, le condotte erano costruite uniformemente discendenti.

    Tramite volte circolari si costruivano anche cisterne sotterranee per la raccolta delle acque convogliate dagli acquedotti.

    Nei teatri, l’arco e le forme curve permettevanodi sostenere il peso degli spettatori, e questo consentiva al teatro di essere una struttura isolata (invece il teatro greco era addossato alle colline. Come nel teatro greco è presente la CAVEA SEMICIRCOLARE, ma si costruiscono scene grandiose. Il più antico fu il Teatro Marcello (11 a.C.) intitolato da Augusto a suo nipote morto. Il più frande e famoso il Colosseo (72-80 d.C.)

    Gli esempi più significativi di città romana sono per esempio Pompei ed Ercolano,perfettamente conservate dopo essere state sepolte dalla famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

  • 8 anni fa

    Per arte romana (senza ulteriori aggettivi) si intende l'arte della Roma antica, dalla fondazione alla caduta dell'Impero d'Occidente, sia nella città di Roma che nel resto d'Italia e nelle province orientali e occidentali. L'arte nella parte orientale dell'Impero, dopo la caduta dell'Occidente, sebbene sia in continuità con la Roma imperiale, viene indicata come arte bizantina.

    Le forme artistiche autoctone, nella fase delle origini e della prima repubblica, sono piuttosto elementari e poco raffinate. Con il contatto con la civiltà greca Roma avrà un atteggiamento ambivalente nei confronti della superiore arte greca: progressivamente ne apprezzerà le forme, mentre proverà disprezzo per gli autori, artisti greci socialmente inferiori nei confronti dei conquistatori romani (lo stesso atteggiamento era tenuto verso filosofi e poeti ellenici). Con il passare dei secoli l'arte greca avrà un sempre maggiore apprezzamento, anche se non mancheranno tendenze autoctone "anticlassiche" che costituiranno un elemento di continuità con l'arte romanica.

    La scultura

    Già nei periodi imperiali la scultura romana era in continuo progresso: i volti sono rappresentati con realismo al contrario dell'arte greca basata soprattutto sul corpo. Ancora a differenza dell'arte greca la scultura romana non rappresenta solo la bellezza ideale ma anche le virtù mortali.

    Il rilievo storico La prima vera e propria forma d'arte romana. Si sviluppa nel tardo periodo repubblicano, quindi nel I secolo a.C, e va oltre penetrando nell'era volgare. Come per il ritratto romano si forma dalla congiunzione del naturalismo ellenistico nella sua forma oggettiva, con i rilievi dell'arte plebea, una corrente legata sia alla mentalità civile e al rito religioso dei romani, e si ha così il suo lo sviluppo. Di questo stile i primi esempi che lo descrivono sono ben riassumibili nel piccolo fregio trionfale del "Tempio di Apollo Sosiano", semplice ed incisivo, riferito appunto al trionfo di Sosio del 34 a.C, ma forse di esecuzione più tarda del 20-17 a.C. Il rilievo simile che poi ritroveremo sviluppato anche in quello dell'altare al centro dell'Ara Pacis. Per questo stile è buon uso ricordare la formula ogni genere letterario per metro diverso, quindi ogni genere corrisponde ad uno stile diverso, causa la sua equità strutturale nel tempo.Il ritratto

    Accompagna il rilievo storico come già detto in precedenza per l'esemplificazione più caratteristica dell'arte romana. Ma le somiglianze nelle cause della loro nascita le portano entrambi ad una origine comune: concepite come manifestazione di un forte legame terreno, oggettivo, che si fugge da ogni illusione metafisica. Il primo però ha le sue radici nell'arte plebea di tradizione medioitalica, il secondo è stato invece creato dall'ambiente patrizio, primo suo specchio.

    Il ritratto prima di tutto esprime una sua originalità direttamente in se stesso, dato che, quello fisionomico, realistico, è pura espressione di una società fortemente moderna dal punto di vista urbano, ed inoltre una società politica molto compatta e robusta sorretta da una classe dirigente che trova la sua forza nella tradizione e nella disponibilità di mezzi. L'origine del ritratto è greca, documentati nel 100 a.C. nel tempio di Samotracia, a Roma poi molto usati, come sculture, rilievi e dipinti. Le prime immagini di questo genere sembrano essere state collocate da un Appio Claudio, forse Pulcro, nella propria casa nello 80 a.C..

    Da questa analisi sembra molto chiaro che il ritratto , come tutta l'arte, e ne è la sua specularità per Roma, almeno per questo primo momento, sembra esprimere ideologia con adattamenti di vari linguaggi formali. Gli elementi fisionomici stessi che sembrano diretta ripresa, lo sono ma solo per una questione idealistica della quale abbiamo tratto in precedenza, quindi da rilegare allo "ius imaginum", ma non derivazione delle maschere mortuarie anche se poi ne saranno la sostituzione.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.