Mi fate una tema sul bullismo che portero all esame scritto?

5 risposte

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  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Negli ultimi tempi, giornali e telegiornali trattano di vicende assai gravi:

    gruppi di ragazzini e ragazzine che picchiano e filmano l’ aggressione.

    Questi ragazzi, sono soggetti al bullismo.

    In Italia viene considerato “bullo” una persona esibizionista, molte volte sbruffone, che ama fare il gradasso e che la maggior parte delle volte si approfitta dei più “deboli”.

    In verità, il bullismo non è una forza, ma debolezza e il perché lo si capisce ragionando: se un ragazzo picchia o minaccia un altro individuo è per sentirsi forte, e gli fa piacere sentirsi così perché non riesce a esprimere in un altro modo

    le sue “doti”.

    Secondo me, non serve essere violenti per far vedere che si è forti: basta essere gentili ed educati; in questo modo si dimostra anche di avere un buon carattere.

    Una cosa però è certa: i bulli hanno i loro problemi e cosa ancor più certa, non sono seguiti dai loro genitori, i quali non stando vicini ai figli per diverse ragioni, hanno dei “sensi di colpa”.

    I bulli di solito cercano di attirare l’ attenzione di altre persone e perciò si comportano stupidamente.

    Infatti pensano che la prepotenza regni; in qualche scuola i prepotenti sono ammirati dagli altri, riescono ad ottenere ciò che vogliono e hanno meno problemi di essere vittime di altri simili.

    Sono aggressivi e impulsivi, compiono azioni senza pensare alle conseguenze; trovano divertente dominare sugli altri, soprattutto quando poi si fa parte di un gruppo che molesta qualcuno. Inoltre se un bullo continua a esser prepotente per un determinato periodo, perde la “paura e la compassione” per gli altri.

    Io un bullo lo definisco come ho appena scritto, e in parole più semplici, lo vedo come un debole che ha bisogno anche del giudizio degli altri per sentirsi più forte.

    Risono poi dei gravi episodi, accaduti sempre per mano dei bulli.

    A Bari, per esempio, un ragazzino di tredici anni è stato ricoverato in ospedale per una lesione al timpano dopo che cinque suoi compagni di scuola lo hanno bersagliato con petardi che sono esplosi addosso al tredicenne.

    Un altro episodio di bullismo si è svolto in un’ altra scuola di Bari dove altri sei ragazzini, tra cui tre ragazze, hanno costretto per più giorni una ragazzina, facendole fare docce fredde nei bagni degli spogliatoi della scuola.

    Quando ho sentito tutto ciò, sono rimasta inorridita, per di più delusa dall’ atteggiamento di altri adolescenti che anno all’ incirca la mia età.

    Più che altro, sono rimasta sorpresa nel sapere che anche tra le ragazze c’è il fenomeno del bullismo.

    Di sicuro, questo si nota di più nei maschi; per le femmine però è diverso: incominciano a creare i loro “gruppetti” fin dalle elementari e man mano che crescono diventano più cattive. Sembrerebbe che siano in “competizione” con i loro compagni maschi: infatti sono molto più aggressive e spietate.

    Ma tutto ciò deve pur avere un inizio!

    Questi ragazzi diventano così prendendo esempio dai loro coetanei, fratelli o genitori stessi.

    Se un bambino cresce in mezzo all’ aggressività e alla cattiveria, sarà molto difficile che da grande sia buono e gentile, ma anche perché gli manca l’ educazione.

    Secondo me, sarebbe molto utile la presenza di un bravo psicologo nelle scuole: i ragazzi con questi problemi, segnalati dagli insegnanti e dal preside stesso, dovrebbero fare degli incontri con queste persone in modo da capire il perché del loro atteggiamento irresponsabile e cercare di correggerlo.

    Tempo fa avevo letto un libro di cui purtroppo non ricordo né l’ autore né il titolo, ma ricordo bene l’ argomento trattato: un ragazzino avendo un atteggiamento da bullo, fu mandato dalla psicologa scolastica.

    All’ inizio il ragazzo rifiutava di andarci, ma alla fine, era riuscito a ritrovare nella psicologa una figura materna; grazie all’ affetto della donna, quel ragazzino era diventato buono: tutta la sua cattiveria era sparita.

    È importante correggere l’ atteggiamento dei bulli: prima si provvede, maggiore sarà la probabilità che il ragazzo o la ragazza cambi.

  • 8 anni fa

    Guarda, è meglio che ti metti a farlo da solo...non ci saranno sempre answerini pronti a farti i compiti, e quando sarai al liceo dovrai fare tt tu e studiare e mettercela tutta altrimenti non arrivi da nessuna parte

  • Milian
    Lv 4
    8 anni fa

    come vorrei regalarti un po degli anni di questa vita mia..

    http://www.youtube.com/watch?v=w7gOJ8yEse4

    Youtube thumbnail

  • 8 anni fa

    Il bullismo nella scuola.Quali sono le cause?Quali sono le possibili soluzioni?

    Il tema del bullismo preoccupa,ma difficilmente si riesce ad avvertire le cause e,quindi,a identificare le possibili soluzioni del problema.Penso che il bullismo sia il risultato,il cocktail,di un insieme di circostanze.Sicuramente la crisi della famiglia e della scuola giocano un ruolo di primo ordine.I cattivi modelli presentati dai mass media e l’ambiente culturale confuso e amorale,completano il panorama.Il clima “culturale” indisciplinato e maleducato,però,sommerge le famiglie nella disperazione e nel sentimento di incapacità per educare efficacemente i propri figli.Quando la famiglia non se la sente e la scuola persevera nella clamorosa crisi d’identità,è importante pensare ad un aiuto esterno:il “terzo ambiente”.In altre parole,si sente il bisogno urgente del nuovo oratorio,di quel gruppo positivo di amici,di una comunità di famiglie che si aiuti nella creazione di un ambiente alternativo,sano,equilibrato,capace di creare le condizione per contrapporsi alla negatività pseudoculturale odierno.Un esempio:“Durante la ricreazione,Alessandro,un alunno di seconda media,si avvicina a Luca e mentre con una mano gli torce il braccio dietro la schiena,con l’altra gli punta un coltellino sotto la gola costringendolo a ripetere davanti a un gruppo di compagni:”Sono il tuo schiavo e tu sei il mio padrone”.Non siamo in una scuola del Bronx ,ma in una scuola media del Veneto.Da diverso tempo anche in Italia il fenomeno del bullismo viene riconosciuto come uno spiacevole aspetto della vita scolastica.E’ opportuno però fare una chiarificazione:bullismo è la traduzione della parola inglese“bulling”che ha un significato un po’ diverso rispetto all’accezione italiana.Tradizionalmente,nel nostro Paese viene considerato“bullo”un individuo dotato di molto esibizionismo,piuttosto sbruffone,che ama fare il gradasso e che spesso tende a prevaricare,senza mai però raggiungere quelle caratteristiche di cattiveria e di sadismo che invece sono tipici del fenomeno del bullismo così come viene spesso osservato in ambito scolastico.E’ quindi da considerare impropria la traduzione del termine“bulling”con bullismo,anche se ormai tale errata traduzione è ampiamente diffusa nel nostro Paese.

    Varie ricerche sull’argomento hanno evidenziato alcuni fattori che possono predisporre alcuni alunni ad assumere il ruolo di bulli:

    Pensano che la prepotenza paghi;in qualche scuola i prepotenti sono ammirati dagli altri,riescono ad ottenere quello che vogliono ed hanno meno probabilità degli altri di essere vittimizzati.Sono aggressivi ed impulsivi,il che li rende costituzionalmente più inclini ad intraprendere comportamenti da bullo.Si compiacciono della sottomissione degli altri,trovano gratificante dominare gli altri e ottenere da loro accondiscendenza e complicità.Fare i prepotenti è coerente con l’immagine potente o di duro;si tratta di uno stereotipo diffuso specialmente tra i maschi,ma sempre più anche nelle femmine.Sembra una cosa divertente,specialmente quando si fa parte di un gruppo che molesta qualcuno.Hanno livelli bassi di empatia,per cui il prepotente è insensibile all’evidente sofferenza degli altri.Il pregiudizio li porta a credere che alcuni tipi di persone si meritino di essere prevaricati;ad esempio,persone di un gruppo etnico differente o ad orientamento sessuale diverso.Una generale ostilità verso gli altri che è stata generata da esperienze negative con genitori e parenti,specialmente il sentirsi non amati e/o ipercontrollati.Sono stati influenzati da“modelli”aggressivi,nella vita reale e/o guardando film e video violenti.La vittima è percepita come se avesse provocato il trattamento negativo;comunemente,i bulli considerano il proprio comportamento prevaricatore come una“vendetta”.ll raggiungimento dell’obiettivo desiderato è considerato più importante dei brutali mezzi impiegati per ottenerlo. Ciò si applica in particolar modo ad alcune persone che si trovano ad occupare una posizione di controllo e di potere.Lo considerano parte della loro condizione; ad esempio in seguito al fatto di essere sempre stati trattati come alunni particolarmente problematici.”

    Spero di esserti stata d'aiuto :D

    Fonte/i: Temi fatti in passato
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  • 8 anni fa

    BULLISMO ( mobbing in età evolutiva ) : questo è il termine di nuova generazione per indicare atti di violenza a scuola generalmente nel periodo adolescenziale e pre - adolescenziale. Sono molti i fatti di cronaca dove i ragazzi violenti che compiono atti di questo tipo trovano risposta da parte delle autorità competenti che, prontamente, prendono posizione contro i malfattori; ma, purtroppo, sono tantissime anche le situazioni di bullismo ( mobbing a scuola ) dove la vittima di violenza e la sua famiglia non trovano il coraggio di denunciare. Bisogna sempre tenere presente che più sono le sentenze di bullismo ( mobbing in età evolutiva ), più sarà possibile avvicinarci ad un riconoscimento giuridico della violenza tra ragazzi in particolari ambienti e modalità. Bisogna denunciare per arrivare ad un riconoscimento di questo tipo. Bisogna evitare che il bullismo manifestato a scuola ( come in altri ambienti ) sia fonte di seri danni per altre persone, vittime innocenti di quello che è oramai una vera e propria calamità sociale! Troppe sono le vittime e troppo è il silenzio… scuole e violenza sono termini che non devono andare affiancati: inevitabile, per le vittime e non solo, sarebbe aggiungere a questo terribile binomio la parola “paura” ! Derisioni, umiliazioni, lesioni, minacce, rabbia, notti insonni... è ora di dire stop al bullismo! è ora di dire stop al mobbing tra i banchi di scuola... è ora di dire un forte si alla legalità e al rispetto!

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