Ciao ha chiesto in Arte e culturaStoria · 7 anni fa

di che materiale erano fatte le botteghe dei romani?

e cosa c' era al loro interno?

2 risposte

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  • 7 anni fa
    Migliore risposta

    Guarda un po' qua....

    https://www.google.it/search?tbm=isch&source=univ&...

    il panificio apparteneva a N. Popidius Priscus, che viveva nell’abitazione vicina, al numero 20, e veniva gestito da un liberto. Tutti i trentaquattro panifici reperiti a Pompei sono caratterizzati da un forno a legna, somigliante a quello odierno, e dalle macine (nel panificio in questione erano cinque, di cui una piccola) realizzate in pietra lavica, porosa e dura, che non sporcava la farina con le schegge, che sarebbero risultate pericolose per i molari. Le macine sono formate da un blocco a forma di cono, chiamato meta, assicurato a un basamento in muratura, sul quale girava il catillus, un elemento a forma di clessidra, collegato alla mula che lo faceva ruotare per mezzo di una stanga: il grano veniva versato dentro al catillus e macinato dall’azione di sfregamento dei 2 blocchi. Nel panificio di Popidius Priscus non è presente il bancone per la vendita: probabilmente vendeva all’ingrosso o tramite i libarii (venditori ambulanti). L’utilizzo del pane si diffuse tra i Romani nel secondo secolo avanti Cristo: antecedentemente a questa data la farina era usata per preparare la puls, ovvero una pappa a base di frumento..

    I thermopolia erano caratteristici e sparsi per tutta Pompei (addirittura ottantanove!) ed erano una specie di snack-bar. Infatti, essi erano locali che vendevano bevande e alimenti caldi (da qui il nominativo alla greca): pranzare fuori casa era un’abitudine. La loro struttura era abbastanza semplice: erano costituiti da un ambiente che dava sulla strada, fornito di un banco in muratura per la distribuzione, che spesso era decorato, nel quale si trovavano incassate le giare (dolia) che contenevano i prodotti. Certe volte c’era la possibilità di sedersi nelle stanze sul retro e pranzare in tranquillità.

    Nel thermopolium di Vetutius Placidus si può ammirare il larario (o edicola) realizzato in stucco e affrescato: i Lari (gli dei che proteggevano la casa) e dunque Mercurio (divinità del commercio) e Dionisio (divinità del vino) erano affiancati al Genius del padrone. Nell’abitazione adiacente alla bottega da notare è il triclinio ornato in tardo III stile.

    Grazie gigispina, ma non ho bisogno che tu risponda dicendo di leggere la mia risposta per poi autovotarti tu e tutti i tuoi account....se hai un po' di palle, riconosci che le risposte degli altri sono migliori delle tue e votale...

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  • 7 anni fa

    di mattoni di tufo, tenuti insieme da pozzolano. gurda

    i dettagli che ti dá "historian........"

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