Anonimo
Anonimo ha chiesto in Bellezza e stilePelle e corpoPelle e corpo - Altro · 7 anni fa

Piercing ombelico... Gentamicina per infezione?

Gentamicina per curare l'infezione all'ombelico la posso mettere col piercing indosso?

2 risposte

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  • Anonimo
    7 anni fa
    Risposta preferita

    Ipersensibilità agli aminoglicosidi: non somministrare la gentamicina in caso di ipersensibilità verso altri antibiotici della stessa classe per il rischio di ipersensibilità crociata[1].

    Insufficienza renale: nei pazienti con insufficienza renale aggiustare il dosaggio di gentamicina riducendo la dose e/o aumentando l’intervallo di tempo fra due dosi successive. Monitorare la funzionalità uditiva, vestibolare e renale; in caso di oliguria, iperazotemia o diminuzione dell’udito, sospendere il trattamento antibiotico. Nei pazienti in dialisi, la somministrazione della gentamicina deve essere successiva alla sessione di dialisi[1].

    Miastenia grave, botulismo infantile, morbo di Parkinson: poiché gli antibiotici aminoglicosidici possono provocare grave debolezza muscolare, è richiesta cautela nella somministrazione della gentamicina in pazienti affetti da miastenia grave, botulismo infantile o morbo di Parkinson[1].

    Ototossicità: poiché gli antibiotici aminoglicosidici sono potenzialmente ototossici, la gentamicina non deve essere somministrata a pazienti con disfunzioni uditive (specialmente quando è coinvolto l’ottavo paio di nervi cranici) per evitare un’ulteriore perdita di udito[1].

    Infezioni lievi del tratto urinario: in caso di infezioni non gravi delle vie urinarie, non somministrare gentamicina a causa della sua nefrotossicità[1].

    Infezioni stafilococciche: nel trattamento delle infezione stafilococciche, la gentamicina non deve essere impiegata in monoterapia[1].

    Somministrazione topica: il trattamento prolungato con farmaci somministrati per via topica, inclusa gentamicina, può indurre fenomeni di sensibilizzazione. Nel caso sospendere l’applicazione topica di gentamicina[1].

    Resistenza: la gentamicina può indurre resistenza batterica soprattutto quando somministrata per via topica. In caso di superinfezioni sospendere l’antibiotico e instaurare una terapia farmacologica adeguata[1].

    Bloccanti neuromuscolari, solfato di magnesio, antiemetici, farmaci ototossici (acido etacrinico, bumetamide, furosemide, vancomicina) e farmaci nefrotossici (amfotericina B, cefalosporine, ciclosporina, cisplatino, enfluorano, furosemide, vancomicina): la gentamicina non deve essere somministrata in associazione a questi farmaci[1].

    Metotrexato: evitare la somministrazione di gentamicina con metotrexato. In caso contrario diminuire la dose di metotrexato[1].

    Carbenicillina e ticarcillina: in caso di somministrazione concomitante di gentamicina con carbenicillina e ticarcillina, controllare i livelli plasmatici dell’aminoglicoside perché le penicilline legano l’aminoglicoside e lo inattivano. Prima di effettuare la misurazione della concentrazione plasmatica di gentamicina, congelare il campione di sangue perché il fenomeno di inattivazione si verifica a temperatura ambiente[1].

    Digossina: controllare la digossiemia quando la gentamicina viene somministrata in associazione a digossina. L’interazione farmacologica si può verificare anche se i farmaci sono assunti a distanza di tempo[1].

    Indometacina: la somministrazione concomitante di gentamicina e indometacina richiede una diminuzione del dosaggio dell’antibiotico ed un monitoraggio periodico dei suoi livelli plasmatici[1].

    Neonati e pazienti anziani: poiché i neonati (età < 1 mese) e gli anziani (eta > 65 anni) risultano più esposti al rischio di nefrotossicità da aminoglicosidi, la gentamicina deve essere somministrata con cautela. La somministrazione intramuscolare di gentamicina nei neonati è erratica[1].

    Gravidanza: la gentamicina non deve essere somministrata nelle donne in gravidanza perché l’esposizione materna al farmaco può determinare ototossicità nel feto[1].

    Allattamento: non è raccomandato l’uso della gentamicina durante l’allattamento in quanto potrebbe comportare l’insorgenza di effetti collaterali da aminoglicosidi nel lattante[1].

    Sodio metabisolfito: verificare la presenza fra gli eccipienti di sodio metabisolfito. Questo sale può scatenare reazioni di tipo allergico ed attacchi di broncocostrizione grave in pazienti sensibili e negli asmatici[1].

    Parabeni: i parabeni (metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato), impiegati come conservanti, possono provocare reazioni allergiche, generalmente di tipo ritardato.

    Clorocresolo: il clorocresolo, contenuto in alcune formulazioni di gentamicina come eccipiente, può risultare allergenico.

    Alcol cetostearilico: in seguito all’applicazione di forme farmaceutiche di gentamicina contenenti alcol cetostearilico, si sono verificati dermatiti da contatto.

    Incompatibilità: la gentamicina risulta incompatibile con alcune soluzioni per la nutrizione parenterale, con furosemide, bicarbonato di sodio, eparina

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  • 3 anni fa

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