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Deki ha chiesto in Arte e culturaStoria · 8 anni fa

Se sulla tesina porto la seconda rivoluzione industriale a che domande potrei andare in contro di storia?

2 risposte

Classificazione
  • 8 anni fa
    Risposta preferita

    Alla base della seconda rivoluzione industriale vi è una crisi di sovrapproduzione scoppiata nel 1873 che ebbe conseguenza una costante caduta dei prezzi per due decenni. Questa fase, conosciuta dai contemporanei come “grande depressione”, coincise in realtà con la profonda trasformazione della seconda rivoluzione industriale. Furono infatti proprie tali trasformazioni a cambiare il mondo produttivo e a provocare una caduta dei prezzi.

    Protagonisti della seconda rivoluzione industriale furono il motore a scoppio e l’utilizzo sempre più largo dell’elettricità, mentre andava aumentando l’utilizzo del petrolio come nuova fonte energetica. I costanti progressi tecnologici aprirono a un nuovo dinamismo nell’innovazione. Moltissime furono le invenzioni che, sull’onda dell’affermazione della cultura positivista, vennero registrate in quegli anni, dal telefono ai pneumatici, passando dalle lampadine e dalle automobili.

    Infine, fattore che occorre considerare di primaria importanza, è lo sviluppo delle reti di comunicazione e di trasporto: la costruzione delle reti ferroviarie e telegrafiche. Elementi basilari nella costruzione di mercati nazionali e internazionali.

    I cambiamenti nel settore produttivo

    A livello industriale si affermarono nuovi settori, in particolare quello chimico, con tutte le sue derivazioni, quello elettrico e quello siderurgico. Proprio l’estensione della produzione di acciaio fu una protagonista assoluta di questa epoca. La novità principale fu peraltro proprio nella maggiore integrazione fra il mondo della scienza e quello dell’industria.

    Profondi furono i mutamenti anche nel settore agricolo. Nuovi prodotti chimici, un ampliamento della meccanizzazione, l’introduzione di nuove colture e sistemi di rotazione, portarono a un grande incremento della produzione agricola in varie fasce europee, dall’Inghilterra alla Germania passando per Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Francia, Austria, Boemia e Italia del Nord. Indietro rimanevano invece l’Europa Orientale e quella mediterraneo, dove i progressi di questa “rivoluzione agricola” non giunsero e rimaneva protagonista un’agricoltura estensiva e scarsamente innovativa. Più che altrove i progressi furono avvertiti negli Usa, dove si andarono a coniugare con la grande disponibilità di terra, facendo sì che anche piccoli coltivatori, facilitati nell’accesso al credito, potessero correre i rischi degli investimenti. Proprio l’arrivo dei prodotti statunitensi in Europa, grazie ai progressi della navigazione, fece sì che fra il 1879 e il 1880 i prezzi agricoli crollassero, portando ampi settori del mondo agricolo in crisi e innescando una serie di nuove tensioni sociali entro il mondo rurale e, al contempo, moltiplicando i movimenti migratori. Per salvaguardare i settori agricoli nazionali, molti Stati ricorsero così a un più aggressivo protezionismo.

    I cambiamenti nel mondo economico e finanziario

    Con la “grande depressione” si apriva una nuova intensa stagione di forti mutamenti nel mondo economico. Se grazie all’innovazione tecnologica il volume degli scambi continuò a crescere, di fronte ai mutamenti innescati dal calo dei prezzi i principi liberali vennero in gran parte abbandonati, modificando così il mondo della finanza e l’intervento statale in economia.

    Nel mondo economico-finanziario si registrò una crisi della libera concorrenza: di fronte al mercato internazionale le piccole realtà cedevano il passo alle holding, ai cartelli e ai trust. Stretto si fece il rapporto con le banche, le uniche in grado di assicurare le basi per alti investimenti, fino a che si registrò una vera e propria compenetrazione da cui il nuovo termine di “capitalismo finanziario”: le banche controllavano parti crescenti delle industrie e, allo stesso tempo, i grandi industriali entravano a far parte dei consigli di amministrazione delle banche.

    A livello statale, la crescente influenza dei gruppi di interesse portò a un’estensione dell’intervento del potere pubblico che si risolse in diverse forme, al fine di sostenere la produzione nazionale. In particolare vi fu un inasprimento delle tariffe doganali: ad aprire la strada fu la Germania di Bismarck nel 1879, seguita da Russia (1881), Italia (1887) e Francia (1892). I dazi già alti negli Usa furono inaspriti ulteriormente nel 1890. Solo la Gran Bretagna si mantenne fedele ai principi del libero scambio, il che si risolse però in uno svantaggio a suo sfavore.

  • 8 anni fa

    ció é molto chiaro: agli argomenti, date, persone etc. che

    tu trovi nel tuo libro di storia

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