Ti ha rotto o tagliato le scatole il rasoio di Occam? Ti sembra più benefico o più malefico?

http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam

E i filosofi lo usano ancora? Ma ancora allegramente o con circospezione e sospetto?

Aggiornamento:

"Come si fa a scegliere tra le ipotesi?"

A: quella più bella, o a caso! Non sarebbe una rasojata anche questo modo di fare, semmai affine al titolo di un libro "Va' dove ti porta il cuore", e affine alla scelta di Paride. Propongo di chiamare questo modo di procedere "la scelta di Paride".

B: NON SCEGLIERE! Perché mai si dovrebbe scegliere tra un ventaglio di modelli preconfezionati? Osserva il problema e trova dall'oggetto stesso le spiegazioni!

D'accordo che non siamo abituati e neppure educati a questo e ci sembra a volte impossibile e forse davvero a volte resterà impossibile; ma sicuro? Proviamoci!

Es.: ricordo una lettura dell'anno 2000 (o circa) da una rivista: un tizio si era rivolto a un centro di assistenza di qualche produttore di computer lamentando che il portabicchieri si era rotto.

Dopo parecchi minuti d'intervista il tecnico capì che il cliente si riferiva al lettore di CD (di un portatile, mi pare).

Il cliente aveva

Aggiornamento 2:

visto un oggetto e l'aveva collegato a qualcosa a lui noto, e l'aveva classificato nel modo più semplice, forse rapidissimamente e inavvertitamente. Qui la rapidità d'intelletto fa danni!

Se fosse stato capace di pensare più lentamente e di osservare il proprio pensiero, avrebbe potuto eventualmente accorgersi dell'accomunamento a oggetti già noti, forse avrebbe proseguito su quella strada e l'avrebbe rotto, però poi gli sarebbe stato più facile connettere che forse non era un portabicchiere.

A parte la velocità di pensiero e di coscienza, che è un altro tema,

uno potrebbe trovare l'oggetto simile a un portabicchiere, e dirsi: "cos'è 'sta roba? Sembra un portabicchiere, ok grazie al mio apparato di mente rustica che mi ha proposto la cosa, ma giacché non sono in pericolo imminente di morte vediamo con calma COS'è: allora, è delicato, mosso con un motorino e un tasto, collegato a un computer, ha una superficie tonda... se ci mettessi sopra qualco

Aggiornamento 3:

sa di forma congrua verrebbe immessa nel computer anch'essa..."

E così per la salute: accantono gli umani per l'esempio, poiché sono troppo complessi e io sono semplice e insensato quasi come una lama, IN QUESTO MOMENTO... e in questo spazietto;

propongo ad es. una pianticella striminzita, un bonsai: possiamo notare che ha il vaso tutto pieno di radici: gli manca spazio, gli manca suolo! Lo si collochi in un suolo aperto o in un vaso maggiore, e crescerà più rigoglioso. Poniamo una pianta in una stanza con una sola finestrina: la pianta sarà eventualmente eziolata ed esile, ma orientata alla luce: ma allora contentiamola e poniamola al sole, così s'irrobustirà!

Insomma le soluzioni potrebbero essere suggerite dagli stessi oggetti (e complessi di oggetti) problematici, osservati e ascoltati nei loro processi!

C: E questo mi pare che sia uno dei modi proposti da Rudolf Steiner per sviluppare una specie di veggenza.

La "veggenza" sarebbe una parola che compr

Aggiornamento 4:

ende un'assieme di abilità percettive-intellettive.

Es. opposto: "la valle dei ciechi", racconto di H.G.Wells riassunto su http://books.google.it/books?id=ZsNchl0Y… ("L'arte di essere se stessi. Vivere il presente"

- Di Carlos G. Vallés): i ciechi odono gli uccelli e la spiegazione più semplice è che siano angeli.

Notano stranezze comportamentali dal forestiero, notano che ha anomali globi nelle orbite, e la spiegazione più semplice è che siano tali globi le "pietre della follia".

Potrebbero interrogare il soggetto bizzarro (schizotipico),

ma prendendolo sul serio! non solo fingendo di prenderlo sul serio, non soltanto rispettandolo umanamente "poverino lasciamolo parlare"; e questo vale pure per chi ha allucinazioni.

Potrebbero sviluppare la vista e riconoscere come sono gli "angeli" e che senso hanno i bitorzoli in faccia.

Aggiornamento 5:

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Questi DETTAGLI AGGIUNTIVI sono posteriori alle prime 4 risposte.

Aggiornamento 6:

AGGIUNGO DOPO LA 7' RISPOSTA:

Ho discorso sull'eccesso di velocità nel pensiero nella pagina http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=201...

7 risposte

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Non h idea se i filosofi lo usino ancora, ma posso dirti che in tutto il resto delle branche dell'esistenza è un modus pensandi che viene utilizzato eccome. Da tecnico informatico è l'approccio standard. E credo lo sia ovunque. A rendere complicate le cose si fa sempre in tempo.

    Nel mio caso specifico, l'ho trovato seppure sensato, alquanto pericoloso. Perchè applicato alla medicina, a me ha provocato solo problemi. Ha creato un muro di gomma e un processo a catena di scaricabarile. Facendo perdere tempo e banalizzando qualcosa che poi è diventato forse troppo grande e troppo troppo da gestire e da comprendere.

    In realtà mi ha distrutto l'esistenza. Ma il colmo è che come approccio non posso contestarlo. Solo credo che ci voglia la persona giusta e l'apertura mentale appropriata per comprendere quando sia il caso di toglierselo dalle mani e cercare in quelle viuzze più contorte la risoluzione ad un problema.

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    La B in assoluto. E cito " la rapidità d'intelletto fa danni " . Fa danni se ci si ferma alla prima impressione. Se il cervello non ha lo spunto ad andare oltre. Per la cronaca era un pc fisso. Comunque splendido esempio quello del bonsai. ; )

    Alle volte l'approccio più complicato potrebbe rivelarsi quello più semplice. Notare quello che passa inosservato e che non sembra avere senso. Si guadagnerebbe tempo che si spreca cercando di puntare sul metodo base con cui si affrontano i problemi. Alla fine comunque un dilemma gigantesco. E una risposta sicura è impossibile da avere e da dare... perchè non si sa mai e come si farebbe si sbaglierebbe... criptico ma è anche l'ora che obnubila un pensiero costante. Odio Occam e vorrei adoperare il suo rasoio contro di lui. Ma allo stesso tempo combatto col rendermi conto che sia logico quanto non mai. In medio stat virtus. O meglio. Nella capacita di passare dal rasoio al microscopio e all'onanismo mentale dell'ufficio complicazioni affari semplici. PEr non limitarsi e gettare la spugna dicendo non è possibile. Mai associato Il principio del rasoio di Occam con una certa arroganza intellettuale?

  • gigho
    Lv 6
    7 anni fa

    Mi è piaciuto moltissimo il tuo esempio, in buona sostanza funziona proprio così: a parità di dati disponibili (e senza violare il principio di non contraddizione) tra N teorie che spiegano un fenomeno, la più semplice tende ad essere quella "vera". Insomma, si prende il centro e si scarta il resto puntando tutto laddove si dovrebbe avere più probabilità di portarci a casa qualcosa di "vero".

    Il problema è: ci offre davvero qualcosa di vero? Mi sembra che questo benedetto rasoio dica sostanzialmente che la verità è quella che ci è dato conoscere e non quella vera. E siccome trovo i metodi empirici di indagine assolutamente identici alle nostre possibilità reali di osservare l'universo, mi viene il dubbio che la verità quella vera, sia solo un miraggio, un'idea nella nostra mente adeguata a razionalizzare le nostre percezioni, una chiave di lettura a portata d'uomo più che una condizione oggettiva e intrinseca a ciò che è reale.

    Io credo ci offra la teoria più razionale (o se vogliamo, più probabile attualmente) ma non necessariamente si parla di verità.

    Poi, sa vogliamo, possiamo usare il rasoio alla maniera di Russell, il quale lo vedeva più o meno così: tra fatti osservati, postulo il minor numero di enti per spiegare tali fatti, ma non mi pronuncio sugli altri. Così facendo, Russell, si proponeva la diminuzione drastica della probabilità d'errore.

  • 7 anni fa

    @Non ho intenzione di dilungarmi dal momento che ritengo la mia risposta più che esaustiva. L' unica cosa che voglio aggiungere è che qualsiasi sintesi può essere valida per il pensatore per cercare un po' di chiarezza nel suo pensiero, non per redigere scelte tagliando parti dell' argomentazione. Nessuno può stabilire a priori quale sia qualsiasi taglio o resezione, se pur fatto in un senso semplificativo, senza fare danni a tutta l' argomentazione. E' sempre il pensatore che può raggiungere una sua opinione su di un argomento, ma mai farlo sul generale. Esso deve rimanere corposo perché anche la più piccola sfaccettatura di un concetto può essere importante. Grazie e a presto.

    @Grazie locuzione per essermi venuto a cercare. Ma è troppo tardi. E non ho più le idee chiare. Naturalmente so il contesto ma evito di rispondere adesso, Potrei essere poco chiaro. A domani.

    Nè l' uno Nè l'altro. Do pienamente ragione a Klusky (ciao Klusky). E' solo inutile. Un farneticamento di chi non riesce a prospettare gli argomenti nella sua complessità e li taglia. Probabilmente perché fa comodo a lui. Un' altra delle assurdità filosofiche. Lasciamola dove si trova a dimostrazione di ciò che non può essere filosofico. Grazie della domanda. Per altro è un' arma che appare in una delle espansioni di Fallout 3. La Bethesda è sempre favolosa in queste prese in giro. A presto.

  • Geo
    Lv 7
    7 anni fa

    A me sta antipatico.

    Come si fa a dire quali elementi siano superflui? E' bello semplificare ma se facendolo si perviene a qualcosa di convincente solo teoricamente si arriva all'assurdo di eliminare ipotesi "molto più convincenti".

    .......

    Ciao @ Garbino :-)

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  • 7 anni fa

    Il rasoio di Occam è un principio di sintesi, il che non equivale a mancanza di riflessione, piuttosto significa valutare e assumere come migliore la struttura interpretativa più chiara e efficace.

    Scegliere il minor numero possibile di elementi per spiegare un fenomeno vuol dire scegliere solamente quegli elementi essenziali effettivamente implicati nella determinazione del fenomeno, in modo che sia semplice riprodurlo e prevederlo.

    Come principio tecnico lo trovo validissimo, e in un' ottica pragmatista è valido anche come principio teorico: giacché ogni teoria è un' interpretazione arbitraria di un fenomeno il cui unico scopo è attribuire significato ad una rilevazione empirica per renderla pensabile e gestibile, allora è utile adottare come criterio di scelta tra le infinite teorie possibili che interpretino il fenomeno quello della semplicità.

    Negli esempi che porti in realtà non è applicato il rasoio di Occam, che prevede come requisito fondamentale per la valutazione la validità della teoria (=riscontrabilità empirica, o se vogliamo, falsificabilità).

    Aggiungo che il rasoio di Occam non credo riguardi unicamente l' ambito tecnico-scientifico, ma che possa essere assunto come principio chiarificatore generale: serve ad individuare la struttura essenziale dei concetti sfrondandoli di elementi impropri e rivelando la semantica corretta (giacché un concetto non può essere vago e equivoco, ma limitato e preciso).

    Perfino la buona poesia può avvalersi del rasoio di Occam: questo infatti non è sinonimo di brevità, pochezza e superficialità, è una regola per costruire pensieri precisi (nel senso di significanti), evitando la superficialità e inconsistenza di pensieri che tornano su loro stessi senza realmente esprimere alcunché.

  • 7 anni fa

    Il problema del rasoio di Occam è che spesso viene usato come un'accetta e così combina sconquassi. In realtà dovrebbe essere accettato per quello che è: un modo di risolvere dilemmi quando non si sa che pesci pigliare, allora si taglia corto e si predilige la soluzione più economica, ossia più semplice,che dunque costa meno in termini di spiegazione (c'è chi in preda a demenza acuta arriva persino a contare le lettere necessarie per prediligere una spiegazione a un'altra). L'arbitrio è pensare che le cose stiano proprio così, che anch'esse siano guidate da una ragione economica, dato che la natura è per ontologica necessità una sorta di ragioniere calcolatore che tiene il bilancio del dare e dell'avere né più né meno di un funzionario contabile (e poi ci vengono a raccontare che la scienza evita l'antropoformizzazione della natura!)

    Tu giustamente vieni a proporre della alternative alla scelta basata su parametri di tipo economico. La prima più che al caso è affidata all'emozione e al sentimento se è vero quel "va dove ti porta il cuore" ed è poi quella più spesso praticata, pure da quelli che mascherano ipocritamente le loro scelte di una pretesa di impassibile e asettica razionalità oggettiva che dovrebbe nobilitarle.

    La seconda è certo interessante: trovare il motivo di scelta all'interno del fenomeno stesso in oggetto, attraverso una sorta di analisi intuitiva che ne dispiega l'essenza.

    Infine la terza che cita il testo di uno dei racconti che ho più amato (e che ho pure rappresentato in teatro per i ragazzi) la quale fonda la scelta sulla relatività imprescindibile di ogni convinzione, basta rendersene conto per essere meno ciechi accettando chi cieco non è (ma magari è sordo), basta non credersi stupidamente più normale e sapiente degli altri nella propria rappresentazione del mondo.

  • 7 anni fa

    1) non l' ho mai provato: è un attrezzo da museo.

    2) non male: è la prima rasatura quasi moderna per barba causata da letture filosofiche.

    3) beh, alcuni filosofi probabilmente lo provano (è l' amore per il sapere che li prende per la gola munita di barbetta)

    4) La circospezione devono averla altrimenti si tagliano. L' allegria dipende dall' attimo fuggente.

    Aggiunta:

    :) wow, interessanti i tuoi dettagli (probabilmente sembrerà un po' strano, ma ho apprezzato molto la citazione del problema del computer). Un saluto dall' "Occultista + Redivivo"

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