perchè mi perdo in un bicchier d'acqua?

e perchè mi sottraggo con strafottenza al dovere pur sapendo bene che i miei pagano per farmi studiare? razionalmente so che è una possibilità e forse l'ultima che ho per migliorare la mia vita eppure tutto ciò emotivamente sembra non interessarmi, non ho stimoli, sono pigra e accidiosa a quanto pare. ma perchè? voi potete trovare la causa al mio essere così sbagliata? razionalmente mi sento in colpa ma emotivamente è tutta una sorta di indifferenza di menefreghismo ma non capisco perchè.. sembra che mi piaccia stare male.. ?? qualche psicologo/a o esperto in questo settore può aiutarmi? ho bisogno di cambiare, seriamente. Sono anche un disastro nelle relazioni sociali e con i ragazzi, con tutto quanto!! AIUTATEMI PER FAVORE, IO VORREI ANCHE PARLARE CON QUALCUNO (PERCHè HO NOTATO CHE UNA RAGAZZA CHE CONOSCO DOPO ESSERE ANDATA DALLO PSICOLOGO E AVER FATTO DELLE CURE è CAMBIATA RADICALMENTE ED ORA è PIENA DI AMICI) MA UN TERAPEUTA COSTA TROPPO. NON SO CHE FARE, TUTTO QUELLO CHE VORREI NON RIESCO AD OTTENERLO NON PERCHè NON SO COME FARE MA PERCHè PUR SAPENDOLO NON FACCIO NULLA DI QUELLO CHE SAREBBE GIUSTO. SONO TROPPO CONTORTA NON MI CAPISCO NEMMENO IO E COME AL SOLITO DA UNA DOMANDA BREVE HO FINITO PER SCRIVERE UN POEMA. -.-'

Aggiornamento:

@alligatore ho scritto che non ho tutti questi amici nella città dove mi trovo non ho legato con molti e con la maggior parte ci ho litigato o mi hanno rifiutato l'amicizia... con chi dovrei uscire??? evidentemente non hai letto bene il mio post.. grazie comunque per la "sgridata" ma non è proprio la mia situazione quella...

3 risposte

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  • Anonimo
    7 anni fa
    Migliore risposta

    Mi sovviene solo una risposta.

    Quando si presenta un fatto nella nostra vita, qualunque esso sia (lo studio, la responsabilità, ecc...) la prima reazione che ne abbiamo è di discriminarlo, cioè giudicare tale fatto secondo quello che è il "nostro bagaglio di informazioni". Quando dico informazioni, intendo l'insieme di tutte quelle tendenza morali, etiche, culturali, sociali, storiche, ambientali ecc... che hanno fatto di noi ciò che noi pensiamo di essere. Così, immediatamente, discriminiamo e diamo un giudizio su questo fatto.

    Nasce cioè il "mi piace" ... "non mi piace".

    Ora, potrei risponderti con un'immediatezza impressionante al tuo problema e porlo in piena luce in un attimo, ma temo che ti provocherei un gran spavento, perciò, sono costretto a prenderla un po' alla larga (non ho il tempo materiale per farti una terapia di tre anni, ma solo tre minuti della tua attenzione, quindi devi in un qualche modo accettare quello che sto per dirti).

    Velocemente. Il punto è che tu al momento hai ancora un luogo a cui tornare. Quindi te la meni.

    Si è presentato un problema (lo studio, o altro) immediatamente capisci che è un dovere, più che un piacere, ed in te nasce un riflesso condizionato, cioè un giudizio, "mi piace", "non mi piace". Ora, senza entrare nel merito di quale sia il giudizio che ti porta alla considerazione di dire "non mi piace"

    questo è il fatto che si presenta a te, e tu sai che hai un luogo a cui ritornare, una sorta di campo base, così mentre stai scalando la vetta, ti accorgi che è faticoso, che implica una disciplina, che implica dedizione, che le aspettative che ti eri montata su per far nascere un precedente giudizio "mi piace" sembrano (ed effettivamente sono) diverse da come te la eri pensata, sognata, vista, concepita, analizzate, dipinta, insomma ... che la realtà è diversa dall'aspettativa con cui sei partita.

    Quindi che succede?

    Ti stai fermando, l'arrampicata diviene difficile, non hai voglia di alzarti, metterti i ramponi e lo zaino, affrontare gli ultimi tre o quattro step per arrivare alla cima, pensieri malsani ti indicono a pensare che forse non ne vale più nemmeno la pena, che alla fine quella cima non è poi così importante, e che in fin dei conti, puoi anche farne a meno.

    MA PERCHÉ!?

    Perché sai che dietro di te c'è montato il campo base. Ovvero, sai che se rinunci, ai un luogo a cui tornare, CASA è lì, i genitori sono lì.

    È comodo. Detta come va detta, se ti trovassi senza casa base che faresti?

    Pensi che non tireresti fuori anche le risorse più profonde che ci sono in te per arrivare lassù dove poi, ti aspetta una discesa ancor più pesante e piena di pericoli?

    Sai che se voi uscirne viva, devi salire e poi ridiscendere, solo allora potrai tornare a CASA.

    Questo è quanto. Quindi: terapia veloce e diretta.

    Quello che sta accadendo è che stai dando troppo potere a quei pensieri puerili in te che vorrebbero che tu mollassi, è la parte infantile in te che non vuole più crescere perché costa lavoro, crescere è duro, implica fare sacrifici (dal lat. Sacri-ficere fare del Sacro, fare offerta di sé, immolarsi sull'altre dell'offerta di sé). Devi smettere di alimentare quelle voci in te che ti vogliono fare arrendere, CRESCI, la crescita è anche imparare a gestire i momenti di sconforto, l'alpinista è solo, non c'è nessuno che lo puoi aiutare quando giunge ai piedi della vetta, può contare solo su sé stesso e sulla sua volontà di non ascoltare la parte ignobile di lui, i suoi pensieri più abietti, più infidi, più ignobili. Taglia fuori quelle voci, pensa che se non avessi un campo base a cui tornare adesso non sprecheresti energie nei pensieri sterili, concentreresti tutto ciò che puoi nel punto focale dell'azione finale.

    Raccoglieresti tutte le tue energie e poi ti lanceresti verso la VETTA... senza indugio, senza permettere più che quei pensieri ignobili instillino in te quei dubbi, le incertezze, debolezze, viltà e mancanza di energia.

    Detto questo, puoi anche fare tredici anni di terapia, ma se non capisce questo, solo gli eventi della vita potranno metterlo in evidenza. È solo questione di quando. Quando deciderai di averne abbastanza di fare i capricci e di permettere che la bambina viziosetta che stai alimentando in te possa continuare a fare la ritrosa, sarai pronta per scalare gli ultimi tre o quattro step che ti separano dalla vetta.

    ... poi comincerà la discesa, che come ogni alpinista sa bene, è ben peggio della salita. (questa è la vita, questo è il bello ed il sale della vita. Se la vita fosse tutto pacifico, tutto appianato, non ci rimarrebbe che il suicidio per uscire dalla profonda noia e sofferenza che essa ci dà. Il senso ultimo del nostro vivere è ... sperimentare, lottare e vincere noi stessi più di ogni altra cosa. Siamo qui per questo, per sperimentare con la coscienza la vita.

    Fonte/i: Ciao, dacci dentro, lo so che ce la puoi fare, e non ti preoccupare, nessuno ti giudica, è normale avere momenti così per ogni essere umano, anche il più grande, il momento del dubbio e della debolezza arriva sempre, qui sta la grandezza di ogni uomo, vincersi e superarsi. Se pensi quello che hai scritto, non puoi fallire. Sei molto in gamba... coraggio.
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  • non sei sola ad avere difficoltà di relazioni e difficoltà a impegnarti nel lavoro/studio. Primo non sentirti una marziana ma sentiti come una persona che ha dei problemi, poi devi essere convinta di porterli risolvere o affrontare al meglio sennò il cervello ti farà sempre far male qualuqnue tentativo di cambiamento (nessun parte per un viaggio se è sicuro che la benzina nonn basterà o non trovera mai lastrada)

    Fatto questo devi scrivere i PICCOLI passi o cambiamenti che devi creare e darti del tempo per realizzarli, ad esempio se tu fossi agorafobica dovresti prima di tutti metter piede fuori di casa, nel tuo caso magari si tratta di studiare un po' di piu' ma anche questo va fatto a gradi, un po' come una dieta.

    Poi sappi che ci sono ottimi psicofarmaci antiansiosi che aiutano molto se una persna ha grossi sensi di colpa ansisi, sociofobia, pensieri di colpa ecc. li attenuano e ti permettono di vedere la realtà in modo più tranquillo e affrantarla quindi meglio, ovviamente lo psicofarmaco non risolve i tuoi problemi sociali ma ti dà una marcia in più per affrontarli, specie se sei ansiosa o depressa (questi sono dei freni, dei pesi) lo psicofarmaco te li alleggerisce e le cose funzionano un po' più facilmente.

    ciao

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  • 7 anni fa

    (fai finta che ti stia urlando cosi e piu credibbile) ALLORA RAGAZZA ALZATI DA QUEL FOTTUTO DIVANO E ESCI CON GLI AMICI SEI UNA RAGAZZA E QUESTO DI SOLITO FANNO MOLTO PIU COLPO DEI RAGAZZI E HANNO UNA POSSIBBILITA IN PIU INVECCE PER QUEL FOTTUTO. STUDIO ANCHE IO LO ODIO MA ALMENO IMPARO QUALCOSA E FACCIO CONTENTO I MIEI PERCHE SE NO MI FANNO LE PALLE GRANDI QUANDO DUE PIANETI NON ANDARE DA QUEL FOTTUTO FISIOTERAPISTA CHE TI LEGGE NEL CERVELLO E TI ******* I SOLDI E APPOSTA DI PARLARE CON LUI PARLA CON TUA MADRE CHE E MOLTO MEGLIO DEL FISIOTERAPISTA E POI RIPRENDITI A FARE QUEL CHE ***** VUOI TU

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