Aiutoo, continuare una storia....?

Era un'estate tranquilla, di quelle che non augurereste a nessuno. Le giornate scorrevano pigre, afose e sonnolente. Anche quel giorno sembrava uguale agli altri...

Continuate la storia di cui è descritto l'inizio. Decidete che genere di storia sarà (romantica, comica, drammatica ecc...) Inserite un cambiamento di scena e almeno un dialogo. Nella stesura dovete considerare:

-la scelta del narratore;

-la descrizione di uno o più personaggi.

Aiutatemi non ho idee :c

1 risposta

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  • 7 anni fa
    Risposta preferita

    Era un'estate tranquilla, di quelle che non augurereste a nessuno. Le giornate scorrevano pigre, afose e sonnolente. Anche quel giorno sembrava uguale agli altri, essendo una persona che ci tiene molto al mio aspetto quel giorno,come ogni pomeriggio stavo preparando la borsa da portare al mare, con tutto l'occorrente,asciugamano, protezione solare,olio abbronzante, una bottiglietta di acqua fresca, rivista,pettine,borsellino,cellulare e costume di ricambio. Infilai le mi ciabattine infradito e salii sul mio motorino con la borsa in spalla,ma subito dopo il primo incrocio caddi bruscamente per colpa di una buca. Ero davvero spaventata,tremavo,avevo gli occhi lucidi dallo spavento,non mi ero ancora rialzata,mi bruciava tantissimo il braccio e la gamba sinistra,non sapevo cosa fare il cellulare era finito in mezzo alla strada,tutti mi suonavano perchè stavo intralciando la circolazione,ma ad un tratto una macchina nera abbassò il finestrino,era una macchina molto strana,non se ne vedono di così lussuose in strada,sembrava quasi una lemousine,dall'auto scese un uomo alto,magro,con i capelli perfettamente spazzolati, e un paio di occhiali da sole costosissimi con delle lenti molto scure,tanto scure da non riuscire a vedere la sua espressione,ma sorrideva,forse voleva aiutarmi a rialzarmi. Insistette per farmi salire sulla macchian,sembrava una brava persona, appena entrata vidi una acchina super chic davanti ai miei occhi,non potevo crederci,c'era un televisore,un piccolo frigorifero porta bevande, un tavolino e dei sedili rivestiti in pelle,all'improvviso dal sedile si voltò il conducente e disse: "Dove vi porto?" e lui disse "Da mia madre" io o guardai disorientata lui mi spiegò che sua madre se pur anziana era ancora un ottima infermiera,capace di dare ottimi rimedi,anche naturali. Il mio motorino era rimasto in mezzo alla strada! Glielo dissi e lui con aria pavoneggiante disse che lo sapeva e che aveva già avvertito il suo assistente,che sarebbe subito corso a recuperarlo. Arrivati daventi alla casa di Jake,l'uomo che mi aveva aiutato,vidi una reggia,due uomini al cancello che ci aprirono con aria rispettosa le porte e una stradina di ciottoli che portava fino al portone di casa. In soggiorno ci,o meglio,mi , aspettava sua madre,non aveva l'aria cattiva,anzi sembrava una simpatica infermiera,anziana ma in gamba,mi chiese come stavo e io stosi la bocca. Mi fece accomodare nel suo ambulatorio privato,eseguiva visite solo su prenotazione,ma questa volta avrebbe fatto un eccezione,mi visitò,e mi fece muovere braccia e gambe come se se ne fregasse del fatto che riuscivo a malapena a toccarle. Il dolore stava passando,mi fece una piccola inniezione sul braccio,disse che mi avrebbe fatto sentire meglio,era un antidolorifico,in effetti è vero,sentivo poco dolore,ma ero ancora un pò impaurita,dopo la visita ringraziai la signora e le chiesi quanto avrei dovuto pagare,ma lei sorrise e disse "nulla" .

    Mi chiese di sedermi in soggiorno insieme a suo figlio,Jake.Intanto chiamai mia madre e la rassicurai. Poco dopo l'anziana infermiera ci portò due succhi di arancia e dei deliziosi biscottini. Intanto Jake iniziò a parlarmi,mi faceva domande strane...come: Sei maggiorene? Lavori? Hobbies? Segui la moda? Bionda o mora naturale? Quanto pesi? Quanto sei alta? Io un pò scombussolata risposi, Si sono maggiorenne,non ho un lavoro,faccio ginnastica ritmica da 10 anni e amo la moda,amo indossarla,farla,seguirla, sono mora peso 55 kg e sono alta 1.70... Neanche mi fece finire di parlare,che già mi aveva proposto un lavoro,lui era uno stilista e voleva che io diventassi una indossatrice,senza alcun indugio accettai! Chi l'avrebbe mai detto? Da un evento così traumatico e negativo è nata una possibile speranza di lavoro nel campo della moda,la cosa che da sempre desideravo!

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