Paola ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 7 anni fa

Commento sulle poesie " La ginestra " e " a se stesso " di Leopardi?

desidero soltanto i commenti niente riassunti o parafrasi grazie mille

1 risposta

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    LA GINESTRA

    Composta nel 1836 la ginestra è l’espressione della poetica che caratterizzò gli ultimi anni di Leopardi, non più idilliaca ma eroica in cui il poeta difende le proprie posizioni e il proprio pensiero più caparbiamente e coraggiosamente. La poesia è stata ispirata dalla vivida impressione lasciata nell’animo del poeta dalla visione del fiore della ginestra sulle pendici del Vesuvio

    A SE STESSO

    La lirica è siognificatica di un aspetto del tutto particolare della poetica leopardiana, meturato negli ultimi anni della vita del poeta e, per la sua novità, messo in particolare rilievo dagli studiosi.

    In alcune liriche degli ultimi anni, infatti, egli sembra assumere nei confronti della vita, del destino e del dolore un atteggiamento più deciso e più combattivo, "eroico".

    Leopardi riconosce con disperata lucidità la fine di tutte le sue illusioni, ma invece di abbandonarsi ad uno stanco e desolato lamento reagisce con accenti quasi di ribellione, ammonendo se stesso a non credere mai più alle lusinghe dell'amore: con lucida e razionale presa di coscienza della propria condizione di infelicità, che corrisponde alla condizione di tutti gli uomini, egli accetta coraggiosamente la realtà e si dispone ad affrontare la propria sorte di dolore con una decisa affermazione di se stesso, della propria dignità e del proprio valore.

    La lingua e lo stile riflettono questo nuovo atteggiamento del poeta. Il testo, infatti, è caratterizzato da una lingua essenziale e incisiva, privo di notazioni descrittive o sentimentali. Il ritmo è aspro e martellante: i versi sono spezzati dal rapido succedersi di periodi brevi e fitti e da numerosi enjambements. Il tono dell'insieme, più che lirico, risulta epigrafico e sentenzioso.

    Il poeta si rivolge al proprio cuore e lo invita a smettere di soffrire. L'ultima delusione che ha patito - gli dice - sia veramente l'ultima, perchè al mondo non c'è nulla per cui valga la pena di soffrire.

    Leopardi compose questa lirica fra il 1833 e il 1835, quando scoprì che la donna che amava non provava per lui alcun sentimento. Ma l'amore, o meglio il crollo di ogni speranza amorosa, è solo l'occasione del canto.

    Nella lirica, il poeta esprime più che altro la volontà di non lasciarsi più illudere da nulla e di affrontare il destino con dignità e fermezza, nella consapevolezza dell'assoluta vanità di tutto ciò che lo circonda.

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